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Giugno è il mese di Wimbledon. In passato il torneo ha vissuto diverse vite, raccontando non solo la propria storia ma di tutto il tennis. Scopriamo i nomi di tutti i vincitori.

Nel cuore dell’estate londinese, Wimbledon si accende come il palcoscenico più prestigioso del tennis mondiale. Si tratta del torneo più antico del circuito, il più tradizionale e per certi versi anche il più ambito tra i giocatori. Fin dalla sua prima edizione nel 1877, il singolare maschile ha visto alternarsi generazioni di campioni, creando una vera e propria linea temporale di stili, record e leggende.

Il manto erboso del Centre Court è spietato e non conosce sentimenti ma sa consacrare chi è capace di piegarne le leggi. Occorrono potenza ed equilibrio mentale per imporsi qui. Non è mica roba per tutti. Anche per questo l’albo d’oro maschile di Wimbledon racconta la storia non solo di un torneo, ma dell’evoluzione stessa di tutto il tennis.

Dal passato inglese all’era Open: le radici del dominio

In un primo momento, Wimbledon è stato il regno incontrastato degli inglesi. William Renshaw ha caratterizzato fortemente le origini della competizione, vincendo 7 titoli tra il 1881 e il 1889 e aprendo così la strada a un’epoca di assoluto dominio britannico. Lo scenario è poi cambiato in seguito all’internazionalizzazione del tennis.

Gli anni '20 e '30 sono stati quelli del francese René Lacoste, seguito poi dai campioni a stelle e strisce come Don Budge e Bill Tilden. La vera rivoluzione, però, c’è stata a partire dal 1968 con l’inizio dell’Era Open. L’ingresso dei professionisti ha infatti dato il via a una nuova generazione di dominatori, tra i quali naturalmente Rod Laver.

Il fascino di Wimbledon è stato amplificato anche dalle storiche rivalità che hanno segnato il mondo del tennis. Una delle più iconiche in assoluto, anche per le differenze tra i due campioni, è stata quella tra Björn Borg e John McEnroe. Il primo, glaciale e silenzioso tanto da essere soprannominato Ice Man, ha conquistato ben cinque titoli consecutivi tra il 1976 e il 1980, imponendo una regolarità mentale davvero senza precedenti. Ma è stato McEnroe con la sua aggressività e il suo talento così ribelle, ad interromperne bruscamente l’egemonia nel 1981.

Gli anni d’oro: da Sampras ai Big Three

Gli anni '90 hanno avuto un solo ed unico padrone: Pete Sampras. Servizio micidiale e gioco a rete chirurgico, questi gli ingredienti per salire sul trono ben sette volte tra il 1993 e il 2000. In tanti hanno considerato l’americano come il primo in assoluto a definire il concetto di tennis da erba, con uno stile minimalista caratterizzato da grande rapidità e colpi letali.

Il vuoto del suo ritiro, avvenuto nel 2002, è stato presto compensato da un fuoriclasse come Roger Federer. Lo svizzero ha debuttato a Wimbledon nel 2003 avviando un cammino sostanzialmente inarrestabile, che lo ha condotto fino al record di 8 successi nella manifestazione. Rafa Nadal nella finale del 2008, probabilmente una delle più belle di sempre, ha fermato “il re dell’erba” facendo capire come il monopolio sarebbe presto diventato un oligopolio con tre dominatori.

Ai due già citati, per completare il gruppo dei Big Three, va infatti aggiunto anche Novak Djokovic: per il serbo sono ben sette le affermazioni qui a Londra. Per anni, Wimbledon è stato il teatro principale dell’appassionante lotta tra questi tre fenomeni della racchetta.

Alcaraz e la nuova generazione: il futuro è già presente

Tutto ha un inizio e una fine. Il passaggio di consegne dalla generazione passata a quella attuale ha una data precisa: 16 luglio 2023. In quel giorno, nell'Albo d'oro di Wimbledon entra anche Carlos Alcaraz, allora ventenne, capace di mettere ufficialmente fine alla lunga e gloriosa epoca targata Djokovic battendo il serbo in cinque set. Lo spagnolo ha poi concesso il bis nel 2024, confermando che il futuro del tennis maschile passa anche da lui. D’altra parte il suo stile di gioco, che abbina la forza fisica alla varietà tattica e all’indubbio carisma, ben si abbina con la superficie in erba dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club.

Chi pensava all'inizio del dominio del talento iberico è rimasto deluso: se prima si parlava di un trittico di campioni, ora ci troviamo a parlare di vero e proprio duopolio. Perché al fianco di Alcaraz c'è il nostro Jannik Sinner, vincitore nel 2025 proprio ai danni dello spagnolo e ora in cerca del secondo successo suo e dell'Italia tennistica. Ricordiamo, infatti, che prima dell'altoatesino, i colori azzurri non hanno avuto grandi fortune: da segnalare solo la finale di Matteo Berrettini del 2021, battuto poi dal solito Djokovic.

Wimbledon, l'albo d'oro dal 1970 ai giorni nostri

1970: John Newcombe

1971: John Newcombe

1972: Stan Smith

1973: Jan Kodeš

1974: Jimmy Connors

1975: Arthur Ashe

1976: Björn Borg

1977: Björn Borg

1978: Björn Borg

1979: Björn Borg

1980: Björn Borg

1981: John McEnroe

1982: Jimmy Connors

1983: John McEnroe

1984: John McEnroe

1985: Boris Becker

1986: Boris Becker

1987: Pat Cash

1988: Stefan Edberg

1989: Boris Becker

1990: Stefan Edberg

1991: Michael Stich

1992: Andre Agassi

1993: Pete Sampras

1994: Pete Sampras

1995: Pete Sampras

1996: Richard Krajicek

1997: Pete Sampras

1998: Pete Sampras

1999: Pete Sampras

2000: Pete Sampras

2001: Goran Ivanišević

2002: Lleyton Hewitt

2003: Roger Federer

2004: Roger Federer

2005: Roger Federer

2006: Roger Federer

2007: Roger Federer

2008: Rafael Nadal

2009: Roger Federer

2010: Rafael Nadal

2011: Novak Djokovic

2012: Roger Federer

2013: Andy Murray

2014: Novak Djokovic

2015: Novak Djokovic

2016: Andy Murray

2017: Roger Federer

2018: Novak Djokovic

2019: Novak Djokovic

2021: Novak Djokovic

2022: Novak Djokovic

2023: Carlos Alcaraz

2024: Carlos Alcaraz

2025: Jannik Sinner

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