La fugace (e clamorosa) carriera del fuoriclasse svedese: per lui 63 trofei ATP in meno di dieci anni di carriera. Un'epopea fatta di record e sfide pirotecniche con John McEnroe.
Un mito assoluto del tennis, capace di conquistare il mondo in poco meno di nove anni di carriera. Questo e tanto altro è stato Bjorn Borg, il celeberrimo Ice Man che domina le scene negli anni '70. Undici titoli del Grande Slam per lo svedese: spiccano sei successi agli Open di Francia, un record superato solo in epoca moderna dallo spagnolo Rafa Nadal. Da segnalare, poi, le cinque vittorie consecutive a Wimbledon tra il 1976 e il 1980. Borg è sulla cresta dell'onda per poco più di un decennio, ritirandosi ad appena 26 anni: salta all'occhio, così, la differenza con un altro campionissimo come Roger Federer, che ha deciso di appendere la racchetta al chiodo solo a 41 anni.
Una carriera terminata troppo presto, certo, ma in compenso Bjorn Borg riesce a farsi apprezzare sin da giovanissimo. Nel 1972, all'età di appena 15 anni, gioca già in Coppa Davis con la selezione svedese, riuscendo a superare un giocatore di assoluto spessore come il neozelandese Onny Parun (all'epoca 25enne).
Nel 1973 il giovanissimo Borg inizia a farsi strada tra i big: prima si arrende solo in finale al Monte Carlo Open (a vincere è il rumeno Ilie Nastase, all'epoca n.1 del ranking), poi si arrende al quarto turno dell'Open di Francia contro la leggenda Adriano Panatta e successivamente ai quarti di finale di Wimbledon contro l'idolo di casa Roger Taylor. Sempre nella stessa annata da segnalare le sconfitte in finale a San Francisco, Stoccolma e Buenos Aires. Nonostante le zero gioie stagionali (l'unico trofeo vinto fino a quel momento dal giovane svedese è il singolare maschile Junior di Wimbledon), Bjorn si ritrova alla fine del 1973 al 18esimo posto del ranking ATP. Roba incredibile, se solo pensiamo che parliamo di un talento assoluto poco più che quindicenne.
Il 1974 è l'anno della definitiva consacrazione: non solo Bjorn si impone come personaggio di portata internazionale, imitato dagli adolescenti che si avvicinano così al tennis, ma soprattutto inizia a fare incetta di trofei. Il primo acuto di un certo prestigio agli Internazionali d'Italia: sulla terra battuta del Foro Italico, lo svedese questa volta riesce ad imporsi contro Ilie Nastase.
Nemmeno venti giorni dopo ed ecco il primo slam con il successo all'Open di Francia contro lo spagnolo Manuel Orantes: sotto di due set, lo svedese si scatena e conquista tre parziali concedendo appena due game sui venti disputati. Nel 1975 fa il bis in Francia (superato Guillermo Vilas) e si impone in Coppa Davis con la sua nazionale. L'anno seguente conosce la seconda e ultima sconfitta all'Open di Francia: siamo ai quarti di finale e anche in questo caso ad avere la meglio è l'italiano Adriano Panatta. Nemmeno il tempo di digerire questa cocente delusione che Bjorn Borg conquista a Wimbledon il terzo Slam della sua carriera, superando con un netto 3-0 il solito Nastase.
Nel 1977 non partecipa all'Open di Francia, ma si impone ancora una volta a Wimbledon, superando in finale il numero uno Jimmy Connors. Riesce così a conquistare, anche se temporaneamente, la vetta del ranking mondiale: alla fine degli anni '70 è il numero 1 solo per una manciata di settimane, ritrovandosi sempre ad inseguire il fortissimo Connors. Questo nonostante un dominio che anche in quegli anni si fa via via sempre più incontestabile: significativo il successo nell'Open di Francia del 1978, con Borg che si impone senza perdere nemmeno un set in tutto il torneo e superando ancora una volta l'argentino Guillermo Vilas in finale.
In quegli anni si impone ancora a Wimbledon e in Francia, arrivando a conquistare la bellezza di 50 tornei ATP a soli 23 anni. Arriva così anche il primo posto nel ranking mondiale, dal luglio 1979 fino al marzo del 1980. Proprio in questo periodo i primi (spettacolari) match con il futuro rivale John McEnroe: l'americano si impone in semifinale a Stoccolma e in finale a Dallas, mentre lo svedese si impone ai The Masters del 1979. Nel 1980 Borg conosce probabilmente il picco della sua carriera: prima conquista il suo quinto Open di Francia (ancora una volta senza perdere nemmeno un set) e poi si impone nuovamente a Wimbledon, ma questa volta dando vita ad una partita leggendaria (e combattutissima) contro il solito McEnroe. Lo svedese e l'americano dominano la scena e si dividono il numero uno del ranking mondiale, tra sorpassi e controsorpassi.
Tra il 1980 e il 1981, Borg si impone a Stoccolma, ancora una volta ai Masters e all'Open di Francia. Le certezze dello svedese scricchiolano con le sconfitte a Wimbledon e all'US Open proprio contro McEnroe. Dopo queste delusioni, qualcosa cambia in Borg: lo svedese vince il suo 63esimo torneo ATP in quel di Ginevra e poi qualcosa in lui si spegne. Gli ultimi due anni sono decisamente difficili: nel 1982 perde contro Yannick Noah nei quarti di finale al Torneo di Montecarlo. L'anno successivo, sempre nel torneo del Principato, non va oltre il secondo turno contro Henri Leconte. Lo svedese decide così di dire stop al tennis giocato, mettendo fine ad una delle avventure più entusiasmanti della storia dello sport.