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Wimbledon: le 5 finali più belle di sempre

Le partite da ricordare dell’evento londinese su erba che ha visto nascere rivalità tali da fare la storia e dato il via a carriere meravigliose di campioni che ci hanno fatto letteralmente sognare.

La nomini e quasi ti tremano le gambe. Wimbledon per i tennisti è come un templio che custodisce la parte più bella che questo sport è in grado di offrire. Ogni anno è un’emozione, come dal 1877 a questa parte con l’evento che è giunto ormai alla sua centotredicesima edizione. Non tutte sono state uguali, però. Ce n’è qualcuna, in effetti, ancor più speciale rispetto alle altre, tanto da aver meritato in maniera indissolubile un proprio posto nella storia. 

In un caso, come potremo vedere, conquistando persino un film ad essa dedicato. Le finali sono naturalmente la parte più spettacolare dell’intera competizione. Proviamo attraverso un faticoso processo di sintesi ad individuare le cinque più belle di sempre. 

Bjorn Borg vs John McEnroe – 1980

L’hanno definita la partita del secolo. Per Bjorn Borg fu il quinto titolo consecutivo ai Championship: record assoluto. Ma al di là dell’aspetto statistico e forse anche oltre alla posta in palio, dietro all’importanza del match c’era la storia di una rivalità rimasta di fatto materiale dei libri di storia. Di fronte all’ex racchetta svedese c’era infatti John McEnroe e il risultato fu uno spettacolare saliscendi di emozioni durato cinque set. 

Parte meglio lo statunitense che si aggiudica la prima frazione. Borg riesce a rimontare al secondo set portandosi in vantaggio con il terzo. Tuttavia McEnroe è duro ad arrendersi e al quarto rimette in gioco gli equilibri. All’ultimo atto lo svedese chiude i conti con otto giochi a sei. Sembra quasi la sceneggiatura di un film e infatti lo diventa: Borg McEnroe del 2017 per la regia di Janus Metz.

Andy Roddick vs Roger Federer – 2009

“E l'invincibile non è quello che vince sempre ma quello che anche se perde non è vinto mai”. Lo diceva Jovanotti ma è un concetto sempre valido nello sport dove non esiste vincente che non abbia mai perso. C’è anche chi, come Andy Roddick, pur avendo praticamente riempito a dismisura la sua bacheca personale di trofei viene conosciuto maggiormente per le sconfitte. Colpa, anche se non soprattutto, di quella maledetta finale del 2009, nella quale lo statunitense mise alle corde un fuoriclasse come Roger Federer arrendendosi soltanto al quinto set. Negli almanacchi il nome che si legge è quello dello svizzero, ma tutti gli onori anche all’avversario.

Roger Federer vs Rafael Nadal – 2008

All’epoca Roger Federer era il numero uno assoluto, un gigante che a Wimbledon dettava legge da cinque anni. Rafael Nadal era la minaccia più grande al monopolio dello svizzero e qualche avvisaglia gliel’aveva già data al French Open battendolo e rendendo meno comodo il suo trono. Non c’erano certezze, però tutti avevano la sensazione che si sarebbe scritta da lì a breve la storia del tennis degli ultimi vent’anni. 

E così fu, con lo spagnolo che vinse ancora lasciando ai posteri un’immagine che ancora oggi emoziona: quella di lui, steso a terra per la fatica ma anche per la gioia dell’impresa compiuta. Tenera, poi, la carezza di Federer nei confronti di Nadal, quasi ad asciugargli le lacrime nonostante fosse oggettivamente complicato nascondere l’amarezza di quegli istanti. Si è campioni anche così.

Novak Djokovic vs Roger Federer – 2019

Ricordo decisamente più fresco di questa finale datata solo quattro anni fa. Se è vero che l’attesa amplifica il piacere, da attendere, per scoprire il nome del vincitore del torneo, ci fu da davvero parecchio tempo. Quella, infatti, è la partita più lunga nella storia di Wimbledon relativamente alla categoria singolare maschile. 

Si arrivò ai cinque set con il serbo che annullò due match point allo svizzero, evitando di capitombolare e portando a casa il trofeo. Inutile nascondere quanto fu equilibrata quella sfida, d’altro canto era prevedibile data la qualità schierata in campo. Poteva vincere chiunque ma ci riuscì Djokovic che tolse la corona al re dell’erba londinese.

Matteo Berrettini vs Novak Djokovic – 2021

C’è un pizzico di campanilismo dietro questa scelta, lo ammettiamo. Ma la soddisfazione di vedere un italiano combattere per il titolo qui a Wimbledon è effettivamente troppo elevata per essere sottaciuta. Il tennista romano arrivò all’appuntamento dopo un percorso meraviglioso grazie al quale avrebbe meritato senza dubbio un epilogo migliore. 

Ma lo sport sa essere duro, lezione di vita che non sempre premia gli sforzi profusi. Senza prenderla troppo al largo: Novak Djokovic era praticamente ingiocabile quasi per chiunque. Compreso il nostro Berrettini che lasciò l’erba londinese comunque a testa alta anche in considerazione del fatto che nessun azzurro era mai riuscito ad arrivare fin lì. È stato bello sognare.

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