Si riparte dopo il primo giorno di riposo con una frazione in quel di Cantal: 166,6 km da Aurillac a Le Lioran, nel segno di sette Gran Premi della Montagna.
Evento: | Tappa 10 Tour de France 2026 |
Luogo: | da Aurillac a Le Lioran |
Data: | 14 luglio |
Orario: | dalle 13:10 |
Dove vederla: | Rai, Eurosport |
Una sosta velocissima. Dopo un giorno di riposo, riecco lo spettacolo del Tour de France. La decima tappa porta la carovana nel cuore del Cantal, per una frazione interamente racchiusa nel Massiccio Centrale: 166,6 chilometri da Aurillac a Le Lioran, con 3.800 metri di dislivello e ben sette Gran Premi della Montagna, due dei quali di prima categoria. Gli ultimi settanta chilometri, poi, non concedono quasi respiro: niente pianura, solo salite e discese fino al traguardo.
A rendere il tutto ancora più insidioso c'è la data: il 14 luglio, festa nazionale francese, giornata in cui i corridori di casa hanno sempre una voglia matta di prendersi la scena.
La partenza neutralizzata della decima tappa del Tour de France è fissata alle 13:10 di martedì 14 luglio da Aurillac, città che ospita la Grande Boucle per la quindicesima volta nella sua storia. Dopo la consueta sfilata cittadina, il gruppo raggiunge il chilometro zero e il via ufficiale scatta pochi minuti più tardi. L'arrivo a Le Lioran, alla seconda apparizione di sempre come sede di tappa, è atteso intorno alle 17:12, salvo variazioni legate all'andatura e alle inevitabili schermaglie di una giornata così movimentata.
Come da tradizione, tutte le tappe di questa edizione del Tour de France vanno in onda in chiaro sulla Rai, sia su Rai 2 sia su Rai Sport, con lo streaming garantito dall'app RaiPlay. La diretta su Rai 2 parte dalle 14:40. Copertura anche su Eurosport (a pagamento), disponibile in streaming su HBO Max, Discovery+, DAZN, TIMvision e Prime Video Channels.
I primi chilometri da Aurillac servono a lanciare la fuga di giornata, in un contesto già nervoso. Superate Roannes-Saint-Mary e Marcolès, al chilometro 25,5 arriva subito lo sprint intermedio di Lacapelle-del-Fraisse: punti pesanti per la maglia verde, con i pochi velocisti rimasti su un tracciato del genere chiamati a giocarseli in fretta.
Poco dopo il terreno comincia a impennarsi: al chilometro 68, dopo il passaggio da Carlat e Jou-sous-Monjou, si scala la Côte de Pailherols, GPM di terza categoria di 3 km al 7,2% di pendenza media, che scollina a 1.043 metri.
La parte centrale della tappa 10 del Tour de France è un susseguirsi ininterrotto di asperità. Al chilometro 97,3 c'è il Col de la Griffoul, seconda categoria di 5,9 km al 6,7%: una salita inedita, mai affrontata prima nella storia del Tour. Il tempo di scollinare ed ecco, in rapida successione, il Col de Prat de Bouc (terza categoria, 3,1 km al 6,5%, al km 103,8) e la salita di Murat (terza categoria, 5,2 km al 5,3%, al km 118,8). Un tratto logorante, pensato per selezionare il gruppo e mettere alla frusta anche gli scalatori più solidi.
Il cuore della frazione arriva al chilometro 135,7, con il Puy Mary - Pas de Peyrol: prima categoria di 7,8 km al 6% di pendenza media, uno dei simboli del ciclismo nel Massiccio Centrale. Dopo la discesa su Mandailles-Saint-Julien comincia la salita più cattiva di giornata, il Col de Pertus (prima categoria, 4,4 km con pendenza media all'8,5%: breve, ma con rampe capaci di fare davvero male, a poco più di quattordici chilometri dal traguardo.
Resta poi da affrontare l'ultimo scoglio, il Col de Font de Cère (terza categoria, 3,1 km al 5,8%, al km 163,9), prima della discesa finale verso Le Lioran. Un traguardo così ravvicinato all'ultima salita invita all'attacco: chi vuole vincere, o guadagnare secondi pesanti in classifica, ha davanti l'occasione giusta.
Al rientro dal riposo, la classifica generale parla sloveno. Tadej Pogačar guida con autorità dopo il numero sul Tourmalet, con un margine di 2'42" su Jonas Vingegaard, 3'27" su Isaac Del Toro e 3'30" su Remco Evenepoel; più staccati Juan Ayuso (3'34") e il giovane francese Paul Seixas (3'55").
Con distacchi già così ampi, la vittoria di tappa potrebbe finire in fuga, e il profilo (sette GPM e nessun tratto di respiro nel finale) sembra fatto apposta per gli attaccanti. Occhio, allora, all'orgoglio dei padroni di casa nel giorno della festa nazionale: dai possibili tentativi di Lenny Martinez e Valentin Paret-Peintre in ottica maglia a pois, fino all'eterno Julian Alaphilippe, da sempre a caccia di gloria proprio in questa data.