L'incredibile scalata di Jonas Vingegaard, fuoriclasse più forte delle difficoltà della vita e degli infortuni. Il campione danese vuole continuare a collezionare vittorie e trofei.
Caparbietà, classe e voglia di stupire. Queste le caratteristiche principali di Jonas Vingegaard, grande protagonista del ciclismo moderno. Pochi giri di parole: parliamo di un atleta che non conosce la resa, capace di superare le difficoltà senza battere ciglio. E non parliamo solo dell'infortunio che qualche stagione fa avrebbe potuto compromettere la sua carriera.
Sì, perché passare dal pulire pesci al mercato di Hillerslev a dominare le vette del Tour de France non è solo una bella storia da raccontare ai nipotini: è la parabola di uno degli scalatori più forti di sempre. Soprannominato "Vingo" o, con un tocco di epica, "Il Re Pescatore", il danese ha riscritto la gerarchia del ciclismo mondiale, riuscendo a vincere nonostante il dominio di un fuoriclasse assoluto come Tadej Pogačar.
Nato nel 1996, Jonas non è stato il classico enfant prodige che vince tutto nelle categorie minori in giovanissima età. Mentre i suoi coetanei sognavano la maglia gialla, lui lavorava sodo nel mercato ittico locale per mantenersi, alternando i turni agli allenamenti.
La svolta arriva nel 2019 con la firma per la Jumbo-Visma (oggi Visma-Lease a Bike). Da quel momento, il ragazzo timido della Danimarca ha iniziato una scalata che ha del clamoroso.
Il mondo si accorge di lui nel 2021, quando, partito come gregario di Primož Roglič, finisce sul secondo gradino del podio a Parigi. Ma è il biennio successivo a consacrarlo leggenda:
Nel 2022 strappa la maglia gialla a Tadej Pogačar sul Col du Granon in una delle tappe più spettacolari degli ultimi trent'anni. Vince il suo primo Tour con un distacco di 2'43".
Nel 2023 concede il bis, dominando la cronometro di Combloux e infliggendo allo sloveno un distacco pesantissimo (7'29").
Il 2024 è l'anno in cui ha dimostrato tutta la sua forza. Dopo una caduta spaventosa al Giro dei Paesi Baschi che gli causa fratture e uno pneumotorace, torna miracolosamente in sella per il Tour, vincendo una tappa e chiudendo secondo dietro un inarrivabile Pogačar.
Il 2025 ha segnato un nuovo capitolo per Vingo. Dopo un altro secondo posto al Tour de France, Jonas ha deciso di puntare tutto sulla Vuelta a España.
La missione è stata un successo totale: vincendo tre tappe (inclusa la decisiva frazione sulla Bola del Mundo), è diventato il primo danese della storia a trionfare nel Grande Giro spagnolo. Questa vittoria ha dimostrato che Jonas non è solo l'uomo del Tour, ma un predatore capace di imporsi in contesti e climi diversi. Un ciclista totale.
Se qualcuno pensava che Vingegaard fosse sazio, la primavera del 2026 ha fornito risposte chiarissime. Il danese ha cambiato programma, scegliendo la Francia per l'inizio di stagione.
Alla Parigi-Nizza, la "Corsa verso il sole", ha dominato vincendo due tappe consecutive e la classifica generale con un margine imbarazzante sulla concorrenza.
Pochi giorni dopo ha bissato il successo in terra spagnola, alla Volta a Catalunya, trionfando sul Coll de Pal e confermandosi il re indiscusso delle corse a tappe brevi di inizio anno.
Nonostante la fama mondiale, Jonas è rimasto l'uomo riservato di sempre. Vive con la moglie Trine Hansen (dalla quale ha preso il secondo cognome) e i loro due figli. Jonas attribuisce gran parte della sua serenità mentale al supporto della moglie, spesso presente ai traguardi più importanti.
Oggi, a 29 anni, Vingegaard è un atleta totale. Il "Re Pescatore" continua a dimostrare che, anche se vieni da un piccolo villaggio danese senza montagne, puoi comunque diventare il padrone delle vette del mondo.