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Roger Federer: il ritiro di un campione che ha scritto la storia

A 41 anni lo svizzero dice basta e si ritira dopo una gloriosa carriera nella quale ha vinto tutto dimostrandosi come uno dei più forti di tutti i tempi. La Laver Cup sarà l'ultima volta che vedremo King Roger in un torneo professionistico.

Ci sono dei giorni che vorresti non arrivassero mai. Ma se esiste qualcosa contro la quale non si può combattere è il tempo che scorre, inesorabile, per tutti. Anche per Roger Federer che, al contrario di quanto si possa aver potuto pensare vedendogli calcare i campi di tennis, è umano e ha così deciso di appendere la racchetta al chiodo.

Geniale, riflessivo, longevo, vincente: fa sensazione doverne ormai parlare al passato come sportivo. Ma la decisione è presa: "Conosco le capacità e i limiti del mio corpo, e il messaggio che mi ha dato ultimamente è stato chiaro". La Laver Cup sarà l'ultima passerella di una carriera gloriosa già passata alla storia perché Roger Federer è già storia.

C'è chi dice, con un pizzico di amarezza, che la vera fine di King Roger sia avvenuta il 14 luglio del 2019 con la sconfitta in finale a Wimbledon contro Novak Djokovic. Da quel momento il fuoriclasse svizzero ha provato a risollevarsi, combattendo contro le avversità di un'attività così logorante tra infortuni vari e la necessità di interventi chirurgici come quello al ginocchio. Ma un campione non vuole mai arrendersi, il giorno più difficile è sempre quello in cui si deve dire basta e lo si deve decidere in maniera autonoma senza che niente o nessuno possa o debba influenzarti.

Ventiquattro anni di professionismo sono un'enormità, specialmente per chi riesce a mantenersi ad alti livelli senza mai o quasi ridurre la propria competitività ma affrontando stagione dopo stagione nuove sfide tenendo testa anche alle nuove generazioni. Lo abbiamo conosciuto bambino, biondo e col codino, lo congediamo, ringraziandolo per le emozioni regalate, da uomo realizzato non più capriccioso con quella racchetta spesso gettata all'aria ma solido professionista come un fenomeno di tale caratura deve essere.

Roger Federer, 24 anni di grandi vittorie

Fino ai 12 anni Roger Federer praticava due sport: il calcio e il tennis. Ad un certo punto, quando ha dovuto scegliere, ha optato per il secondo. Fortunatamente, verrebbe da aggiungere. A 14 anni diventò campione svizzero assoluto e venne scelto per allenarsi nello Swiss National Tennis Center, a Ecublens. Di lì a breve l'esordio nel professionismo per un giovane già dimostratosi abile con le vittorie in categoria Juniores dei tornei di Wimbledon e US Open.

Il suo primo titolo di una certa levatura lo ha conquistato nel 2002 nel Master 1000 di Amburgo. Poi è iniziata l'era Wimbledon, nel 2004 tre Grandi Slam su quattro (Australian Open, nuovamente Wimbledon e Us Open), oltre ai 1000 in Canada, ad Amburgo e a Indian Wells. L'anno successivo tappe vittoriose a Londra e New York portandosi a casa anche 4 Masters 1000. Questa è l'era di Federer, quella nella quale è assolutamente imbattibile.

Nel 2006 ben sei titoli prestigiosi messi in bacheca, ripetendo la tripletta Australian Open-Wimbledon-Us Open con l'aggiunta di altri quattro 1000. Dal 2007 al 2011 arrivano anche la prima medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino e il primo Open di Francia, insieme ad altre vittorie prestigiose. Il 2011 e il 2013 sono due annate amare per il tennista di Basilea nelle quali rimane a bocca asciutta. Soltanto nel 2017, in seguito all'intervento subìto al ginocchio, torna ad importanti successi come quelli agli Australian Open e a Wimbledon. Nel 2019 arriva l'ultimo colpo di coda di una carriera ricca di gioie con il Master 1000 di Miami.

Le rivalità con Nadal e Djokovic

Diciamoci la verità: adesso la Laver Cup assumerà un valore profondamente diverso dal solito. Sarà enorme l'hype sull'evento, soprattutto per la possibilità di poter ammirare per l'ultima volta Roger Federer in una partita ufficiale. Sulla scelta, inevitabile per certi versi, ha pesato senza dubbio quanto accaduto lo scorso 13 giugno quando il fuoriclasse svizzero dopo 22 anni è uscito dalla top 50 mondiale.

La sua più grande rivalità, sul campo, resta quella con Rafael Nadal, anche se i due, che hanno rappresentato il meglio che questo sport potesse offrire, hanno sempre avuto una profonda stima reciproca. I confronti diretti vedono Nadal in vantaggio per 24-16 su 40 match disputati. Sfavorevole anche il trend con un altro gigante degli ultimi anni come Novak Djokovic con un bilancio di 27 vittorie a favore del serbo contro le 23 dello svizzero sulle 50 sfide complessive.

Federer ha sempre avuto enorme talento ma a quest'ultimo ha abbinato un lavoro di miglioramento costante colmando le lacune e acuendo i punti di forza. "Il tennis con me è stato più generoso di quanto potessi immaginare". Sapessi con noi, caro Roger.

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