Forse l'ultima vetrina per le ruote veloci prima delle Alpi: 174,7 km da Chambéry a Voiron, con un avvio nervoso tra Bauges e Chartreuse e un finale che invita alla volata.
Evento: | Tappa 17 Tour de France 2026 |
Luogo: | da Chambéry a Voiron |
Data: | 22 luglio |
Orario: | dalle 13:20 |
Dove vederla: | Rai, Eurosport |
Un'altra frazione da non sottovalutare. Sulla carta, la tappa numero 17 del Tour de France è un affare per velocisti: per loro, a conti fatti, l'ultima occasione buona prima che le Alpi si prendano tutta la scena. In realtà i 174,7 chilometri da Chambéry a Voiron nascondono qualche insidia di troppo, tanto che non possiamo assolutamente parlare della classica tappa tutta pianeggiante.
La frazione, infatti, presenta circa 2.200 metri di dislivello, quasi tutti stipati nei primi sessanta chilometri, tra gli strappi del massiccio delle Bauges e le strade della Chartreuse. Poi il profilo si distende e il gruppo può tornare a fare i conti con le ruote veloci ancora in corsa. Il gioco sta tutto lì: siamo in un momento decisivo, probabilmente di massimo sforzo, se le gambe reggono, la scena è tutta per i velocisti. In caso contrario, occhio alle sorprese.
La partenza neutralizzata della diciassettesima tappa del Tour de France è fissata da Chambéry alle 13:20 di mercoledì 22 luglio: il gruppo sfila per una quindicina di minuti prima del via ufficiale, alle 13:35 dal chilometro zero. Il Col des Prés, tetto di giornata, dovrebbe essere scollinato poco prima delle 14:45, con il rientro a Chambéry atteso intorno alle 15:00. L'arrivo a Voiron è previsto verso le 17:30, ma tutto dipenderà dalla velocità media dei corridori in gara.
Come da tradizione, tutte le tappe di questa edizione del Tour de France vanno in onda in chiaro sulla Rai, sia su Rai 2 sia su Rai Sport, con lo streaming garantito dall'app RaiPlay. Diretta anche su Eurosport (a pagamento), disponibile in streaming su HBO Max, Discovery+, DAZN, TIMvision e Prime Video Channels.
Nemmeno il tempo di iniziare che c'è il banco di prova di cui parlavamo. Lasciata Chambéry, il gruppo costeggia le rive del lago del Bourget, sul tracciato che poi si impenna verso il massiccio delle Bauges, dove tra il ventesimo e il sessantesimo chilometro si concentra quasi tutto il dislivello di giornata.
Si parte con la Côte de Bassa (quarta categoria, 1,5 km con pendenza media al 5,5%), si prosegue sulla Côte de Rossillon (quarta categoria, 1,7 km al 5,3%) e si arriva allo scoglio più impegnativo, il Col des Prés. In quest'ultimo caso parliamo di GPM di terza categoria, 3,5 km al 6,8% di pendenza media, scollinamento a poco più di 1.100 metri.
In discesa verso il fondovalle spunta l'ultima asperità classificata, la Côte de Saint-Jean-d'Arvey (quarta categoria, 1,1 km), prima del rientro in città. Quattro strappi corti ma cattivi, il tipo di terreno su cui una fuga può prendere il largo. Poi, però, inizia un'altra corsa.
Ecco il gran finale. Il gruppo si infila nelle strade tortuose del Parco Naturale della Chartreuse (soprannominata lo "Smeraldo delle Alpi") e il profilo comincia ad addolcirsi: restano, infatti, qualche saliscendi e lunghi tratti in leggera discesa.
Al chilometro 147,5, a Colombe, è in palio il traguardo volante, con i punti pesanti per la maglia verde. Da lì mancano poco più di venti chilometri, quasi tutti in discesa e falsopiano, con un'unica insidia a circa sei chilometri dall'arrivo (un segmento di 2,5 km al 3,5%). Poi è pianura fino a Voiron, cittadina dell'Isère legata al grande turismo. Sarà un velocista a prendersi la scena?