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Mondiali: quali sono le migliori nazionali nella storia a non aver vinto il Mondiale?

Dal Maracanazo alle notti magiche di Italia ‘90. E, ancora, l’Olanda di Cruijff e l’Argentina allenata da Maradona: ai Mondiali non sempre vince la squadra più forte.

Non sempre la squadra più forte vince. I Mondiali lo dimostrano: hanno scolpito nella storia squadre leggendarie, pur senza consacrarle campioni. Dal Maracanazo alle notti magiche di Italia ’90, fino alla generazione d’oro del Belgio, senza dimenticare la (quasi) perfetta Olanda di Cruijff: scopriamo insieme le più grandi nazionali che hanno mancato l’assalto alla Coppa del Mondo.

Brasile 1950: il dramma del Maracanazo

Il Brasile del 1950 è il caso più emblematico. I verdeoro giocavano in casa, davanti a un Maracanã gremito in ogni ordine di posto. Bastava un pareggio contro l’Uruguay per vincere il titolo, ma arrivò una clamorosa sconfitta per 2-1, passata alla storia come “Maracanazo”. Il gol decisivo di Ghiggia gelò un intero Paese e trasformò quella squadra straordinaria in simbolo di una delle più grandi tragedie sportive di sempre, forse la più clamorosa.

Ungheria 1954: la squadra perfetta battuta in finale

Altrettanto leggendaria è l’Ungheria del 1954, guidata da Ferenc Puskas. Considerata imbattibile, arrivò al Mondiale in Svizzera dopo anni senza sconfitte e con vittorie schiaccianti, tra cui il celebre 6-3 all’Inghilterra a Wembley. Durante il torneo dominò ogni avversario segnando gol a raffica, ma in finale contro la Germania Ovest subì una sorprendente rimonta perdendo 3-2.

Olanda 1974: il calcio totale senza titolo

Nel 1974 fu invece l’Olanda del calcio totale a incantare il mondo. Guidata da Johan Cruijff, quella nazionale rivoluzionò il gioco con movimento continuo e tecnica sopraffina. Dopo aver dominato il torneo, passò in vantaggio nella finale contro la Germania Ovest grazie al gol realizzato da Neeskens dopo 120 secondi. Me le leggi del calcio - si sa - sono spietate: Breitner pareggiò su rigore e Gerd Müller condannò lo squadrone di Rinus Michels.

Italia 1990: le notti magiche senza finale

Il Mondiale in casa, le notti magiche, i gol del compianto Totò Schillaci, il talento di Roberto Baggio: l’Italia di Azeglio Vicini era decisamente attrezzata per arrivare fino in fondo. Dopo un percorso molto positivo, la corsa si fermò in semifinale contro l’Argentina di Diego Armando Maradona ai calci di rigore, nella semifinale che si giocò allo stadio San Paolo di Napoli.

Italia 2002: talento e polemiche

Molto diversa, ma altrettanto discussa, è l’Italia del 2002. La rosa agli ordini di Giovanni Trapattoni era ricca di campioni: da Totti a Del Piero, passando per Vieri, Nesta, Maldini e Buffon. Ma uscì agli ottavi contro i padroni di casa della Corea del Sud in una gara segnata da polemiche arbitrali per la controversa direzione di Byron Moreno. Una delle eliminazioni più amare della storia azzurra.

Inghilterra 2006: quanti rimpianti

Nel 2006 l’Inghilterra si presentava con una delle migliori generazioni di sempre. C’erano Terry e Ferdinand in difesa, Gerrard, Lampard e Beckham a centrocampo, Rooney e Owen in attacco: eppure i Tre Leoni guidati da Sven Goran Eriksson si fermarono ai quarti di finale contro il Portogallo dopo essere stati sconfitti ai calci di rigore.

Argentina 2010: stelle senza equilibrio

Anche l’Argentina del 2010 rientra tra le grandi incompiute. Allenata da Maradona, poteva contare su un attacco stellare con Messi, Tevez, Aguero, Higuain e Di Maria. Tuttavia, la squadra mostrò limiti evidenti e venne travolta 4-0 dalla Germania ai quarti di finale, chiudendo prematuramente il proprio cammino.

Belgio 2018: la generazione d’oro

Infine, il Belgio del 2018 ha rappresentato una delle migliori nazionali degli ultimi anni. Con Courtois, Kompany, De Bruyne, Hazard e Lukaku, raggiunse la semifinale del Mondiale in Russia, arrendendosi alla Francia. Il terzo posto resta un grande risultato, ma anche un rimpianto per una generazione che sembrava pronta a vincere tutto.

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