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MotoGP, Thailandia: l'analisi della gara di Buriram

In Thailandia trionfa Bezzecchi davanti ad Acosta. Aprilia cala il poker nelle prime cinque posizioni, mentre le Ducati restano a guardare.

Un’Aprilia che non ti aspetti. Nella gara inaugurale del Motomondiale 2026, la casa di Noale si è imposta con autorità su una Ducati reduce da un quadriennio di dominio incontrastato. Non tragga in inganno la classifica generale che vede la KTM in vetta grazie all'ottimo Pedro Acosta (32 punti): nel weekend di Buriram, è stata la prova domenicale di Marco Bezzecchi (25 punti) a lasciare il segno. Il riminese, dopo una Sprint Race opaca, è stato protagonista di una gara da manuale, portando in pista un’Aprilia incredibilmente veloce e — nonostante una superiorità a tratti schiacciante — con ancora ampi margini di sviluppo.

Il trionfo del team veneto è completato da un dato impressionante: ben quattro moto nelle prime cinque posizioni del Gran Premio di Thailandia. È il segnale che il vento sta cambiando. L’impressione è che il lavoro del DT Fabiano Sterlacchini stia iniziando a dare i frutti sperati dopo una stagione di transizione. Colpisce, di contro, una Ducati che non è andata oltre il sesto posto di Fabio Di Giannantonio, complice la giornata no dei fratelli Marquez e un Bagnaia apparso irriconoscibile.

Bezzecchi vince, il rinnovo è (stra)meritato. E se Martin si ritrova...

Solo un mese fa si discuteva del rinnovo di Marco Bezzecchi con Aprilia, tra prolungamento contrattuale e adeguamento dell'ingaggio. Una conferma che oggi appare ampiamente meritata, certificata da una prestazione da fuoriclasse.

Se il terzo posto di Raul Fernandez e il quinto di Ai Ogura confermano la crescita del team satellite Trackhouse, le attenzioni restano puntate sul campione del mondo 2025 Jorge Martin. Lo spagnolo, rientrato dopo una stagione segnata dagli infortuni, è chiamato al riscatto: con lui al top, l'Aprilia disporrebbe di due "punte" di diamante supportate da una base tecnica di altissimo livello, capace di sprigionare velocità di punta da primato sul rettilineo.

Ducati, serve una reazione immediata

La spedizione thailandese della Ducati è stata segnata anche dalla sfortuna, come dimostra la foratura che ha costretto Marc Marquez al ritiro mentre lottava per il podio. Il fuoriclasse di Cervera, insieme al fratello Alex, è pronto a suonare la carica in vista del GP del Brasile del 22 marzo: l'obiettivo è dimostrare che Buriram è stata solo un passaggio a vuoto, dovuto a un setup non ancora digerito e a condizioni dell'asfalto precarie.

Discorso diverso per Francesco Bagnaia. Il pilota piemontese, che nel 2027 passerà proprio in Aprilia, ha iniziato l'anno confermando l'involuzione già registrata nel 2025. Per "Pecco" si tratta di un inizio in negativo: per la prima volta dopo 88 gare, è rimasto fuori dalle posizioni che contano.

KTM, il terzo incomodo?

La vittoria nella Sprint e la seconda piazza della domenica hanno ufficialmente eletto Pedro Acosta e la sua Red Bull KTM come seri pretendenti al titolo. Lo spagnolo, già campione Moto2 nel 2023, ha infiammato il pubblico con un duello d'altri tempi contro Marc Marquez (che, ricordiamolo, sarà suo compagno di box in Ducati nella prossima stagione). Grazie alla sua maturità, Acosta è riuscito nell'impresa di portare la casa di Mattighofen, per la prima volta nella storia, in testa alla classifica costruttori.

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