Il Gran Premio d'Ungheria, l'ultimo prima della lunga pausa estiva, ha confermato la leadership di Kimi Antonelli. Ma Hamilton e la Ferrari sono sempre in scia.
Un brutto stop, prima della lunga pausa estiva. La Ferrari sembra fermarsi proprio sul più bello, penalizzata da strategie non all'altezza e da un po' di sfortuna: in Ungheria non è bastato essere la monoposto più performante, per ammissione degli stessi avversari. A vincere è stato il campione in carica Lando Norris, al primo successo stagionale dopo un avvio che definire difficile è poco: l'inglese della McLaren (128 punti) si ritrova a -91 dal leader della classifica Kimi Antonelli (219 punti), ma può tornare a sognare il bis.
A tal proposito, il circuito dell'Hungaroring ci ha lasciato uno scenario tutt'altro che lineare: così, rispondere alla domanda "chi vincerà il Mondiale di Formula 1 2026?" è tutt'altro che un esercizio banale. Cinque, almeno, i piloti in corsa, senza dimenticare la variabile Max Verstappen, al momento fuori dai giochi (109 punti) ma letteralmente capace di tutto: basti guardare l'incredibile doppio sorpasso in terra ungherese, ai danni di Liam Lawson e proprio del ferrarista Lewis Hamilton. Una staccata incredibile dell'olandese volante.
Sono state le scuderie più continue in questa prima metà del Mondiale di F1: inevitabilmente, sono Mercedes e Ferrari le protagoniste più attese da tifosi e addetti ai lavori. La casa tedesca è avanti, ma la Rossa di Maranello sta dimostrando (al netto di qualche sbavatura) che la strada intrapresa è quella giusta.
In Ungheria a pesare è stata la sosta chiamata sotto Virtual Safety Car, insieme a qualche errore nella gestione delle gomme soft e dure: il pit arrivato dopo il ritiro di Piastri ha tolto a Hamilton la posizione in pista, il set di soft montato in quel frangente non è bastato a tenere dietro Verstappen e Antonelli, e i cinque secondi di penalità per eccesso di velocità in corsia dei box hanno fatto il resto. Il venerdì aveva raccontato un'altra Ferrari, prima in entrambe le libere; poi la domenica la SF-26 ha lasciato per strada un podio che pareva alla portata.
Tutti, così, puntano su Antonelli ed Hamilton, la nuova e la vecchia generazione a confronto: l'astro nascente guida con 219 punti, il pluricampione lo insegue a quota 169, cinquanta le lunghezze che dividono i due. La Ferrari si aggrappa proprio all'esperienza dell'inglese, con Antonelli chiamato a reggere la pressione del suo primo, vero duello iridato. Il giovane talento italiano ha già messo in mostra qualità da campione vero: conquistare il terzo posto in Ungheria, nell'ambito di una gara difficilissima, non è cosa da poco.
Sempre in ottica mondiale, occhio anche all'orgoglio di George Russell e al ferrarista Charles Leclerc: il britannico della Mercedes (terzo, 160 punti) e il monegasco (quarto, 138) non sono affatto tagliati fuori, e con 291 punti ancora in palio il margine è tutt'altro che incolmabile.
Lando Norris ha messo in mostra tutte le sue qualità proprio all'Hungaroring, ritrovando il gradino più alto del podio: è il primo successo del suo 2026, ma il campione in carica resta quinto a 128 punti, e per rientrare davvero gli servirebbe un secondo tempo di stagione da dominatore, con 91 lunghezze da recuperare sul leader.
Resta poi l'incognita Verstappen: più defilato in classifica (sesto, 109 punti, a -110 da Antonelli), l'olandese è sulla carta fuori dai giochi, ma il secondo posto ungherese, centrato con una Red Bull che non era la più veloce in pista, dice che il quattro volte campione del mondo può ribaltare tutto, anche un discorso mondiale che, per lui. sembra impossibile da riaprire.