Marc Marquez vuole il bis dopo l'esaltante weekend in Ungheria: il campione in carica ha già vinto l'anno scorso a Brno. Occhio alla voglia di riscatto di Bagnaia e al leader Bezzecchi.
Marc Marquez vuole vivere un altro weekend da protagonista. Per riaprire, forse in maniera definitiva, i giochi in un Motomondiale che sembrava ormai un monologo targato Aprilia. Il campione del mondo in carica resta la grande speranza della Ducati: la doppietta in Ungheria (Sprint e gara della domenica) ha certificato il rientro in grande stile del fuoriclasse spagnolo, costretto a due GP di stop dopo il brutto infortunio rimediato in Francia.
Attenzione, però, perché le rosse di Borgo Panigale possono contare anche sull'altro big Pecco Bagnaia, reduce da tre terzi posti consecutivi tra Catalogna, Francia e Ungheria.
Una doppia spinta in grande stile per la Ducati, dunque, ma dall'altra parte della griglia c'è un'Aprilia pronta a riscattarsi dopo il weekend complicato in terra magiara. Il leader del mondiale Marco Bezzecchi (180 punti) e il compagno di squadra Jorge Martin (160 punti) non hanno alcuna intenzione di fare regali. Occhio soprattutto al "Bez", che lo scorso anno ha conquistato un esaltante secondo posto proprio sulla pista di Brno: davanti a lui, però, uno scatenato Marc Marquez, che su questo circuito ha già vinto cinque volte in carriera (una in 125 e quattro nella classe regina).
Il GP della Repubblica Ceca si disputa all'Automotodrom Brno (Masaryk Circuit) si trova a 14 chilometri a nord-ovest del centro di Brno, capoluogo della Moravia meridionale. Il tracciato è incastonato tra le colline di Kohoutovice e Žebětín, a un'altitudine media di 450 metri sul livello del mare, in un territorio caratterizzato da suggestivi saliscendi. Le foreste circostanti fungono da naturale anfiteatro, garantendo visuali panoramiche eccezionali per gran parte del pubblico sulle tribune naturali.
Il weekend sul circuito ceco seguirà il programma classico della MotoGP, quest'anno anticipato al mese di giugno. Venerdì spazio alle prime due sessioni di Prove, sabato sarà la giornata decisiva per la griglia di partenza e per la Sprint Race da 10 giri, mentre domenica alle 14:00 scatterà la gara regina.
Venerdì 19 giugno | 10:45-11:30: MotoGP Prove Libere 1 |
15:00-16:00: MotoGP Prove (Pre-qualifiche) | |
Sabato 20 giugno | 10:10-10:40: MotoGP Prove Libere 2 |
10:50-11:05: MotoGP Qualifiche Q1 | |
11:15-11:30: MotoGP Qualifiche Q2 | |
15:00: MotoGP Sprint Race – 10 giri | |
Domenica 21 giugno | 09:40-09:50: MotoGP Warm-Up |
14:00: MotoGP Gara |
Chi non dispone di un abbonamento potrà seguire l'appuntamento sul digitale terrestre: TV8 trasmetterà in chiaro e in diretta l'intero blocco del sabato, Qualifiche (Q1 e Q2) comprese, insieme all'intensa Sprint Race del pomeriggio. La gara della domenica andrà invece in onda in differita, indicativamente dalle 17:00.
Per non perdersi nulla in tempo reale, la soluzione è Sky, che garantirà la diretta integrale di tutte le sessioni su Sky Sport MotoGP e Sky Sport Uno, fruibile anche in mobilità tramite l'app Sky Go. La stessa copertura sarà disponibile su NOW, la piattaforma streaming di Sky, con un pass dedicato utilizzabile su smart tv, tablet, computer e smartphone.
Inaugurato nella sua conformazione moderna nel 1987, il tracciato misura 5,4 chilometri ed è largo 15 metri. È disegnato su 14 curve - otto a destra e sei a sinistra - distribuite in una sequenza fluida e priva di bruschi stop-and-go. Il rettilineo principale del traguardo misura 636 metri, ma la vera insidia è il dislivello complessivo di 73 metri, con pendenze che arrivano al 7,5% in salita e al 5% in discesa. In MotoGP la gara della domenica si corre sulla distanza di 21 giri, mentre la Sprint del sabato si articola su 10 tornate.
La prima parte del circuito è segnata da una staccata impegnativa in discesa che porta a Curva 1, seguita da un rampino tecnico in uscita da Curva 3, dove la trazione è fondamentale per affrontare la salita successiva. Il settore centrale è invece dominato da una serie di varianti veloci su pendenze variabili, dove stabilità all'anteriore e carico aerodinamico fanno la differenza. Nel finale, due tornanti in discesa conducono al curvone ad ampio raggio che immette sul rettilineo d'arrivo, un tratto che mette a dura prova la tenuta delle gomme negli ultimi giri.
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