Sono quattro le nazionali che giocano per la prima volta nella Coppa del mondo: Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan. Scopriamo i segreti di queste formazioni.
La prima volta non si scorda mai. Sono quattro le nazionali di calcio che quest'estate fanno il loro esordio assoluto ai Mondiali. Parliamo di quattro formazioni che hanno tutta l'intenzione di stupire: Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan.
Scopriamo i punti di forza e il percorso recente di queste nazionali, che non hanno alcuna intenzione di fare da sparring partner delle altre, più esperte e blasonate. L'allargamento del torneo a 48 squadre ha certamente aperto nuovi spiragli, ma il valore tecnico espresso da queste selezioni durante le fasi eliminatorie certifica una crescita costante del movimento calcistico nei rispettivi continenti.
Andiamo in ordine alfabetico e partiamo da Capo Verde. Inclusi nel difficile Gruppo H con Spagna, Uruguay e Arabia Saudita, gli "squali blu" hanno conquistato la qualificazione nonostante la presenza del Camerun nel raggruppamento. La nazionale africana rappresenta un miracolo di programmazione sportiva, considerando la base demografica ridotta dell'arcipelago.
Tra i protagonisti spiccano Dailon Livramento (di proprietà del Verona), attaccante capace di dare profondità alla manovra, il mediano Kevin Lenini, equilibratore del centrocampo, e gli esterni Wagner Pina e Lopes Cabral.
Tra le squadre che parteciperanno per la prima volta alla Coppa del mondo c'è la nazionale di calcio di Curaçao. Tecnicamente, è la vera sorpresa di questi Mondiali. La squadra guidata dal maestro Advocaat è stata certamente avvantaggiata dall'assenza di USA, Messico e Canada dalla fase qualificazione, ma propone comunque un organico di qualità. Il progetto tecnico della piccola isola caraibica si basa su una forte impronta olandese, attingendo da giocatori cresciuti nell'Eredivisie.
La stella della squadra è Tahith Chong, trequartista che gioca con gli inglesi dello Sheffield United, elemento in grado di saltare l'uomo e creare superiorità numerica tra le linee. Da non sottovalutare, poi, il difensore Armando Obispo (in forza al PSV) e l'esterno offensivo Sontje Hansen (Middlesbrough). Incluso nel Gruppo E con Germania, Ecuador e Costa d'Avorio, Curaçao punta sulla freschezza atletica e su un calcio propositivo per tentare un'impresa storica.
La Giordania ha invece pescato l'Argentina campione del mondo, l'ottima Austria e la mina vagante Algeria. Il percorso degli asiatici è stato lineare e convincente, frutto di una compattezza di squadra che ha nel collettivo il suo vero punto di forza.
Il Ct Jamal Sellami si affida all'attaccante Ali Olwan (cinque gol nella fase di qualificazione), terminale offensivo di grande mobilità, e soprattutto al numero 10 Mousa Tamari, protagonista in Ligue 1 con la maglia del Rennes.
Qui c'è un po' d'Italia. Alla guida della nazionale uzbeka c'è infatti l'eroe del 2006 Fabio Cannavaro. L'ex difensore azzurro può proporre un undici molto interessante: il faro è una vecchia conoscenza della Serie A come Eldor Shomurodov, reduce da una stagione ricca di soddisfazioni in Turchia. Con lui, al Basaksehir, c'è anche il funambolico rifinitore Abbosbek Fayzullaev, giocatore dalle grandi doti tecniche. Ma la vera stella è il difensore Abdukodir Khusanov, tra le certezze del Manchester City di Pep Guardiola, un centrale che unisce forza fisica, velocità e una visione da mediano aggiunto. L'Uzbekistan è incluso nel Gruppo K con Portogallo, Colombia e Repubblica Democratica del Congo.