La Doyenne chiude il quadro delle grandi Classiche del Nord con le sue Cotes e i suoi strappi durissimi tra i boschi della Vallonia.
Evento: | Liegi-Bastogne-Liegi |
Luogo: | Belgio |
Data: | 26 aprile |
Orario: | dalle 10:00 |
Dove vederla: | Rai, Eurosport |
È la quarta Classica Monumento stagionale, quella che completa il quadro delle grandi Classiche del Nord, nonché il terzo e ultimo appuntamento del Trittico delle Ardenne, aperto dall'Amstel Gold Race e seguito dalla Freccia Vallone. Stiamo parlando della Liegi-Bastogne-Liegi, la mitica “Doyenne”, la decana delle classiche.
La sua prima edizione, infatti, si è tenuta nel 1892 e quello di quest'anno sarà il 112esimo atto con la corsa delle “Cotes”, le salite che strappano gambe e polmoni. Quasi 260 km di pura adrenalina, nel cuore dei boschi della Vallonia.
La partenza della Liegi-Bastogne-Liegi 2026 è fissata dal centro di Liegi intorno alle 10:00 di domenica 26 aprile per concludersi nella stessa cittadina belga tra le 16:00 e le 17:00 in base alla velocità media di percorrenza dei 259,5 km del percorso da parte dei corridori.
La trasmissione della Liegi-Bastogne-Liegi è prevista in chiaro sui canali Rai, con la diretta delle prime fasi che dovrebbe andare su Rai Sport e delle fasi finali su Rai 2 a partire generalmente dalle 15:00, con possibilità di seguire il tutto via streaming attraverso l'app RaiPlay. Diretta streaming integrale affidata anche a Eurosport, disponibile in Italia agli abbonati delle piattaforme Discovery+, DAZN, HBO Max e Timvision.
Sono 259,5 i km complessivi della Liegi-Bastogne-Liegi di quest'anno, in cui il percorso segue i canoni della tradizione con 4.500 metri complessivi di dislivello, equivalenti a quelli di un tappone alpino di Giro o Tour. Undici le Cotes, le terribili salite e salitelle disseminate lungo il percorso. La prima, la Cote de Saint-Roch, arriva dopo 83,7 km nervosi ma pedalabili. La seconda, il Col de Haussire, praticamente a metà corsa. Ma la parte più impegnativa è la seconda metà della corsa, in cui le pendenze si fanno più ripide e - soprattutto - arriveranno in successione.
Nove le Cotes previste negli ultimi 80 km di gara, col trittico composto da Cote de Wanne, Cote de Stockeu (con la statua di Eddy Merckx) e Cote de la Haute-Levée a fare una prima selezione e le ultime tre salite a decidere la corsa: la mitica Cote de La Redoute, con pendenze superiori al 16%, la breve ma terribile Cote des Forges e la Cote de la Roche-aux-Faucons, con le sue pendenze spaccagambe ad appena 13 km dal traguardo, prima della discesa in picchiata verso il centro di Liegi.
Sono 25 le squadre al via della Liegi-Bastogne-Liegi 2026. Diciotto sono i team del World Tour:
Alpecin-Premier Tech |
Bahrain Victorious |
Decathlon CMA CGM |
EF Education-EasyPost |
Groupama-FDJ United |
Ineos Grenadiers |
Lidl-Trek |
Lotto-Intermarché |
Movistar |
NSN Cycling Team |
Red Bull – Bora – hansgrohe |
Soudal Quick-Step |
Team Jayco AlUla |
Team Picnic PostNL |
Team Visma | Lease a Bike |
UAE Team Emirates XRG |
Uno-X Mobility |
XDS Astana |
Sette, invece, le squadre Professional ammesse:
Burgos Burpellet BH |
Caja Rural – Seguros RGA |
Cofidis |
Equipo Kern Pharma |
Pinarello-Q36.5 |
TotalEnergies |
Tudor |
Il sogno di fare filotto e di vincere tutte e cinque le Classiche Monumento è tramontato alla Roubaix. Tadej Pogacar, però, non ha intenzione di piangersi addosso. Il nuovo "Cannibale" del ciclismo intende ripartire dalla Doyenne, di cui ha già vinto tre edizioni, le ultime due consecutive.
Lo sloveno è l'uomo da battere e sarà lui a dettare i tempi di attacchi e affondi, ma la concorrenza è agguerrita a cominciare da Paul Seixas, il giovanissimo ed esplosivo astro nascente del ciclismo francese che ha dimostrato al Giro dei Paesi Baschi di essere già pronto a dire la sua.
Gli altri corridori da seguire sono i "soliti" specialisti delle classiche: Remco Evenepoel e Wout van Aert anzitutto, beniamini del pubblico di casa, il secondo galvanizzato dall'esaltante successo all'ultima Parigi-Roubaix a scapito di sua maestà Pogacar. E poi Tom Pidcock, il leone inglese che su queste strade spesso riesce a esaltarsi, gli outsider Maxim Van Gils e Ben Healy, e il sempre pericoloso spagnolo Ion Izagirre.
E gli italiani? Occhi puntati soprattutto su Giulio Ciccone, che lo scorso anno si è piazzato secondo sfiorando l'impresa, su Samuele Battistella e Diego Ulissi.