João Almeida ha riportato il Portogallo ai vertici del ciclismo internazionale. Costanza, grinta e ambizione lo guidano verso l’obiettivo di un Grande Giro.
João Pedro Gonçalves Almeida o semplicemente João Almeida. Per chi segue attentamente il ciclismo, questo corridore non avrebbe bisogno di particolari presentazioni. Si tratta, infatti, del simbolo della nuova generazione del ciclismo portoghese.
Nato il 5 agosto 1998 a Caldas da Rainha, in Portogallo, Almeida si è affermato nel panorama internazionale come uno dei corridori più costanti e promettenti nelle corse a tappe. A 26 anni ancora da compiere, ha già collezionato podi nei Grandi Giri e successi in corse di prestigio, guadagnandosi così un posto tra i migliori scalatori-passisti in circolazione.
Talento e fatica vanno di pari passo: il primo aspetto senza il secondo difficilmente può trovare realizzazione in un ambiente così competitivo come quello sportivo. Allo stesso modo, nonostante l’impegno, senza specifiche qualità di base è complicato ottenere grandi risultati.
Che João Almeida avesse una naturale predisposizione fin da giovane per le gare di endurance era piuttosto evidente a tutti. Cresciuto nelle categorie giovanili portoghesi, questo ragazzino della provincia di Estremadura si è trasferito presto nel team di sviluppo Hagens Berman Axeon nel biennio 2018/2019: una sorta di fucina di talenti americani e internazionali. Qui ha avuto modo di affinare le sue doti in salita e nelle cronometro, due qualità che sono poi diventate il suo marchio di fabbrica.
Il suo passaggio al WorldTour avviene quindi nel 2020 con la Deceuninck–Quick-Step, squadra belga nota per il suo approccio tattico aggressivo oltre che per la capacità di valorizzare i giovani. Ed è proprio durante la stagione 2020 che Almeida trova la piena consacrazione a livello mondiale.
Sono le grandi occasioni che trasformano un atleta normale in un campione. Nel caso di João Almeida la chance è stata il Giro d’Italia del 2020, al quale si era presentato come gregario. Proprio la luce spenta dei riflettori lo ha aiutato a sorprendere tutti riuscendo ad indossare la maglia rosa alla terza tappa e mantenendola per ben 15 giorni consecutivi. Un'impresa mai vista prima per un debuttante portoghese.
Alla fine il lusitano ha chiuso con un onorevolissimo quarto posto, spiccando per la sua regolarità e freddezza. Non doti banali per un corridore. Da quel momento in poi la percezione che il mondo esterno ha nei suoi riguardi cambia drasticamente. Almeida viene inserito nella stretta cerchia dei grandi prospetti del ciclismo mondiale.
Nel 2021, sempre con la Deceuninck–Quick-Step, Almeida conferma il suo talento con un sesto posto finale al Giro d’Italia, mostrando ancora una volta una progressione notevole nella terza settimana. L’anno successivo firma un contratto con la UAE Team Emirates, una delle squadre più ambiziose e attrezzate del WorldTour, al fianco del due volte vincitore del Tour de France Tadej Pogačar.
Il cambio scuderia lo spinge sempre più avanti, così nel Giro d’Italia 2022 parte tra i favoriti della competizione anche se è sfortunato e costretto a ritirarsi anzitempo. Il riscatto arriva l’anno dopo al Giro 2023, dove conquista finalmente il suo primo podio in un Grande Giro, classificandosi terzo assoluto alle spalle di Primož Roglič e Geraint Thomas.
Ma non si vive solamente di Grandi Giri. Almeida ha ottenuto trionfi e piazzamenti di rilievo in diverse corse a tappe brevi. Il successo più importante è arrivato nel 2023 al Giro di Catalogna, dove ha vinto la classifica generale con autorità, imponendosi su rivali di assoluto livello come Evenepoel e Ayuso. Inoltre, ha poi ottenuto successi parziali e ottimi piazzamenti alla Volta ao Algarve, al Tour de Pologne e al Tour de Luxembourg.
Oltre ai risultati, João Almeida si distingue anche per il suo stile di corsa, così solido e strategico. Il portoghese raramente attacca in modo esplosivo, ma sfrutta la regolarità per guadagnare terreno sugli avversari, soprattutto nei finali in salita o nelle cronometro. Anche per doti come queste rappresenta oggi una delle certezze del ciclismo a tappe. Con margini di crescita ancora ampi e con l’obiettivo di portare a casa un colpo grosso.