Dalle Hawaii alla UFC, la carriera di Max Holloway tra record, titoli e uno stile di combattimento che lo ha reso una leggenda.
Max Holloway è uno dei lottatori più apprezzati nella storia della UFC. Conosciuto con il soprannome di "Blessed", il fighter statunitense si è distinto per il suo ritmo incessante, la grande resistenza e una tecnica raffinata che gli hanno permesso di conquistare il titolo mondiale dei pesi piuma e di diventare uno dei protagonisti assoluti delle arti marziali miste.
Nel corso della sua carriera l’hawaiano ha affrontato alcuni dei nomi più importanti della disciplina, collezionando vittorie prestigiose e numerosi riconoscimenti per la spettacolarità dei suoi incontri.
Jerome Max Keli'i Holloway è nato a Honolulu, nelle Hawaii, il 4 dicembre 1991. Cresciuto nella vicina Waianae, ha iniziato a praticare kickboxing all'età di 15 anni, mostrando fin da subito un talento naturale per gli sport da combattimento. Dopo il diploma alla Waianae High School ha deciso di dedicarsi completamente alle MMA, intraprendendo una carriera professionistica ancora giovanissimo. Oggi combatte principalmente tra i pesi piuma e i pesi leggeri, categorie nelle quali ha ottenuto i risultati più importanti.
Holloway debutta nelle arti marziali miste nel 2010 e arriva in UFC appena due anni più tardi. Il suo esordio nella principale organizzazione mondiale avviene nel 2012 contro Dustin Poirier, incontro perso per sottomissione, ma quel passo rappresenta soltanto l'inizio di una lunga crescita. Dopo alcuni anni di continui miglioramenti, costruisce una lunga serie di vittorie consecutive che lo porta a conquistare nel 2016 il titolo ad interim dei pesi piuma battendo Anthony Pettis.
La consacrazione definitiva arriva nel 2017, quando supera José Aldo per KO tecnico e diventa campione indiscusso della categoria. Nei due anni successivi difende con successo la cintura contro avversari del calibro di Aldo e Brian Ortega, confermandosi tra i migliori fighter pound-for-pound della UFC.
Nel 2024 aggiunge un altro capitolo alla propria carriera conquistando un titolo dal valore per lo più simbolico grazie allo spettacolare KO inflitto a Justin Gaethje negli ultimi istanti del quinto round di UFC 300, uno dei finali più memorabili nella storia dell'organizzazione.
Nel corso della sua carriera nelle MMA, Holloway ha costruito un record di 27 vittorie e 9 sconfitte. Tra i successi più importanti figurano quelli contro José Aldo (due volte), Brian Ortega, Anthony Pettis, Justin Gaethje, Yair Rodríguez, Arnold Allen e Dustin Poirier, battuto nel 2025.
Le sue sconfitte più significative sono invece arrivate contro Alexander Volkanovski, Dustin Poirier, Charles Oliveira e Conor McGregor, che lo superò ai punti nel 2013. Oltre ai risultati, Holloway è considerato uno dei fighter più spettacolari della sua generazione, come dimostrano i numerosi premi Fight of the Night e Performance of the Night ricevuti durante la carriera.
A differenza di altri grandi nomi della UFC, Holloway ha sempre mantenuto un profilo piuttosto riservato riguardo alle proprie finanze. Non esiste una stima ufficiale e verificata del suo patrimonio personale, motivo per cui non è possibile indicare una cifra certa.
I suoi principali guadagni derivano dalle borse percepite in UFC, dai bonus per le prestazioni, dagli accordi di sponsorizzazione e dalle attività commerciali legate alla propria immagine. Nel corso della carriera è diventato uno degli atleti più popolari dell'organizzazione, partecipando regolarmente ai principali eventi della UFC.
Nonostante il successo internazionale, Holloway è sempre rimasto molto legato alle sue origini hawaiane, che cita spesso come una delle principali fonti di motivazione della sua carriera. Il suo soprannome, "Blessed", riflette l'atteggiamento positivo che ha mantenuto anche nei momenti più difficili del percorso sportivo. Dal punto di vista tecnico è conosciuto per il volume impressionante di colpi portati durante gli incontri, la resistenza fisica e la capacità di mantenere un ritmo elevato per cinque round.
Il suo stile combina pugilato, kickboxing, muay thai e jiu-jitsu brasiliano. Tra gli episodi più iconici della sua carriera c'è il finale di UFC 300 contro Justin Gaethje: a pochi secondi dalla conclusione del match, Holloway indicò il centro dell'ottagono invitando l'avversario a uno scambio a viso aperto. Lo spettacolare KO arrivato a un secondo dalla sirena è già considerato uno dei momenti più memorabili nella storia della UFC.