Dopo il turno di riposo, riecco la Vuelta con la sedicesima tappa. Volata annunciata, ma tutt'altro che scontata: occhio alla fuga da lontano e al vento atlantico.
Evento: | Vuelta a España |
Luogo: | da Cortegana a La Rábida. Palos de la Frontera |
Data: | 8 settembre |
Orario: | dalle 13:05 |
Dove vederla: | Eurosport, Discovery+, HBO Max, Tim Vision, Amazon Prime Video |
Dopo la seconda (e ultima) giornata di riposo, la Vuelta riparte e lo fa con una tappa pianeggiante che potrebbe avere un esito sorprendente. Sulla carta, la sedicesima frazione con partenza da Cortegana e arrivo a Palos de la Frontera è cosa per velocisti puri: in tanti si aspettano la volata, ma occhio anche a una possibile fuga da lontano segnata pure dal vento, con quest'ultimo che potrebbe mettere in difficoltà proprio gli sprinter.
Un altro dato da non sottovalutare: dopo il giorno di riposo, nei Grandi Giri si alzano (e di molto) le possibilità di una vittoria in fuga. Non mancano le incognite, insomma. Di certo, come la diciassettesima tappa, questa frazione non vedrà protagonisti gli uomini di classifica, che si preparano al gran finale: a proposito, la maglia rossa è sempre sulle spalle di Enric Mas, in vantaggio sull'austriaco Gall e sullo sloveno Primoz Roglic.
La sedicesima tappa della Vuelta si tiene martedì 8 settembre, con partenza neutralizzata fissata alle 13:05. La partenza reale, con il Km 0 presso la Salida Lanzata, è in programma per le 13:08, mentre l'arrivo è previsto per le 17:19, in caso di velocità media intorno a 45 chilometri orari. Qualora la velocità dovesse essere più bassa, intorno cioè ai 41 chilometri orari, ecco che l'arrivo potrebbe slittare alle 17:42 circa.
L’edizione 2026 della Vuelta a España è trasmessa sui canali di Eurosport. L’emittente è visibile tramite abbonamento diretto oppure attraverso le piattaforme HBO Max, Discovery+, DAZN, TimVision e Amazon Prime Video, che la includono nelle offerte dedicate. Nessuna copertura in chiaro.
Si parte da Cortegana, nella Sierra de Aracena y Picos de Aroche, vicino al confine con il Portogallo. La prima parte della corsa è decisamente ondulata, con continui saliscendi e una serie di strappi da non sottovalutare: la parte più impegnativa è nel primissimo tratto, nei pressi di Fuenteheridos. In questa fase si attraversano Jabugo (noto per la produzione del jamón ibérico DOP), Aguafria e Aracena.
Fino al chilometro 90 si contano cinque salite non categorizzate che potrebbero mettere in difficoltà le ruoti più leggere: ci sono tratti con picchi di pendenza che superano il 10 percento, come in zona Castano del Robledo e nei pressi di Berrocal. Occhio che tra il chilometro 75 e il chilometro 80 c'è anche un piccolo tratto in pavé. Da Palma del Condado (intorno al chilometro 110) si entra nella parte piatta del percorso.
L'ultima parte è prevalentemente pianeggiante, fatta esclusione per i due piccoli strappi verso Lucena del Puerto. Da segnalare lo sprint intermedio posto a Villarrasa, a conti fatti unico tratto in cui sono in palio punti di classifica. Gli ultimi 70 chilometri sono sì piatti, ma esposti al forte vento atlantico, vicino all'estuario di Tinto e Odiel. Questi venti possono condizionare la volata, in assenza di una fuga dalla lunga distanza.
Tranquillo, invece, l'ultimo tratto verso La Rábida e Palos de la Frontera, località quest'ultima che è culla della scoperta dell'America: da qui partirono la Nina, la Pinta e la Santa Maria.