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Chi sono i favoriti per il Sei Nazioni?

La Francia campione in carica è la grande favorita del Sei Nazioni 2026. Ma attenzione all'orgoglio delle formazioni britanniche: l'Inghilterra non vince dal 2020, l'Irlanda ha grandi qualità.

Ci siamo. Le formazioni protagoniste del Sei Nazioni 2026 sono pronte a dare spettacolo. I riflettori sono inevitabilmente puntati su una Francia ai limiti della perfezione, per nulla intenzionata a scendere dal trono. Attenzione, però, all'Inghilterra: i britannici non vincono dal 2020 e non possono permettersi un altro anno nel segno delle delusioni.

Se gli esperti non sembrano avere dubbi, piazzando i francesi davanti a tutti, il campo - come sempre - promette di essere molto più incerto e imprevedibile. Mentre Irlanda e Scozia affilano le lame nel ruolo di guastafeste, Galles e Italia sanno che ogni centimetro guadagnato sarà vitale per non restare col "cucchiaio" in mano.

Francia campione in carica: la grande favorita al Sei Nazioni

La macchina perfetta guidata da Fabien Galthié si presenta ai blocchi di partenza con i galloni della corazzata. Lo scorso mese di novembre è stato un saggio di forza bruta e classe cristallina: Sudafrica e Fiji schiantate, e quel 48-33 rifilato all’Australia a Parigi ancora fa tremare i polsi, con Julien Marchand e la freccia Louis Bielle-Biarrey a fare il bello e il cattivo tempo.

Antoine Dupont rimane il direttore d'orchestra di un gruppo che punta dritto al Grande Slam, ritrovando l’esperienza di Gaël Fickou e il killer instinct di Damian Penaud. Certo, pesano le incognite: Thomas Ramos potrebbe dare forfait per motivi personali e l’assenza di un pilastro come Uini Atonio si farà sentire. Ma con i 21 punti messi in cascina nell'ultima edizione, i campioni restano il rullo compressore da battere, a partire dal debutto contro l'Irlanda.

Inghilterra, un successo che manca dal 2020

A Twickenham e dintorni la pazienza sta finendo. Maro Itoje, l’anima dei Saracens, è l'uomo scelto per guidare la riscossa con la fascia da capitano, conscio di un'eredità pesante fatta di 7 titoli nel nuovo millennio. Gli uomini di Steve Borthwick hanno dato segnali di vita pesantissimi negli Autumn Nations, demolendo l'Australia (25-7) e regolando le Fiji con autorità.

La terza linea è un fortino presidiato da Tom Curry e Ben Earl, motori inesauribili di una squadra che deve però fare a meno dei chili di Dan Cole e del carisma di Joe Marler. Nel 2025 sono arrivati a un solo punto dal trionfo (20 contro i 21 francesi); quest'anno l'obiettivo è vincere, senza se e senza ma.

Irlanda, occhio agli outsider

I "Verdi" di Andy Farrell arrivano con una valigia piena di trofei (Triple Crown e Millennium Trophy conquistati nel 2025) ma con il morale macchiato da un autunno a luci e ombre. Le cadute contro la Nuova Zelanda bruciano ancora, nonostante la scampagnata contro il Giappone (41-10). La vecchia guardia, rappresentata dall'esperienza di James Ryan (76 presenze) e dalla saggezza di Tadhg Beirne, dovrà fare da scudo a una rosa che accoglie volti nuovi come Billy Bohan.

Nonostante i 19 punti dell'ultima tornata valgano il terzo posto, l’Irlanda parte un passo indietro, almeno stando alle valutazioni degli esperti: attenzione, però, a sottovalutare le capacità di Caelan Doris.

Scozia, è l'ora del riscatto

Gregor Townsend ha un chiodo fisso: trasformare il gioco spumeggiante dei suoi Bravehearts in risultati concreti. Dopo un 2025 anonimo, chiuso al quarto posto con un distacco abissale dalla vetta, la Scozia cerca la svolta. I veterani Darcy Graham e Rory Sutherland sono pronti a dare battaglia, reduci da un mese di novembre che ha visto il surreale 85-0 agli USA ma anche il brusco risveglio contro gli All Blacks. La missione? Espugnare Roma all'esordio per lanciare un segnale chiaro al torneo.

Italia, l'obiettivo è confermarsi una solida realtà

Il quartier generale di Verona ribolle di ambizione. Gonzalo Quesada sta plasmando un’Italia che non vuole più essere la cenerentola del torneo, puntando a migliorare il bottino di 5 punti dello scorso anno. Il gruppo, rinvigorito dai rientri di Alessandro Garbisi e Zilocchi, guarda alla sfida del 7 febbraio all’Olimpico contro la Scozia come al primo vero spartiacque. Le vittorie autunnali contro Australia e Cile hanno alzato l'asticella.

Galles, mai più cucchiaio di legno

A Cardiff, il Drago sta provando a curarsi le ferite. Il 2025 è stato un anno orribile, chiuso con soli 3 punti e il fondo della classifica, aggravato da un novembre da incubo contro l'Argentina. Warren Gatland riparte da Dewi Lake capitano e da una linea verde che profuma di futuro, nonostante l'assenza pesante di Jac Morgan. Per gli esperti, il rischio "cucchiaio" è concreto, ma il Galles spera di chiudere i conti proprio il 14 marzo in casa, trasformando la sfida contro l'Italia in una vera e propria battaglia sportiva.

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