Ultima chiamata Mondiale per De Bruyne: il Belgio vuole arrivare il più lontano possibile. Salah guida l’Egitto, completano il gruppo Iran e Nuova Zelanda.
Il Belgio allenato dall’ex Napoli e Roma Rudi Garcia ci riprova. Perché il Mondiale nordamericano sarà l’ultimo ballo per alcuni dei massimi esponenti della generazione d’oro come Kevin De Bruyne e Thibaut Courtois. I Diavoli Rossi sono stati inseriti nel Gruppo G, di cui fa parte l’Egitto di Momo Salah. Anche per il 33enne, che di recente ha annunciato l’addio al Liverpool, sarà l’ultima occasione di mettersi in mostra nella rassegna iridata.
Completano il girone due selezioni che proveranno a dare tutto per complicare la vita alle due favorite del raggruppamento: l’Iran dell’attaccante ex Inter Taremi, alla quarta partecipazione alla fase finale consecutiva, e la Nuova Zelanda, che prenderà parte alla Coppa del Mondo per la terza volta in assoluto.
Quattro delle sei partite del Gruppo G si svolgeranno negli Stati Uniti, due in Canada. Si parte subito col botto, con quello che sulla carta dovrebbe essere lo scontro diretto per la vetta: Belgio-Iran, in programma lunedì 15 giugno a Seattle (ore 21:00 italiane). La sfida tra Iran e Nuova Zelanda servirà invece a capire chi potrà puntare alla qualificazione alla fase successiva.
La seconda giornata vedrà i Diavoli Rossi impegnati contro l’Iran, mentre i Faraoni non potranno steccare contro la Nuova Zelanda. Si chiude con la sfida tra il Belgio e gli All Whites a Vancouver e con il confronto tra Egitto e Iran. Ma andiamo a vedere nel dettaglio date, orari e stadi.
Prima giornata | Lunedì 15 giugno 2026 |
Belgio-Egitto (Seattle): ore 21:00 | |
Martedì 16 giugno 2026 | |
Iran-Nuova Zelanda (Los Angeles): ore 03:00 | |
Seconda giornata | Domenica 21 giugno 2026 |
Belgio-Iran (Los Angeles): ore 21:00 | |
Lunedì 21 giugno 2026 | |
Nuova Zelanda-Egitto (Vancouver): ore 03:00 del 20 giugno | |
Terza giornata | Sabato 27 giugno 2026 |
Nuova Zelanda-Belgio (Vancouver): ore 05:00 | |
Egitto-Iran (Seattle): ore 05:00 |
Il miglior risultato del Belgio in un Mondiale è il terzo posto ottenuto in Russia nel 2018. Malissimo, invece, è andata in Qatar: nel 2022 la squadra allora allenata da Roberto Martinez non è riuscita neppure a superare la fase a gironi.
Negli Stati Uniti non si può sbagliare, almeno non potranno concederselo calciatori come Courtois, De Bruyne e Lukaku, che non avranno altre possibilità di giocare una Coppa del Mondo. Toccherà a loro - i calciatori più esperti - guidare un gruppo in cui non mancano nuove leve interessanti come Doku, sempre più decisivo nel Manchester City di Pep Guardiola. Ma la competizione sarà un banco di prova importante anche per Rudi Garcia, ripartito dopo la breve e deludente esperienza a Napoli.
Il girone offre all’Egitto la chance di spezzare la maledizione della fase a gironi, che nelle due precedenti edizioni del 1990 e del 2018 non ha mai superato. Nelle qualificazioni africane i Faraoni hanno avuto un cammino eccezionale, da imbattuti: se riusciranno a mantenere la stessa costanza anche ai Mondiali, passare il turno sarebbe senza dubbio alla portata.
Salah è la stella: dopo aver vinto tutto col Liverpool negli ultimi dieci anni, l’ex Roma e Fiorentina si appresta a voltare pagina, ma la testa - ora - è tutta rivolta alla Coppa. Agli ordini del Ct Hossam Hassan c’è anche un altro calciatore in grado di fare la differenza: Omar Marmoush, sempre in forza al Manchester City.
L’Iran di Amir Ghalenoei ha centrato per la quarta volta di fila l’obiettivo della fase finale dei Mondiali dopo aver superato ben tre turni di qualificazione. La maggior parte dei calciatori che compongono la rosa milita in patria, per cui ci si affiderà soprattutto all’esperienza e ai gol di Mehdi Taremi, che ha fatto benissimo al Porto prima di approdare all’Inter, dove, però, non ha lasciato il segno. Ora in forza all’Olympiakos, il 33enne centravanti spera di trascinare la sua nazionale almeno ai sedicesimi di finale.
Per la terza volta ai Mondiali, tra le 48 squadre ai nastri di partenza la Nuova Zelanda è quella con il ranking più basso, dietro anche alla matricola Curaçao. Ciò per dire che agli uomini del Ct Darren Bazeley servirà una vera e propria impresa per andare avanti nella competizione. L’uomo chiave è Chris Wood, 34enne attaccante del Nottingham che ha vissuto una stagione tormentata dagli infortuni.