Niente 1-0, 0-1 o pareggio: oggi in Germania-Curaçao ha vinto la fratellanza.
In un periodo in cui il mondo è scosso da diversi eventi che si allontanano diametralmente dal concetto di essere tutti fratelli, forse il Mondiale, nonostante le diverse polemiche che lo hanno avvolto, può portare quell’unione che manca.
La Germania di Julian Nagelsmann ha debuttato ieri sera nella Coppa del Mondo contro Curaçao, vincendo l’incontro per 7-1 e rispettando il pronostico iniziale. Il divario tecnico si conosceva già, nonostante ciò la nazionale “sfavorita” ha fatto prendere paura ai tedeschi segnando il gol del momentaneo 1-1.
Un record incredibile per una piccola isola caraibica alla sua prima partecipazione nella storia del Mondiale. A fare il giro del mondo però non è stata la vittoria della Germania, il debutto di Curaçao o il primo gol al Mondiale nella loro storia: è stato un gesto.
Un momento unico, che non si vede spesso nei campi di calcio, soprattutto dopo aver perso una partita di un Mondiale per 7-1, ma Curaçao e la Germania hanno dimostrato che, una volta che l’arbitro ha decretato la fine, torniamo tutti ad essere fratelli.
Triplice fischio e succede qualcosa di magico: alcuni calciatori di Curaçao si stringono in cerchio in preghiera, e a loro si uniscono due giocatori della Germania, Felix Nmecha e Jonathan Tah, creando un’immagine destinata a rimanere nella storia.
Un semplice momento di preghiera, condivisione e fratellanza che è riuscito a fare il giro del mondo grazie alla condivisione sui social, più di un gol, più di un’esultanza: un semplice gesto che ha unito due storie e culture diverse.
La fotografia di cosa dovrebbe essere lo sport: Jonathan Tah che va a congratularsi con ogni singolo giocatore avversario, l’unione nell’abbraccio collettivo, ecco un esempio estemporaneo in un momento in cui probabilmente gli stati dovrebbero osservare e prendere anch’essi esempio.
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Matteo Di Mango
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