Ripercorriamo la storia dell’Eurovision Song Contest attraverso i suoi vincitori, dai primi anni fino alle edizioni più recenti. Un viaggio tra Paesi, artisti e cambiamenti che raccontano l’evoluzione della musica europea.
L’Eurovision Song Contest, spesso chiamato semplicemente Eurovision, è una delle competizioni musicali più longeve e seguite al mondo. Nato nel 1956 con l’obiettivo di unire i Paesi europei attraverso la musica, nel corso dei decenni è diventato un vero e proprio fenomeno culturale internazionale.
Ogni anno artisti provenienti da diverse nazioni si sfidano sul palco con brani originali, dando vita a uno spettacolo che combina musica, identità nazionale e intrattenimento televisivo.
Analizzando i dati complessivi delle vittorie dal 1956 ad oggi, emergono alcuni Paesi che hanno ottenuto risultati particolarmente significativi.
In cima alla classifica troviamo l’Irlanda e la Svezia, entrambe con 7 vittorie. L’Irlanda ha trionfato negli anni ‘70, ‘80 e soprattutto negli anni ‘90, con una serie impressionante di successi tra il 1992 e il 1996. La Svezia, invece, ha conquistato il primo posto in diverse epoche, con vittorie distribuite dal 1974 fino al 2023.
Subito dopo troviamo Lussemburgo, Francia e Regno Unito, ciascuno con 5 vittorie. Il Lussemburgo ha avuto il suo periodo d’oro tra gli anni ’60 e ’80, mentre la Francia ha ottenuto successi già nelle prime edizioni del concorso, a partire dal 1958. Anche il Regno Unito ha una lunga tradizione di risultati positivi, con vittorie distribuite dal 1967 fino al 1997.
Tra i Paesi con 4 vittorie troviamo Israele, Paesi Bassi e Norvegia. Israele ha ottenuto successi importanti tra il 1978 e il 2018, mentre i Paesi Bassi sono stati protagonisti già nelle primissime edizioni. La Norvegia, invece, ha alternato periodi di vittoria tra il 1985 e il 2021.
Con 3 vittorie ciascuno troviamo Danimarca, Italia, Svizzera e Ucraina. Questi Paesi hanno ottenuto successi in periodi diversi, dimostrando come l’Eurovision sia un concorso estremamente flessibile e dinamico.
Da Sanremo all’Eurovision: anche l’Italia ha avuto storicamente un ruolo di primo piano nella competizione canora che è direttamente collegabile al Festival nazionale. Tocca proprio al vincitore di Sanremo, infatti, prendere parte alla gara continentale.
La prima vittoria italiana risale al 1964 con il brano “Non ho l’età” di Gigliola Cinquetti, seguita dal successo del 1990 firmato da Toto Cutugno e il suo inno patriottico “Un italiano”. Dopo un lungo periodo di assenza dai primi posti, l’Italia è tornata protagonista nel 2021, confermando la capacità del Paese di rinnovarsi e competere con le nuove tendenze musicali europee. In questo caso ad assicurarsi il premio è stato un gruppo emergente, i Maneskin, con il singolo “Zitti e buoni”.
Oltre alle vittorie, l’Italia ha spesso e volentieri fatto bella figura nella kermesse con tre secondi posti e quattro bronzi, contribuendo con artisti e brani che hanno lasciato un segno nella memoria del pubblico europeo. Limitandoci agli anni più recenti, vanno citati come esempio il quarto posto di Marco Mengoni del 2023 ma anche il sesto posto di Mahmood e Blanco del 2022 o il settimo di Angelina Mango del 2024.
L’ultima edizione è stata vinta dal cantautore austriaco di origini filippine JJ con il brano “Wasted Love”. Prima ancora avevano trovato gloria lo svizzero Nemo, la svedese Loreen e nel 2022 – nell’edizione tenutasi a Torino – la Kalush Orchestra, un duo musicale ucraino.
Menzione speciale per Loreen, prima e finora unica donna a vantare due affermazioni all’Eurovision: prima dell’ultimo successo con canzone “Tattoo”, aveva festeggiato anche nel 2012 con “Euphoria”. Il primato assoluto, però, spetta all’irlandese Johnny Logan che ha vinto due volte come interprete – nel 1980 e nel 1987 – e poi una volta anche come autore.