La 19esima tappa, sempre in Andalusia, è per metà quasi totalmente pianeggiante. Poi due GPM abbastanza leggeri e la difficile salita finale verso Peñas Blancas. Occhio alla classifica.
Evento: | Vuelta a España, tappa 19 |
Luogo: | da Vélez-Málaga a Peñas Blancas. Estepona |
Data: | 11 settembre |
Orario: | dalle 11:50 |
Dove vederla: | Eurosport, Discovery+, HBO Max, Tim Vision, Amazon Prime Video |
Una frazione dalla doppia anima. La Vuelta 2026 entra nel suo momento decisivo con una 19esima tappa che si preannuncia nel segno dello spettacolo: venerdì, dopo quasi ottanta chilometri prevalentemente pianeggianti, i ciclisti sono chiamati ad affrontare tre GPM, incluso quello di prima categoria posto proprio all'arrivo a la Peñas Blancas.
Una tappa, la più lunga di questa 81esima edizione della manifestazione ciclistica spagnola, che inevitabilmente vedrà protagonisti gli uomini di classifica. Occhio, però, perché questo sarà solo un prologo: la vera fatica ci sarà sabato, con le quattro salite (durissime) in direzione di Collado del Alguacil. Guai, però, a fare calcoli: l'impressione è che già l'ultimo Gran Premio della Montagna di venerdì, con la sua pendenza media al 6,5 percento, possa dire tanto in ottica maglia rossa.
La diciannovesima tappa della Vuelta si tiene venerdì 11 settembre, con partenza neutralizzata fissata alle 11:50. La partenza reale è in programma per le 12:06, mentre l'arrivo è previsto per le 17:14, in caso di velocità media intorno a 41 chilometri orari. Qualora la velocità dovesse essere più bassa, intorno cioè ai 39 chilometri orari, ecco che l'arrivo potrebbe slittare alle 17:30 circa.
L’edizione 2026 della Vuelta a España sarà trasmessa sui canali di Eurosport. L’emittente è visibile tramite abbonamento diretto oppure attraverso le piattaforme HBO Max, Discovery+, DAZN, TimVision e Amazon Prime Video, che la includono nelle offerte dedicate. Nessuna copertura in chiaro.
Ecco la tappa più lunga dell'edizione 2026 della Vuelta, con i suoi 210,8 chilometri. Tutto il dislivello, come dicevamo, è però concentrato nella seconda parte del percorso. I primi 30 chilometri che attraversano Rincon de la Victoria e Malaga sono praticamente piattissimi, senza nemmeno un piccolo strappo.
Le cose iniziano a cambiare in direzione di Cartama con una serie di saliscendi (si tocca anche una pendenza del 4 per cento) che porta al primo GPM di giornata, tra Alozaina e Puerto de Las Abejas: seconda categoria, 14 chilometri di lunghezza con una pendenza massima che arriva a toccare l'11 per cento.
Dopo la veloce discesa verso El Burgo, ecco l'altro GPM di seconda categoria: più breve (13,1 chilometri) e con una pendenza media più bassa (3,7 per cento e un picco sempre dell'11). A conti fatti, al netto dei picchi, parliamo di due Gran Premi della Montagna con pendenze medie da falsopiano (4,3 e 3,7 per cento) e dunque tutt'altro che selettivi.
Il finale è di quelli difficili da affrontare, soprattutto considerando che i corridori si ritrovano non solo alla terza settimana di Vuelta ma anche, in pratica, alla fine di una stagione durissima (segnata com'è stata dall’asfissiante caldo estivo). Dopo Ronda i corridori affrontano una salita breve e due piccoli strappi verso El Madroño. Ecco, poi, i venti chilometri in discesa verso San Pedro de Alcanara e il lungo tratto pianeggiante verso Estepona. Siamo a circa 20 chilometri dall'arrivo e qui è posto lo sprint intermedio: non è escluso che tra Ronda e la stessa Estepona qualcuno possa provare la fuga pensando ai punti per la maglia verde e agli abbuoni.
L'ultimo tratto è dominato dall'unico GPM di prima categoria con arrivo a Peñas Blancas. I primi chilometri sono i più duri con pendenze massimo che arrivano a toccare anche il 17 percento. Poi la pendenza si fa regolare: parliamo sostanzialmente di una salita di ritmo, non il classico muro da scatti. Occhio agli ultimi quattro chilometri verso Los Reales, con punti che oscillano tra il 5 e addirittura il 20 per cento. Qui sì che ci sarà selezione: scossone nella classifica generale?