Francia, Spagna, Inghilterra, Argentina e Brasile partono davanti a tutti, ma outsider e nuove potenze sono pronte a cambiare le gerarchie.
Proviamo a capire, alla vigilia ormai del torneo, quali sono le grandi favorite e quali, invece, le possibili sorprese del Mondiale 2026.
Ci accingiamo a vivere un Mondiale fortemente eurocentrico. Questo dato non nasce da un’opinione, bensì da una semplice somma dei valori delle rose. La Francia è quella che vale di più e che possiamo considerare tra le grandi favorite del torneo. Basti pensare che tra i Galletti ci sono cinque giocatori che toccano o addirittura superano i 100 milioni di quotazione: Mbappé, Olise, Doué, Dembelé e Saliba. Ma la rosa dei Bleus, vice-campioni in carica, è veramente stellare.
Alle spalle degli uomini di Deschamps, troviamo Inghilterra e Spagna: alla prima l’etichetta di favorita raramente ha portato bene, considerando che non vince un Mondiale dal 1966 (unico nella storia); la seconda, invece, può bissare il trionfo dell’Europeo che ha dimostrato come i tempi della Roja siano tornati. Occhio, però, ai Tre Leoni perché stavolta davvero hanno in rosa gli uomini per poter competere concretamente.
Non si può, infine, non prendere in considerazione la Germania, che con Julian Nagelsmann ha avviato un nuovo progetto che appare vicino al pieno compimento.
Belli e perdenti. Questo è sempre stato il destino dell’Olanda e sembra assurdo parlarne oggi come di una nazionale che non è mai salita sul tetto del mondo. Pane per i denti del dualismo tra giochisti e risultatisti, dal momento che gli Orange hanno spesso e volentieri dato lezioni di bel gioco senza però arrivare al successo. Chissà che non sia la volta buona per Rambo Koeman e i suoi.
Tra coloro che non hanno mai vinto il Mondiale, c’è poi anche il Portogallo dell’eterno Cristiano Ronaldo. C’è molto altro tra i lusitani oltre il cinque volte Pallone d’Oro: c’è la mente del Paris Saint-Germain campione d’Europa, sintetizzata dalla coppia Vitinha-Joao Neves e c’è una qualità da fare invidia alle altre squadre. Portogallo e Olanda, pur non avendo mai vinto, non possono essere considerate outsider.
Alle spalle delle europee, ma non molto dietro, ci sono naturalmente Brasile e Argentina. Partiamo dall’ultima che è campione in carica e quindi in un’ipotetica griglia va messa di diritto in primissima fila. Abbiamo parlato di Cristiano Ronaldo, non possiamo non citare l’eterno rivale Lionel Messi. Il nuovo che avanza deve ancora fare i conti con un passato che vuole fortemente restare in scia.
Suscita molta curiosità la selezione verdeoro, non fosse altro che per la presenza di Carlo Ancelotti in panchina. Parliamo di un allenatore che ha vinto tutto e ha vinto ovunque: sollevare la Coppa del Mondo non sarebbe una semplice ciliegina sulla torta ma la conferma di uno dei tecnici più bravi di sempre.
Una delle grandi sorprese nel percorso di qualificazione è stato l’Ecuador, arrivato secondo dietro all’Argentina e dunque davanti al Brasile. Ma molto bene ha fatto anche la Norvegia di Haaland e ne sa qualcosa l’Italia di Spalletti prima e di Gattuso poi.
Meritano una citazione anche Costa d’Avorio, Marocco e Senegal, rispettivamente decima, undicesima e dodicesima nella classifica Transfermarkt delle rose con maggiore valore. Un segnale da tenere in considerazione e che testimonia come effettivamente ci siano all’interno dei loro organici calciatori di enorme rilievo.
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