In occasione del Mondiale 2026, anche nel team di bet365news si sono scatenati gli scambi d’opinione su chi sarà la nuova squadra campione del mondo, o se l’Argentina potrà riuscire nella storica doppietta. Il nostro team ha scelto con chi schierarsi: e per voi, chi solleverà la Coppa del Mondo?
Matteo Di Mango
In un Mondiale a 48 squadre, disputato in condizioni climatiche torride e senza una vera favorita, potrebbe esserci spazio anche per una nuova campionessa. Tra le nazionali che sognano il colpo grosso ma non hanno ancora cucito una stella sul petto, il Portogallo è senza dubbio una delle candidate più credibili.
La selezione lusitana può contare su qualità e profondità in ogni reparto, con un centrocampo che, per talento e ricchezza tecnica, punta a essere tra i migliori dell’intera Coppa del Mondo. Tra i pali c’è Diogo Costa, portiere affidabile e capace di alzare il livello nei momenti decisivi che sotto la guida di Farioli sta crescendo sempre di più. In difesa, Nuno Mendes e Rúben Dias rappresentano due certezze. Lo stesso vale per Vitinha e João Neves, protagonisti assoluti con il PSG e già abituati a giocare insieme con ottimi automatismi. A completare il reparto ci sono due campioni d’esperienza e qualità come Bruno Fernandes e Bernardo Silva, entrambi in grado di agire anche in posizioni più avanzate o di allargarsi sulla fascia.
Paradossalmente, il reparto che appare meno strutturato è l’attacco. Rispetto a qualche anno fa, infatti, il rendimento degli attaccanti portoghesi si è leggermente ridimensionato. Resta però un gruppo di giocatori dal talento indiscutibile, anche se non sempre continui, e che proprio per questo, se messi nelle condizioni giuste, possono decidere le partite da soli. Tra questi spiccano Rafael Leão e Francisco Conceição, due profili che non hanno rispettato pienamente le aspettative con i rispettivi club, ma le cui qualità restano fuori discussione.
C’è poi Gonçalo Ramos, che con il PSG ha mostrato freddezza e lucidità, in particolare nella finale vinta ai rigori contro l’Arsenal. Pedro Neto ha illuminato la prima parte di stagione del Chelsea, prima di risentire del calo generale della squadra. E naturalmente non si può non citare Cristiano Ronaldo, ancora affamato di successi e forse all’ultima grande occasione per conquistare un trofeo nel calcio che conta.
Il Portogallo dispone inoltre di molti giocatori provenienti dalla Premier League, elemento che garantisce intensità, ritmo e concentrazione elevatissimi. A questo si aggiungono tre titolari della squadra bicampione d’Europa, oltre a una serie di talenti in grado di accendersi in qualsiasi momento e a un leader esperto che conosce perfettamente la mentalità vincente. Se tutti questi fattori si uniranno anche a un pizzico di fortuna, i lusitani potrebbero davvero essere la sorpresa del torneo.
Marco Seminara
“È il più grande allenatore della storia e ora guida la squadra più forte del pianeta. Insieme scriveremo nuove pagine gloriose per il calcio brasiliano”.
Il calcio è tutta una questione di magia, e se è davvero così, allora il calcio appartiene proprio a quella squadra che veste la maglia verdeoro. Il 13 giugno inizierà la cavalcata del Brasile al Mondiale e anche in questa occasione la Selecão non parte come squadra favorita.
I pentacampeão ormai vivono un periodo negativo dal lontano 2002, l’ultima volta che i verdeoro sono stati sul tetto del mondo. Da quella squadra che contava su leggende come Ronaldo, Rivaldo, Kaká e tanti altri c’è stato quasi il nulla, un quarto posto al Mondiale di casa che è coinciso però con la sconfitta peggiore nella storia del Brasile, il 7-1 contro la Germania.
La Selecão ha perso la sua identità, per molti è diventata una squadra noiosa, lontana parente di quella nazionale che incantava il mondo intero con il suo “Joga Bonito”, tramite giocate fantasiose e il sorriso sul volto dei calciatori brasiliani che si divertivano nel regalare emozioni ai tifosi.
Nel 2025 arriva però una decisione importante da parte della federazione brasiliana: dopo l’umiliante sconfitta contro l’Argentina, si decide di affidare la panchina della Selecão a Carlo Ancelotti.
Un messaggio forte, un grido che dice “vogliamo tornare sul gradino più alto del podio”, una missione complicata per una squadra definita non perfetta dallo stesso commissario tecnico: “Nessuna squadra è perfetta nel torneo”.
Se però c’è qualcuno che può portare una squadra imperfetta sul tetto del mondo, quello è certamente Carlo Ancelotti. Il tecnico italiano è un leader nello spogliatoio, un vero maestro nel gestire personalità importanti, ma soprattutto nell’unire una squadra fatta di individualità incredibili e farla “suonare” all’unisono.
Nel Brasile non ci sono più i Ronaldinho, i Ronaldo, i Cafu, ma tra le mosse scelte da Carlo Ancelotti per unire un paese intero che possa spingere la Selecão in alto c’è quella di convocare Neymar.
L’idolo di un intero paese, un leader capace di aiutare la squadra anche solo rimanendo in panchina. È vero, la condizione fisica non è più delle migliori, ma Ancelotti sa bene che Neymar può fare la differenza in diversi aspetti e sa che è la sua ultima occasione per sollevare la Coppa del Mondo.
Quest’anno il Brasile sarà una squadra, con la S maiuscola. Ancelotti sta lavorando sull’armonia nel gruppo, sul ritrovare i sorrisi brasiliani che fanno paura alle squadre avversarie. Forse ciò di cui ha bisogno la Selecão è quella “libertà controllata”: i giocatori dovranno divertirsi e divertire, e Ancelotti in questo è un maestro.
Se la coppia Brasile-Ancelotti sia la coppia perfetta lo scopriremo tra circa un mese; ciò che è certo però è che la Selecão ha il condottiero migliore per il lavoro più difficile del mondo: riportare la magia e la Coppa del Mondo nella patria del calcio.
Jason Sisca
Didier Deschamps ha convocato il giusto mix di esperienza, qualità e quantità. Dal milanista Mike Maignan tra i pali all'imbarazzo della scelta in attacco, la Francia sembra destinata a vincere il suo secondo titolo mondiale nelle ultime tre edizioni.
In un girone che comprende Senegal, Norvegia e Iraq, la squadra guidata dall'ex juventino non dovrebbe avere ostacoli nel conquistare il primo posto. C'è molta attesa per il 'derby' Mbappé contro Haaland, ma i francesi hanno troppa qualità per temere i vichinghi. Per il resto del percorso, tra le big, la Francia potrebbe affrontare Germania e Spagna prima della finale al New York New Jersey Stadium: squadre che, a mio avviso, batteranno agevolmente.
Le opzioni dalla panchina per i Bleus sono affascinanti, specialmente in attacco. Dal tridente composto da Ousmane Dembélé (attuale Pallone d'Oro) e i giovani Désiré Doué e Bradley Barcola, fino al goleador Kylian Mbappé e alla rivelazione dell'anno Michael Olise, Les Bleus hanno le armi per devastare qualsiasi difesa in questa edizione dei Mondiali.
Non bisogna dimenticare le scelte a centrocampo: da Zaïre-Emery a certezze come Adrien Rabiot e N'Golo Kanté, diventati pilastri imprescindibili per Deschamps. Garantiscono quantità e qualità, permettendo al resto della squadra di esprimersi al meglio. Occhio anche ai talenti come Rayan Cherki e Maghnes Akliouche, che potranno dire la loro durante il lungo cammino nel torneo.
Al di là delle scelte tecniche, è difficile trovare altre nazionali che, sulla carta, possano competere con la Francia. Il Portogallo è guidato da Roberto Martínez, tecnico che ha già deluso nell'ultima edizione, mentre altre big come Brasile e Inghilterra hanno iniziato da poco un nuovo ciclo con cambi drastici nelle rispettive guide tecniche.
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