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Stadio Diego Armando Maradona: storia, informazioni, come arrivare, capacità e la guida completa allo stadio del Napoli

La casa del Napoli, inaugurata alla fine degli anni Cinquanta, è a un bivio: restyling o demolizione? Tutto quello che c’è da sapere sull’impianto di Fuorigrotta.

La storia di una città passa anche per uno stadio di calcio. Se poi questo impianto porta il nome di un idolo senza tempo, allora entriamo nell’alveo della leggenda. Lo stadio Diego Armando Maradona è questo: è la casa del Napoli e dei napoletani, tra successi irripetibili, giocate superlative (quelle del Pibe de Oro, su tutte) e anche grandi delusioni.

Oggi, però, c’è da decidere il futuro di questo stadio che nella sua storia ha portato tre nomi e da cui il popolo napoletano non sembra volersi staccare. La questione in realtà è molto complessa: non c’entrano solo i sentimenti, ma anche due visioni diverse, quella della presidenza del club, che pensa a un nuovo impianto altrove e alla demolizione del Maradona, e quella del Comune di Napoli, che punta a un’imponente ristrutturazione pubblica (anche e soprattutto in ottica Euro 2032). Il futuro è ancora tutto da scrivere.

Dove si trova lo stadio Diego Armando Maradona e come arrivare?

Situato nel quartiere Fuorigrotta (zona occidentale della città), in Piazzale Vincenzo Tecchio, il Maradona dista appena 7 chilometri dal centro cittadino e per questo è ben collegato dai trasporti pubblici. Vediamo come raggiungere l'impianto con i vari mezzi di trasporto:

Metropolitana e ferrovie: la Linea 6 (ANM) ferma alla stazione Mostra-Maradona, la più vicina all'impianto. La Linea 2 (Trenitalia) e la Cumana (EAV) consentono di scendere a Campi Flegrei o Mostra: anche da qui lo stadio è facilmente raggiungibile.

Treno e bus: dalla stazione di Napoli Centrale/Garibaldi, la Linea 2 impiega circa 15 minuti, ma attenzione al traffico soprattutto a poche ore dalla gara. Soprattutto in occasione dei big match sono previste corse straordinarie. La linea autobus 151 ANM collega direttamente la stazione centrale con Piazzale Tecchio.

In auto e dall'aeroporto: dall'aeroporto di Capodichino si può utilizzare l'Alibus fino a Piazza Garibaldi e poi proseguire in metro (vedi le indicazioni sopra). Per chi viaggia in auto, l'arteria di riferimento è la Tangenziale A56 (uscite Fuorigrotta o Agnano).

Dallo Stadio del Sole al Maradona: la storia dell’impianto

Dopo la fine dell'era dello stadio Partenopeo (noto anche come stadio Ascarelli, raso al suolo dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale) e la parentesi decennale dello stadio Arturo Collana, il Napoli aveva assoluto bisogno di un impianto grande e sicuro. Il 6 dicembre 1959, vittoria per 2-1 contro la Juventus, venne inaugurato lo Stadio del Sole di Fuorigrotta. Quattro anni più tardi, nel 1963, cambiò il nome in Stadio San Paolo, seguendo la tradizione del passaggio dell'apostolo per i Campi Flegrei.

La capienza originaria superava gli 85.000 spettatori, rendendolo tra i più capienti d'Italia. Negli anni, anche per questioni di sicurezza, la capienza è stata sensibilmente ridotta: significativi i lavori In vista dei Mondiali di Italia '90, con la profonda trasformazione segnata dal terzo anello e da altri interventi secondari. Il 4 dicembre 2020, a pochi giorni dalla scomparsa di Diego Armando Maradona, l'impianto ha assunto ufficialmente il nome del fuoriclasse argentino.

Quanti spettatori può contenere il Maradona?

Oggi lo stadio ha una capienza ufficiale di 54.726 posti a sedere, che lo attesta come il terzo impianto più capiente d'Italia dopo San Siro e l'Olimpico di Roma. La struttura si articola su tre anelli, con il terzo non utilizzato dal lontano 2005, per motivi di stabilità strutturale.

Di chi è lo stadio Maradona?

Lo stadio Diego Armando Maradona è un bene demaniale di proprietà del Comune di Napoli. La Società Sportiva Calcio Napoli ne usufruisce come concessionaria ed utilizzatrice principale sulla base di una convenzione pluriennale.

Gli eventi più importanti ospitati

Negli anni ha ospitato la semifinale degli Europei 1968 (Italia-URSS, decisa dal sorteggio della monetina) e la celebre semifinale dei Mondiali 1990 tra Italia e Argentina (vittoria ai rigori dei sudamericani guidati dallo stesso Maradona).

Il futuro del Napoli: come potrebbe cambiare lo stadio Diego Armando Maradona?

Il futuro dell'impianto viaggia su due binari paralleli. Da un lato c'è il progetto del Comune di Napoli, già inviato alle istituzioni sportive in ottica UEFA Euro 2032 (lo stadio risulta tra i candidati proposti dalla Federazione). Il comune spinge per una riqualificazione da oltre 200 milioni di euro che prevede la demolizione del vecchio anello inferiore, della facciata e delle barriere obsolete, con conseguente avvicinamento del pubblico ed eliminazione della pista d'atletica.

A quel punto la capienza sarebbe di almeno 60.000 spettatori. Un aspetto da sottolineare: questi lavori restituirebbero la forma a catino del 1959, cancellando soprattutto gli interventi di Italia ‘90. Oltretutto, la nuova tendenza europea (e soprattutto italiana) è seguire il modello all’inglese, per prediligere lo spettacolo.

Dall'altro c'è l'ipotesi avanzata da Aurelio De Laurentiis, che vorrebbe realizzare uno stadio di proprietà da 70.000 posti a Napoli Est nell'area delle ex raffinerie. Il presidente dei partenopei parla di un progetto velocissimo, da realizzarsi addirittura in 24 mesi, con la squadra che nel frattempo continuerebbe a giocare a Fuorigrotta: una strada difficile, considerando le lungaggini della burocrazia, nonché l’opposizione del Comune all’ipotesi della demolizione del Maradona.

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