Scopriamo i segreti dell'edizione 2026 del Brasileirao. Si gioca tra gennaio e dicembre, con sosta per il Mondiale. Il Flamengo campione deve fare i conti con big agguerrite. Si rivede il Remo.
Riecco il più interessante e avvincente campionato del Sudamerica. Il Brasileirao 2026, la massima serie brasiliana, vive la sua 70esima edizione. Non è solo un traguardo numerico, ma la celebrazione di un’istituzione che, dal 1937 (anno del primo titolo riconosciuto all’Atlético Mineiro) ha saputo trasformarsi da un mosaico di tornei regionali in uno dei campionati più spettacolari, equilibrati e logoranti del pianeta.
Quest'anno il calendario si presenta come una vera corsa a ostacoli. Il fischio d’inizio è fissato per il 28 gennaio, una partenza anticipata per permettere al torneo di respirare prima della grande sosta dedicata alla Coppa del Mondo, prevista dall'11 giugno al 19 luglio. Sarà un campionato spezzato in due: dopo il Mondiale, fino alla giornata conclusiva del 2 dicembre, si decideranno le sorti del titolo e delle retrocessioni.
In Italia, almeno per il momento, nessuna emittente ha annunciato che trasmetterà il massimo campionato brasiliano in questa stagione. Ma c'è una buona notizia, molti match verranno trasmessi in streaming su sito e app di bet365 (si applicano Termini e Condizioni).
Il Flamengo, reduce dal trionfo del 2025, si presenta ai nastri di partenza con lo scudetto cucito sul petto e il peso del pronostico. La corazzata rubro-negra punta a confermare la propria egemonia. Il Palmeiras, che detiene il record assoluto di titoli (ben 12), ha chiuso l'anno scorso al secondo posto e ha tutta l'intenzione di riprendersi lo scettro, puntando sulla solidità tattica e su un settore giovanile che continua a sfornare talenti generazionali.
Ma il Brasileirao non è una corsa a due. Il Cruzeiro, dopo anni di ricostruzione, è tornato stabilmente nelle zone nobili della classifica, così come il Botafogo, che dopo aver accarezzato il sogno negli ultimi anni cerca ora la definitiva consacrazione. Non vanno dimenticate le storiche realtà di San Paolo e Rio de Janeiro: il São Paulo, il Fluminense e il Vasco da Gama rappresentano nobiltà calcistiche pronte a ribaltare ogni gerarchia.
Il volto della Serie A brasiliana cambia drasticamente grazie alle promozioni dalla serie cadetta. Il ritorno più romantico e significativo è senza dubbio quello del Remo. Il club di Belém mancava dal massimo palcoscenico da ben 32 anni; il suo approdo riporta il grande calcio nello Stato del Parà e nel suggestivo scenario del Mangueirão, garantendo una rappresentanza fondamentale per la regione Nord del Paese.
Insieme al Remo, risalgono in paradiso il Coritiba (vincitore della Série B), i cugini dell'Athletico Paranaense e la Chapecoense, club che continua a scrivere pagine di resilienza incredibili. Queste promozioni arrivano a discapito di piazze importanti come Ceará, Fortaleza, Juventude e Sport, a testimonianza di quanto sia spietata e competitiva la piramide calcistica brasiliana.
A livello geografico, lo Stato di San Paolo si conferma l'ombelico del calcio nazionale con 6 rappresentanti (Palmeiras, Corinthians, São Paulo, Red Bull Bragantino, Santos e il sorprendente Mirassol), seguito da Rio de Janeiro con le sue 4 "sorelle" (Flamengo, Fluminense, Botafogo e Vasco).
Athletico Paranaense (Curitiba, PR) |
Atlético Mineiro (Belo Horizonte, MG) |
Bahia (Salvador, BA) |
Botafogo (Rio de Janeiro, RJ) |
Chapecoense (Chapecó, SC) |
Corinthians (San Paolo, SP) |
Coritiba (Curitiba, PR) |
Cruzeiro (Belo Horizonte, MG) |
Flamengo (Rio de Janeiro, RJ) |
Fluminense (Rio de Janeiro, RJ) |
Grêmio (Porto Alegre, RS) |
Internacional (Porto Alegre, RS) |
Mirassol (Mirassol, SP) |
Palmeiras (San Paolo, SP) |
Red Bull Bragantino (Bragança Paulista, SP) |
Remo (Belém, PA) |
Santos (Santos, SP) |
São Paulo (San Paolo, SP) |
Vasco da Gama (Rio de Janeiro, RJ) |
Vitória (Salvador, BA) |
Non si gioca solo per il titolo. Il Brasileirão è la porta d'accesso principale per la Copa Libertadores: le prime cinque classificate (più la vincitrice della Copa do Brasil) staccheranno il pass per la massima competizione continentale. Chi si fermerà tra il sesto e l'undicesimo posto dovrà "accontentarsi" della Copa Sudamericana. In coda, il dramma sportivo è assicurato: le ultime quattro formazioni retrocederanno in Série B, senza appello.
La formula rimane quella rodata del girone all'italiana: 38 giornate nel segno delle giocate in velocità e di talenti che fra qualche anno potranno marchiare a fuoco il calcio europeo. Il giro di boa coincide con la 18esima giornata, la penultima del girone d'andata, con l'ultima gara prima della sosta per il Mondiale. Si torna poi a giocare il 22 luglio: da lì solo una sosta a metà novembre, fino all'ultima giornata in programma nella prima settimana di dicembre.
La gestione delle energie sarà il tema centrale per gli allenatori: giocare in Brasile significa affrontare trasferte transcontinentali, sbalzi climatici estremi e, quest'anno, la pressione di dover arrivare alla sosta mondiale in una posizione di forza.
Sul piano tecnico, il 2026 segna l'introduzione definitiva del fuorigioco semiautomatico, una tecnologia già vista nei tornei FIFA che punta a ridurre drasticamente i tempi di attesa del VAR, spesso criticato in Brasile per interruzioni troppo lunghe. Un passo in avanti verso un calcio più fluido e moderno.
Il Flamengo è la squadra che ha partecipato più volte al campionato, 55 in totale. I rossoneri, però, non sono i più vincenti: in alto c'è il Palmeiras a quota 12 trionfi, seguito da Santos e Flamengo, entrambi a quota otto.