Perché adesso le squadre brasiliane possono permettersi di spendere? Il calcio brasiliano sta vivendo una crescita esponenziale, e noi andiamo a scoprirne i motivi.
Brasile, terra a cui il calcio è legato in maniera viscerale, terra di giovani talenti che punta a ridisegnare le gerarchie del mondo del calcio. Negli anni di Pelè, Zico o Sócrates, le leggende brasiliane potevano ‘permettersi’ di restare nella loro patria ed entrare comunque nei libri di storia.
Nessuno viveva con il bisogno di trasferirsi in Europa per dover dimostrare di poter competere ai livelli più alti; anzi, probabilmente il livello più alto era proprio in casa loro. O’ Rei, ad esempio, non giocò mai in Europa eppure riuscì a lasciare il segno in tutto il mondo, incantando da ragazzino al primo mondiale vinto del ’58 e continuando a segnare gol a raffica in patria.
C’è stato un momento, però, in cui tutto è cambiato. Il calcio europeo iniziava a svilupparsi sempre di più; l’attenzione del mondo del ‘pallone’ si spostò sempre più velocemente in Europa, dove girava molto più denaro, ahinoi una componente che diventò sempre più fondamentale.
La globalizzazione poi ha fatto il resto, con la facilità negli spostamenti dei calciatori; le carte furono rimescolate più facilmente. Il Brasile, ma il Sudamerica in generale, divenne solo una culla dove accudire e far crescere i migliori talenti calcistici, come fossero semplici ‘scuole di calcio’, fonte di calciatori infinita per le squadre europee.
Così i campionati persero interesse, persero investitori e sponsor, e il divario con il calcio europeo aumentò a dismisura. Eppure oggi qualcosa sta cambiando; basti pensare al Mondiale per Club e a come le squadre sudamericane, in particolare le brasiliane, si stiano imponendo su quelle europee. Ma cosa è cambiato, soprattutto in Brasile?
Ci voleva una scossa, qualcosa che risollevasse le sorti dell’anima di uno dei paesi dove si respira calcio in ogni angolo della città, tra i ‘bairro e le favelas’, tra i grattacieli e le spiagge. In Brasile, prendendo spunto dal modello spagnolo e portoghese, che da tempo hanno inventato la SAD (Sociedad Anónima Deportiva in spagnolo), i legislatori brasiliani nel 2021 diedero vita alla SAF.
Sul significato di SAF ci torneremo tra pochissimo; adesso spieghiamo cos’è la SAD. Si tratta di una società per azioni fatta su misura per il mondo dello sport e, in Brasile, fu un cambiamento epocale perché fino a quel momento si parlava solo di società associative.
Se però in Spagna e Portogallo si parlava di società sportive in generale, nella terra verde oro si è fatto un ulteriore passo, parlando di ‘Sociedade Anônima de Futebol’ o SAF. Una forma societaria specificamente disegnata per il calcio.
La possibilità di fare entrare del capitale privato in una società calcistica brasiliana, che dal 2021 può acquisire fino al 90% delle quote, cambia radicalmente tutto. Se prima la progettualità di un club del Brasileirão era legata a un presidente eletto ogni 2 o 4 anni e quindi limitata a quel periodo di tempo, la riforma permette di avere progetti a lungo termine.
In una recente intervista, l’agente Rafaela Pimenta ha spiegato in maniera chiara ciò di cui abbiamo parlato finora: “Quella che consente di essere proprietari di un club. Prima in Brasile c’era un meccanismo per il quale i club erano società ad azionariato popolare diffuso con l’elezione del presidente ogni due o quattro anni. E questo impediva ogni progettualità: il tuo mandato era limitato e questo faceva sì che, da presidente, investivi tutto e subito per vincere, senza, per esempio, investire sul settore giovanile, perché i frutti li avrebbe raccolti un altro dopo di te. Questo sta cambiando perché, dando la possibilità a industriali e imprenditori di investire sui club brasiliani a lungo termine, è cambiata la prospettiva”.
Una vera e propria rivoluzione nel calcio brasiliano, che sta riportando in auge le società brasiliane.
Un’altra importante novità del calcio brasiliano è sicuramente la questione dei diritti televisivi o streaming e degli sponsor. Un’idea di un famosissimo youtuber brasiliano, Casimiro Miguel, ha cambiato il modo di guardare le partite in Brasile.
Tramite il suo canale YouTube, CazéTV ha acquisito diversi diritti del calcio brasiliano e dello sport, iniziando a trasmettere diverse partite in streaming e allargandosi piano piano fino a mandare in onda eventi mondiali.
Come spiegato ancora da Rafaela Pimenta, la visibilità creata in maniera geniale da Casimiro Miguel non ha fatto altro che attirare sponsor, che hanno visto nella visibilità, appunto, una possibilità di marketing non indifferente. I ricavi TV, dunque, sono aumentati e i club ne hanno tratto beneficio. Ma gira tutto sempre attorno al denaro?
In realtà non è così. In un paese come il Brasile, dove si mangia ‘pão e futebol’, la passione sta alla base di tutto; i tifosi seguono il calcio in maniera incondizionata da sempre. Adesso quella passione è una spinta in più, quella linfa che alimenta la crescita esponenziale che il calcio brasiliano sta vivendo e che lo porterà a competere con l’Europa a armi pari.