Non si placano le polemiche attorno alla classe arbitrale italiana. Il VAR è di nuovo nell’occhio del ciclone dopo gli episodi di Verona-Juventus.
Siamo solo alla quarta giornata di Serie A e abbiamo già assistito a diversi episodi che hanno coinvolto VAR e arbitri in negativo. Quella che sarebbe dovuta essere una stagione di crescita, con il designatore arbitrale Gianluca Rocchi che aveva annunciato diversi mesi di preparazione per tutti gli arbitri in vista appunto di una stagione che sarebbe dovuta essere di chiarezza e coesione.
L’announcement in campo sarebbe dovuto essere poi l’ultimo step verso questa direzione, ma così al momento non è. Le sviste e gli errori più o meno gravi visti finora non fanno altro che portarci indietro. Gli ultimi episodi che hanno acceso le polemiche sono quelli che riguardano l’incontro tra Verona e Juventus, episodi per i quali l’AIA ha ammesso la gravità, prendendo la decisione di retrocedere l’arbitro Rapuano alla direzione delle gare della serie cadetta e mettendo sotto valutazione il VAR Aureliano. Andiamo dunque ad analizzare i due episodi incriminati.
Al minuto 40’ il primo episodio che fa discutere. Rimessa laterale lunga del Verona che arriva nell’area di rigore bianconera; un giocatore gialloblù manca la palla, che arriva sul braccio del portoghese João Mário.
Il tocco c’è, ma il laterale della Juventus non salta in maniera scomposta ed è inoltre subito dietro il giocatore del Verona, senza alcuna intenzione di colpire con il braccio. L’AIA ammette l’errore, che stride con l’intenzione della classe arbitrale di non concedere questo tipo di rigorini.
A pochi minuti dal rigore concesso e dal gol di Orban, lo stesso attaccante gialloblù si rende protagonista di un altro episodio. Nel provare a difendere la palla dall’arrivo di Gatti, Orban commette un duro fallo, andando a colpire il difensore con il gomito in volto.
L’attaccante del Verona guarda Gatti arrivare e sembra ‘caricare’ il colpo; inoltre, il gesto in sé sarebbe già punibile con il rosso, ma non sono dello stesso avviso VAR e arbitro. La giustificazione finale, riportata da Tudor in conferenza, è che il colpo non è stato ‘caricato’ e dunque non punibile con il rosso, affermazione che ancora una volta contraddice le regole.
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Marco Seminara
7 ore fa