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Sinner pigliatutto: anche Miami è sua

Dopo gli Australian Open e Rotterdam, Jannik Sinner vince anche a Miami: sconfitto in due set Grigor Dimitrov. Per l’altoatesino il sorpasso su Alcaraz nel ranking e già realtà. E ora c’è Djokovic nel mirino.

Aleksandr Bublik lo aveva pronosticato già nel 2019. Quando incontrò Jannik Sinner, all’epoca diciannovenne, sui campi di Miami Gardens, il kazako si lasciò andare a previsioni ottimistiche circa le prospettive future del giovane campione italiano. Da allora qualche anno è trascorso e, se possibile, le cose sono andate anche oltre ogni più rosea previsione. Già, perché Sinner nel frattempo è diventato il numero due al mondo: davanti a lui c’è soltanto il 36enne Novak Djokovic. E chissà per quanto il gigante serbo precederà il giovane tennista di San Candido.

Con il successo ottenuto in Florida, l’altoatesino ha scavalcato Carlos Alcaraz in graduatoria facendo compiere un ulteriore significativo balzo in avanti al movimento tennistico tricolore. Grazie all’ultima impresa, Sinner ha chiuso anche l’ultimo conto in sospeso che gli rimaneva per mettersi in pari col passato. Il 2024 ha già regalato gioie incredibili al formidabile Sinner, che in questi giorni ha ricevuto anche i complimenti della collega Serena Williams. Non roba di poco conto, sebbene certamente non da bacheca come invece il secondo Masters 1000 della carriera dopo quello del 2023 a Toronto. Ma andiamo a vedere come, nel dettaglio, Sinner è riuscito a prendersi Miami dopo aver già trionfato agli Australian Open e a Rotterdam.

Il percorso di Sinner fino al titolo

Che Jannik Sinner fosse tra i favoriti era chiaro già in partenza. La differenza nel tabellone l’ha fatta la precoce eliminazione di Carlos Alcaraz, giunta per mano di Grigor Dimitrov, che ha spalancato le porte di Miami al campione altoatesino. Il suo percorso all’Hard Rock Café Stadium è cominciato proprio con un derby: ad accoglierlo, infatti, ci ha pensato il connazionale Andrea Vavassori che poco ha potuto fare per creare serie difficoltà ad un avversario così in forma. Qualche grattacapo in più glielo ha creato l’olandese Tallon Griekspoor, capace di prendergli un set prima di arrendersi alla rimonta del ventiduenne di San Candido. Quindi è stata la volta di Christopher O’Connell e Tomas Machac: leggere insidie nella traiettoria ormai disegnata del nuovo numero due al mondo verso la finale.

Dov’è che avrebbe potuto vacillare il giovane tennista azzurro era in semifinale contro Daniil Medvedev, un tempo la sua bestia nera. Lo scorso anno i due si giocarono la finale qui a Miami e a prendersi il titolo fu il russo. Stavolta Sinner ha chiuso il cerchio, riprendendosi tutto con gli interessi ma che il trend tra i due fosse cambiato ne avevamo già avuto numerose testimonianze nel corso di questi mesi. Merita, poi, un capitolo a parte la finalissima nella quale il talento del campione made in Italy si è dovuto misurare contro il già citato Dimitrov.

La finale di Sinner con Djokovic nel mirino

Se l’era sudata e meritata la finale, Grigor Dimitrov. Non fosse altro per il fatto che per arrivarci aveva dovuto centrare due vere e proprie imprese. Lungo il suo cammino, infatti, il bulgaro aveva dovuto superare due avversari sulla carta davvero proibitivi come Carlos Alcaraz ai quarti di finale e in seguito Alexander Zverev in semifinale. Dopo una lunga pausa, in termini di competitività ai massimi livelli, il 32enne di Haskovo è tornato e ora possiamo dirlo. Già ad inizio stagione, in fondo, ne aveva dato prova tornando a vincere un titolo a sei anni di distanza dall’ultima volta conquistando Brisbane. Poi, però, a Miami ha trovato semplicemente un avversario più forte. E quando ciò accade nello sport capita che perdi.

Jannik Sinner ha battuto Dimitrov in due set e la sensazione che ha dato all’esterno è che non abbia neppure sudato le proverbiali sette camicie per riuscirci. Con semplicità, con lo stile che si confà ai campioni, il talento dell’Alta Pusteria si è imposto con un 6-3 6-1 che lascia poco spazio ad ogni tipo di perplessità di sorta. Lo stadio aveva scelto Dimitrov, anche perché underdog nella competizione e quindi bonariamente adottato dalla gente che ama vedere le sorprese di tanto in tanto. Non ne regala, però, di questi tempi il buon Sinner che pensa a vincere il più possibile per costruirsi una carriera da numero uno al mondo.

Ci è vicino, oggi, come nessun italiano lo è mai stato in passato. Tra lui e Djokovic la distanza in questo momento è di 1000 punti che hanno spinto qualcuno ad effettuare già i primi calcoli. C’è chi parla di French Open come potenziale torneo del sorpasso. Ciò che è sicuro è che Sinner il guanto di sfida lo ha già raccolto e non ha nessuna intenzione di mollare.

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