La storia del tennis, oggi più popolare che mai in Italia, parte da lontano e da due figure chiave: Nicola Pietrangeli e Adriano Panatta.
La storia del tennis in Italia parte da lontano, dai primi anni '60 e, tra alti e bassi a livello di popolarità, giunge ai tempi nostri, con il rilancio dello sport grazie ai successi della nuova generazione di tennisti italiani. All'alba della diffusione della disciplina sono due le figure che si ricordano maggiormente: quella di Nicola Pietrangeli e quella di Adriano Panatta, artefici di trionfi storici che hanno aiutato il tennis a propagarsi nel nostro Paese.
Per raccontare la storia di Nicola Pietrangeli è sufficiente dare uno sguardo al palmarès. Due trionfi agli Open di Francia nel singolare, uno nel doppio, due vittorie agli Internazionali d'Italia e una ai Giochi del Mediterraneo. I successi sfiorati con la squadra italiana in Coppa Davis, con due medaglie d'argento, ma anche un oro in bacheca, ottenuto però solo da capitano non giocatore. In totale 48 titoli vinti nel singolare, 10 in doppio, 12 in doppio misto. Un terzo posto come miglior ranking in carriera, raggiunto nel 1959 e nel 1960. E vale la pena ricordare anche l'introduzione nella Hall of Fame del tennis internazionale nella quale, ancora oggi, è l'unico tennista azzurro presente.
Poco da aggiungere: Pietrangeli ha cambiato la storia del tennis in Italia ed è l'artefice della primissima popolarità dello sport nel nostro Paese, nonché, forse, il migliore tennista italiano ad oggi mai esistito. Uno dei "migliori rovesci del circuito", che il noto giornalista Gianni Clerici definiva "raffinatissimo" e allo stesso tempo "indecifrabile". "Potente nei passanti, meno nel diritto, ma dotato di una notevole smorzata e di un istinto eccezionale", lo descrive Pietro Farro. 'Nik' faceva proprio dell'eleganza la colonna portante del suo tennis, tanto da definirsi il "Federer della sua epoca", come lui stesso ha dichiarato.
E i tanti appassionati italiani di tennis che ogni anno popolano il Masters 1000 degli Internazionali d'Italia nella città di Roma non possono non accorgersi della grandezza del nativo di Tunisi: basta fare un salto al vecchio campo centrale del Foro Italico, intitolato proprio a Nicola Pietrangeli. Una figura indelebile nella storia del tennis italiano, e non solo.
Il successore di Nicola Pietrangeli fu senza ombra di dubbio Adriano Panatta, il secondo e finora ultimo a vincere in una prova del Grande Slam. Il torneo? Lo stesso: l'Open di Francia del 1976, anno magico per l'atleta nativo di Roma. Quell'anno, infatti, Panatta riuscì a trionfare anche agli Internazionali d'Italia, sempre su terra battuta, e a contribuire, soprattutto, allo storico (e tuttora unico) trionfo dell'Italia alla Coppa Davis di quell'edizione con Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli. Successi che attirarono anche la tv generalista e portarono ad una diffusione importante in tutto il Paese.
Anche nel caso di Panatta parlano i numeri e i record: è l'unico italiano ad aver vinto almeno un torneo in tutte le categorie del circuito maggiore e l'unico a vincere Internazionali d'Italia e Open di Francia nella stessa stagione, nonché l'unico a vincere due titoli di categoria equivalenti agli attuali Masters 1000. Nel 1976 raggiunse il quarto posto nel ranking Atp, la migliore posizione mai raggiunta da un italiano dall'introduzione del calcolo computerizzato che arrivò proprio in quegli anni.
Panatta si fa riconoscere come giocatore d'attacco, con una volée alta di rovescio passata alla storia come "veronica". Il suo marchio di fabbrica è la determinazione, che lo spinge a non mollare mai: l'Italia se ne accorse proprio nel suo anno magico, con il successo contro la leggenda Borg all'Open di Francia del 1976 e quello a Roma dello stesso anno, in finale contro Vilas.
Il tennis italiano degli anni '90 e primi anni 2000 non è ricordato con grande soddisfazione. Sono stati pochi, infatti, i successi al maschile e a tenere alta la bandiera italiana è stata soprattutto la divisione femminile, con i successi di Francesca Schiavone, Sara Errani, Flavia Pennetta e Roberta Vinci.
Con la nuova generazione di tennisti, però, l'Italia è tornata a sognare e ora è forse più forte che mai: il primo squillo nel 2019 con un tennista della "old gen", Fabio Fognini, e il trionfo al Masters 1000 di Montecarlo. Poi le vittorie di Jannik Sinner, Matteo Berrettini e la storica finale di Wimbledon, i primi successi anche di Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego. Non c'è dubbio: il futuro del tennis è (anche) azzurro.