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Mondiali 2026 - Paraguay
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Orlando Gill, l’eroe del Paraguay: dal dramma del figlio all'impresa Mondiale

Dalla povertà, alla malattia del figlio fino ai rigori contro la Germania. La storia di Orlando Gill, eroe del Paraguay.

I guanti di Orlando Gill si scontrano con il pallone calciato da Kai Havertz e iniziano a instillare un sogno nella testa di una nazione intera. Di fronte c’è la Germania, la corazzata che non ha mai perso ai rigori nella storia dei Mondiali. L’avversario è il piccolo Paraguay, che alla vigilia sembrava una vittima sacrificale per cui era già stato fin troppo bello spingersi fino ai tiri dal dischetto. Eppure, i guanti di Orlando Gill sembrano volersi opporre alla storia. Come se avessero qualcosa di più profondo per cui lottare. Come se fossero i testimoni di una sofferenza durata anni.

Dall’altra parte del campo c’è Manuel Neuer, forse il portiere più blasonato al mondo: leggenda del Bayern Monaco, vincitore di due Champions League, un Mondiale e innumerevoli altri trofei. Orlando Gill, invece, difende i pali del San Lorenzo, in Argentina. Pochi mesi fa, il club di Almagro aveva provato a ingaggiare il celebre Keylor Navas, che ha però preferito trasferirsi a Rosario per giocare con il Newell's Old Boys. Subendo le critiche dell’intera tifoseria, il presidente dei Cuervos si era giustificato dicendo che un portiere, in fondo, ce l'avevano già: era proprio Orlando Gill.

Tornando al prato del Gillette Stadium, il Paraguay si trova in vantaggio. Gill para di nuovo, stavolta su Woltemade, e la vittoria sembra a un passo. Ma poi Neuer inizia a fare...beh, il Neuer. I sudamericani sbagliano due rigori di fila. L’inerzia della storia del calcio sembra implacabile: la Germania non è destinata a perdere ai rigori.

Il piccolo che si piega di fronte al grande. L’ennesima favola che non verrà raccontata. Il nodo che rimane nella gola del Paraguay.  Ma spesso nel calcio vince il più forte, a volte il più bravo e in qualche rarissima eccezione chi ci crede di più. E per il Paraguay è stata una di quelle notte in cui la dea bendata decide di regalre un ricordo indelebile a bambini che da grandi lo racconteranno ai nipoti, a nonni che hanno la fortuna di abbracciarli propio adesso. A papà che si stringono e festeggiano con i figli.

Sul dischetto si presenta Jonathan Tah. Gill lo guarda con la calma di chi non ha niente da perdere, di chi sa bene che i veri problemi della vita sono altri. Dopotutto, ha appena neutralizzato i rigori degli attaccanti di Arsenal e Newcastle. Tah, al contrario, affronta i passi che lo separano dal dischetto con il peso di chi ha tutta la pressione addosso. Stavolta i guanti non servono: gli occhi di Gill ipnotizzano il centrale tedesco, che sbaglia. Il Paraguay vive il sogno di una vita intera. Davide sconfigge Golia. Il gigante con quattro stelle sul petto cade al cospetto di una Cenerontola che adesso può permettersi di raccontare la propria favola.

Questa vittoria è l’orgoglio di un intero Paese, ma per Orlando Gill vale molto di più.

Qualche anno fa, il portiere paraguaiano fu costretto a vendere tutto per pagare le cure del figlio Lautaro, nato prematuro e con gravi problemi di salute. Orlando vendette la maglia della sua unica presenza con l'Under 20, gli scarpini e, soprattutto, i guanti. Guanti a cui non aveva mai detto addio, ma solo arrivederci. Il sacrificio di quel giorno gli ha permesso di curare suo figlio; il coraggio di oggi gli ha permesso di respingere i tiri della Germania.

Quei guanti sono diventati il simbolo di una nazione intera. Una nazione che lotta contro tutto e tutti, che compie sacrifici in silenzio e che oggi, finalmente, può sorridere. Quei guanti che hanno permesso al piccolo Lautaro di sopravvivere e oggi può reputarsi più orgoglioso che mai del proprio papà.

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