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MotoGP, Gran premio del Spagna: l'analisi della gara del circuito di Jerez

Marc Marquez e Pecco Bagnaia non riescono a ripetersi dopo l'exploit nella Sprint race. La scena se la prende Alex, ma Bezzecchi limita i danni con il secondo posto.

Riecco la Ducati. A sorpresa, però, i protagonisti della riscossa a tinte rosse non sono i nomi più attesi. A Jerez de la Frontera non c’è gloria per Marc Marquez e Pecco Bagnaia, entrambi costretti alla resa nella gara della domenica dopo aver brillato nella Sprint. La scena se la prende Alex Marquez (53 punti) capace di piazzare la prima zampata stagionale, riscattando il ritiro in Thailandia e le opacità dei round in Brasile e Stati Uniti.

Il classe '96, portacolori Gresini ma alla guida di una Desmosedici GP 26 identica a quella del fratello e di Bagnaia, mette la firma su una gara ai limiti della perfezione. Lo spagnolo ha mostrato tutto il potenziale dell'ultima evoluzione bolognese, soprattutto nelle battute iniziali quando è stato costretto a ricucire il gap. Poco da dire: anche Alex vuole voce in capitolo nella lotta per il titolo. Un’eccezione alla regola? Forse, perché Jerez è casa sua e, come ammesso candidamente da Marc, su questa pista al momento non ce n’è per nessuno.

Bezzecchi ragiona da leader. Certezza Di Giannantonio

Alle sue spalle, in un weekend che poteva rivelarsi una trappola, brilla la maturità del leader del mondiale Marco Bezzecchi (101 punti). In sella alla sua Aprilia, il "Bez" riesce ad allungare ulteriormente sui diretti inseguitori, mettendo in cascina un prezioso +8 su Marc Marquez. È la classica prova di gestione: quando l'avversario davanti è imprendibile, accontentarsi della piazza d’onore è la scelta più saggia in ottica iridata.

Non a caso, Bezzecchi ha preferito blindare il podio dagli attacchi di Martin e dell'altra Ducati di un solidissimo Fabio Di Giannantonio (71 punti). "Diggia" chiude terzo, effettuando il controsorpasso in classifica sull'outsider Pedro Acosta. Limita i danni anche l'ex campione del mondo Jorge Martin (90 punti): lo spagnolo, che sembra aver ritrovato lo smalto dei giorni migliori dopo un anno martoriato dagli infortuni, chiude ai piedi del podio con la sua Aprilia.

Ducati "on fire": inizia un nuovo Mondiale?

Siamo solo al quarto GP, ma la sensazione è che – al netto di cadute e passaggi a vuoto degli uomini di punta – la Ducati abbia ritrovato la bussola. Lo avevano già suggerito il primo posto di Marc Marquez e il secondo di Bagnaia nella Sprint del sabato, traditi domenica rispettivamente da una scivolata e dalla foratura della gomma anteriore.

A confermare lo stato di grazia del pacchetto di Borgo Panigale ci sono anche le prestazioni di Ai Ogura e Raul Fernandez, che hanno chiuso al quinto e sesto posto. Come accadeva fino a pochi mesi fa, la casa bolognese piazza quattro moto nelle prime sei posizioni. È una dichiarazione di guerra: la Ducati è tornata a dettare legge e, se i protagonisti non sono sempre quelli annunciati, per la concorrenza il problema è persino più serio.

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