Il prize money del Six Nations premia il vincitore e i migliori classificati, ma c'è una precentuale minima garantita anche all'ultima. Bonus speciale per chi centra il Grand Slam.
Evento: | Sei Nazioni |
Luogo: | Francia, Galles, Inghilterra, Irlanda, Italia e Scozia |
Quando: | dal 5 febbraio al 14 marzo 2026 |
Orario: | dalle 14:10 alle 21:10 |
Dove vederla: | Sky, NOW, TV8 |
Il fascino della tradizione, l'orgoglio di giocare una competizione intrisa di storia e di leggenda, l'onore di rappresentare il proprio paese in sfide epiche ed entusiasmanti. Tutto questo è ciò che rende il Sei Nazioni un torneo unico nel panorama mondiale, non solo nel rugby.
Un mini campionato ricco di sfide nelle sfide, di incroci, di coppe e trofei paralleli, ma in cui si scende in campo con un solo obiettivo: vincere. Possibilmente, aggiudicandosi tutte le partite. È il sogno di centrare il Grand Slam che, insieme a motivazioni di carattere sportivo, coinvolge anche ragioni di natura economica.
Al vincitore del torneo, come per ogni competizione sportiva che si rispetti, è garantita una fetta di prize money superiore rispetto agli altri. Nel 2025, ad esempio, la Nazionale che si è aggiudicata il trofeo, la Francia, ha portato a casa l'equivalente di sei milioni e mezzo di sterline, circa sette milioni e 778mila euro. E si stima che il premio sia destinato a crescere in modo esponenziale in questa e nelle prossime edizioni, visto che l'interesse di tv e sponsor nei confronti del torneo aumenta di anno in anno.
La differenza tra il primo e il secondo classificato che, per usare un'espressione diffusa, è il “primo degli sconfitti”? Oltre tre milioni e mezzo di euro. Il premio per la seconda classificata dell'edizione 2025, l'Inghilterra, è stato infatti di tre milioni e mezzo di sterline, corrispondenti a quattro milioni e 190mila euro. Ancor meno ha intascato l'Irlanda, terza: due milioni e mezzo di sterline, l'equivalente di due milioni e 990mila euro.
La quarta classificata, la Scozia, ha portato a casa due milioni di sterline, vale a dire due milioni e 390mila euro. L'Italia ha evitato il “Cucchiaio di legno” e ha messo in tasca un milione e 790mila euro (1,5 milioni di sterline). Al Galles ultimo e senza vittorie è andato comunque un premio di consolazione di un milione di sterline, corrispondenti circa a un milione e 200mila euro.
Nel 2025 la Nazionale vincitrice non ha centrato il Grand Slam, vale a dire la vittoria in tutte le partite del torneo. L'avesse centrato, avrebbe guadagnato un altro piccolo (si fa per dire) incentivo: il bonus riconosciuto dagli organizzatori alla squadra migliore, quella capace di vincere ogni incontro. Un assegnino da un milione e 200mila euro, un milione di sterline.
I premi e i ricavi derivanti dal Sei Nazioni valgono il 40% del fatturato complessivo annuale della Federugby, che dalla partecipazione al torneo trae dunque linfa vitale per i suoi progetti di espansione. Ovviamente nel calcolo non si tiene conto solo dei premi per i risultati sportivi, ma di altre voci: vendita dei diritti tv, dei biglietti, gli incassi per le partite interne e le percentuali ottenute dagli incontri in trasferta, i ricavi derivanti dalle spese dei tifosi nelle attività commerciali in occasione delle partite.
Un business che consente alla Federazione di portare avanti le sue iniziative, dalla accademie ai centri di formazione giovanili, dal sostegno alle franchigie all'organizzazione dei campionati, e di promuovere sempre di più il rugby nel panorama sportivo nazionale.