Il debutto del Portogallo ai Mondiali del 2026, attesissimo a Houston, si è trasformato in un palcoscenico di delusione, soprattutto per la sua stella più luminosa, Cristiano Ronaldo.
Mentre Lionel Messi aveva appena trascinato l'Argentina con una tripletta spettacolare contro l'Arabia Saudita che lo ha inserito nell’Olimpo del calcio come miglior marcatore della storia dei Mondiali, da CR7 ci si aspettava una risposta da campione. Invece, la sua prestazione è stata l'esatto opposto di quella del suo eterno rivale.
Il risultato finale, un modesto 1-1 contro la Repubblica Democratica del Congo, e la prestazione incolore del 41enne attaccante, lontano parente del bomber da 30 gol stagionali con l'Al Nassr, hanno lasciato l'amaro in bocca ai tifosi lusitani.
L'analisi della partita di Cristiano Ronaldo è impietosa fin dal primo tempo. I dati evidenziano una presenza quasi nulla in campo: pochi palloni toccati, quasi tutti per appoggi semplici, troppo semplici e mai un'azione incisiva nell'area avversaria.
Sorprendentemente, ha concluso i primi 45 minuti senza effettuare neanche un tiro verso la porta difesa da Mpasi Nzau.
La sua inefficacia è apparsa ancora più evidente quando il Portogallo ha sbloccato il risultato con un colpo di testa di João Neves, un giocatore non certo noto per la sua prestazione fisica. La serata di CR7, già difficile, è peggiorata quando Wissa ha siglato il pareggio per gli avversari in pieno recupero, complicando il cammino della nazionale di Roberto Martínez.
Il Portogallo adesso dovrá affrontare prima l’Uzbekistan di Cannavaro, che ha dimostrato di poter impensierire anche la Colombia, e poi proprio i Cafeteros nell’ultima gara del girone.
La prestazione sottotono di Ronaldo riaccende un dibattito che si insinuava già prima del torneo: è ancora una figura imprescindibile per questo Portogallo? Senza dubbio CR7 é un simbolo assoluto ma le prestazioni potrebbero indicare il bisogno di un cambio.
Mentre Messi continua a essere il motore dell'Argentina, non solo con i gol ma con giocate a tutto campo che lo rendono il fulcro della manovra, CR7 sembra a tratti un limite per i suoi compagni.
In più occasioni, i giocatori portoghesi sono apparsi quasi obbligati a cercarlo, anche a costo di forzare la giocata, come quando Conceição ha preferito un passaggio difficile per il suo capitano invece di tentare la conclusione personale da ottima posizione.
Un po come quando al Real Madrid, non uno qualunque, proprio Benzema spiegava di quanto fosse fondamentale l’apporto di CR7 per la squadra, ma allo stesso tempo quando rimase solo, Karim riuscí a brillare.
Questa centralità forzata finisce per togliere spazio ad altri talenti. La scelta di Martínez di inserire un altro centravanti come Gonçalo Ramos solo all'83', a risultato fermo sull'1-1, evidenzia la difficoltà di far coesistere due punte, specialmente con esterni offensivi come Leão e Neto in campo.
Insomma, l’esordio deludente di Cristiano Ronaldo al Mondiale può essere un campanello d’allarme per un Portogallo che sulla carta, potrebbe seriamente competere per il titolo ma che forse ha bisogno di staccarsi dal bisogno di dover per forza seguire la propria leggenda.