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Mondiali 2026: dove e quando si giocheranno e chi è già qualificato

Per la seconda volta nella storia, dopo l’edizione del 2022, la manifestazione avrà luogo in più nazioni. Saranno Canada, Messico e Stati Uniti infatti ad ospitare la kermesse. 

Ci siamo lasciati in Qatar, con l’Argentina che diventava campione del mondo trentasei anni dopo l’ultima volta. Da Diego Armando Maradona a Lionel Messi con la chiusura di un cerchio che è anche un perfetto passaggio di testimone, eseguito praticamente al fotofinish, considerata anche l’età del fuoriclasse di Rosario. 

Finito un Mondiale, però, la testa va inesorabilmente a quello successivo, per il quale l’appuntamento è fissato al 2026 nel rispetto della tradizionale cadenza quadriennale dell’evento. Come ben sappiamo, la ventitreesima edizione della Coppa del Mondo avrà luogo in tre nazioni differenti: Canada, Messico e Stati Uniti. Per la prima volta ci sarà anche l’espansione del numero di partecipanti che passerà dalle classiche 32 a 48. 

La competizione sarà divisa in una fase a gironi, con dodici gruppi da quattro squadre ciascuno, e in una fase ad eliminazione diretta, con le prime e le seconde classificate di ogni gruppo più le migliori otto terze che si incontreranno nei sedicesimi di finale, per un totale di 104 partite che ci terranno compagnia per i mesi di giugno e luglio. Termina così l’esperimento della versione invernale della kermesse, resasi necessaria in Asia per le condizioni climatiche dell’ultimo paese ospitante. Per la seconda volta nella storia, dopo l’esperienza in Corea e Giappone del 2022, il Mondiale verrà dunque giocato in più di un paese. 

Con il prossimo, al Messico spetterà il record di ospitate: sarà infatti la terza per lo stato nordamericano dopo le edizioni del 1970 e del 1986. Sarà la seconda volta, invece, per gli Stati Uniti che avevano già avuto modo di organizzare un evento di simile portata nel 1994, un torneo che noi italiani difficilmente potremo dimenticare. Per il Canada, infine, sarà un vero e proprio battesimo con due città messe a disposizione rispetto alle tre messicane e alle undici statunitensi.

Le città prescelte e gli stadi che ospiteranno l’evento

Le sedi del Mondiale di calcio del 2026 sono state scelte lo scorso 16 giugno. 23 erano le città inizialmente prese in considerazione, tra le quali ne sono state individuate in via definitiva soltanto 16. Come anticipato, due sono in Canada: si giocherà al BC Place di Vancouver e al BMO Field di Toronto. Tre stadi sono in Messico: l’Estadio Azteca di Città del Messico che è anche il più grande di tutti con una capienza di 87.523 spettatori, l’Estadio BBVA Bancomer di Monterrey e infine l’Estadio Akron di Guadalajara. 

Più lungo l’elenco degli stadi statunitensi cui spetterà l’onore di ospitare la tanto attesa manifestazione. C’è il SoFi Stadium di Los Angeles, il MetLife Stadium di New York, l’Arrowhead Stadium di Kansas City, l’NRG Stadium di Houston, il Mercedes-Benz Stadium di Atlanta, il Lincoln Financial Field di Filadelfia, il CenturyLink Field di Seattle, l’AT&T Stadium di Dallas, il Levi’s Stadium di San Francisco, il Gillette Stadium di Boston ed infine l’Hard Rock Stadium di Miami. 

Le tre squadre già qualificate: sono le organizzatrici

Come già stabilito in fase di progetto, tutte le nazionali dei Paesi ospitanti si sono automaticamente qualificate alla fase finale del torneo senza dover passare attraverso le gare continentali. Per il Canada sarà la terza volta in un Mondiale. Dopo la prima nel 1986, la seconda è arrivata proprio in Qatar per un movimento che appare in continua crescita. Certo l’esperienza asiatica non è stata esaltante per la formazione nordamericana, che ha chiuso la competizione con zero punti nella fase a girone. Ci sono comunque degli elementi di spicco nella rosa a disposizione di John Herdman. Due su tutti, giovani ma con enormi potenzialità: Alphonso Davies del Bayern Monaco e Jonathan David del Lilla. 

Decisamente più esperta la rappresentativa a stelle e strisce, che vanta già 11 partecipazioni alle spalle con miglior risultato un terzo posto conseguito nel 1930. Ancora meglio il Messico che ha vissuto questa esperienza già in 17 occasioni e che delle ultime dieci edizioni ha bucato solo quella del 1990. Per il Tricolor il miglior risultato di sempre sono i quarti di finale conquistati due volte, nel 1970 e nel 1986. 

Una delle novità di questa edizione, alla quale naturalmente si spera possa prendere parte anche l’Italia dopo i due flop consecutivi, è nel torneo di spareggio per decidere gli ultimi due posti disponibili. Sei saranno le formazioni coinvolte, cinque delle quali composte da una nazionale per ogni confederazione continentale (ad esclusione della UEFA) e l'ultima coincidente con una nazionale della confederazione del Paese ospitante (che per il 2026 è la CONCACAF). Due di queste sei squadre verranno selezionate per ranking e riceveranno il titolo di teste di serie, con le altre quattro che dovranno affrontarsi prima ad eliminazione diretta. Le partite di questo mini-torneo dovranno giocarsi nei Paesi ospitanti verosimilmente a novembre 2025. 

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