Il presidente Marotta parla poco prima dell’assemblea della Lega Serie A del discusso episodo Kalulu-Bastoni e attacca.
Non ci sta alle troppe polemiche per un episodio che ha decisamente compromesso la partita della Juventus contro l’Inter, Giuseppe Marotta passa al contrattacco parlando del caso e ricordando vecchi episodi.
Il presidente dell’Inter ha tenuto una breve conferenza stampa poco prima dell’inizio dell’assemblea della Lega Serie A per chiarire la posizione del club in riguardo ai fatti accaduti nel weekend.
Marotta riconosce l’errore decisionale dell’arbitro La Penna ma ricorda un episodio che risale allo scorso anno: "La decisione (su Kalulu, ndr) è sbagliata, lo riconosco. Ma ricordo che l'Inter l'anno scorso, con la stessa classe arbitrale di oggi, ha perso lo scudetto per un punto e, a posteriori, è stato riconosciuto che il rigore fischiato contro la Roma a Bisseck era un clamoroso errore.
Eppure ci siamo attenuti a quella decisione, siamo intervenuti solo dopo Napoli-Inter per un rigore che ha indirizzato la partita e giudicato errato dagli stessi organi arbitrali".
Il presidente dell’Inter poi non si trattiene in difesa del suo difensore: "Bastoni è un patrimonio della Nazionale, non è mai stato protagonista di fatti clamorosi eppure c'è stata una gogna mediatica su di lui che va al di là di quanto successo. Un fatto deprecabile ma ordinario e non straordinario"
Marotta ritiene che si parli tanto dell’episodio perché si tratta dell’Inter e rincara la dose ricordando un precedente su Cuadrado: "Perché negli ultimi anni è la squadra più vincente. Se parliamo di simulazioni, voglio ricordare Juventus-Inter del 2021, un rigore a favore della Juventus su palese simulazione di Cuadrado, con arbitro Calvarese.
Successivamente sia l'arbitro che gli organi tecnici acclararono che si trattò di palese simulazione e con quella vittoria la Juventus ottenne una qualificazione alla Champions League che vale 60-70 milioni".
“Ci troviamo davanti a un malessere, ci troviamo davanti a una situazione generale? Benissimo, allora dobbiamo fare assunzioni di responsabilità tutti quanti. Gli arbitri, le società, gli allenatori, i giocatori, la federazione, tutti gli organi istituzionali.
Quello quello che avviene in Italia avviene anche all’estero e certamente oggi è giunto il momento in cui dobbiamo confrontarsi in modo ampio, senza fare polemiche.
Magari in questo momento inasprendo le pene nei confronti di tutti, ma anche dei dirigenti, dei tesserati, degli allenatori. Non solo disciplinari, ma anche pecuniari, perché spesso e volentieri si va oltre le righe del comportamento scorretto, del comportamento anche verbale inaccettabile come è capitato in questi ultimi mesi”.