Con la finale tra Spagna e Argentina si chiude un'edizione dei Mondiali da record, la più lunga di sempre. Ma quella del 2030 promette di far registrare numeri ancor più clamorosi.
La supersfida di New York tra Spagna e Argentina chiude un'edizione dei Mondiali da record. La più lunga di sempre, almeno per il momento. Quarantotto squadre al via, 104 partite, sedici stadi coinvolti e ben tre nazioni ospitanti. Tutti numeri che non si erano mai registrati prima in una fase finale dei Mondiali. Ma la prossima edizione potrebbe essere ancor più imponente.
Non sarà un'edizione come le altre, perché tra quattro anni – nel 2030 – saranno trascorsi esattamente cento anni dalla prima storica edizione del 1930. Si giocò in Uruguay e a trionfare fu la mitica Celeste, la Nazionale di casa.
Un torneo che vide ai nastri di partenza appena tredici nazionali, tra rinunce e forfait dell'ultimo momento, e che non prevedeva qualificazioni: le partecipanti ricevettero degli inviti. Cento anni dopo, si profila un'edizione dei Mondiali letteralmente “globale”, con partite disseminate addirittura in tre continenti. Per ora si conoscono giusto le date del torneo: dall'8 giugno al 21 luglio 2030.
I paesi scelti per ospitare le partite sono ufficialmente tre: Marocco, Portogallo e Spagna. Per la prima volta nella storia dei Mondiali, dunque, la fase finale sarà ospitata da paesi che appartengono a due confederazioni diverse, Africa ed Europa, sia pur separati da brevi distanze.
Per espresso volere della FIFA e per celebrare la prima pioneristica edizione di cento anni prima, inoltre, ci sarà spazio anche per tre partite in Sudamerica: una in Uruguay, una in Argentina e una in Paraguay. Ma forse in questi tre paesi potrebbero disputarsi interi gironi.
Quel che è certo è che la fase finale a eliminazione diretta sarà concentrata nei tre paesi organizzatori “principali”. Gli stadi designati da ciascun comitato organizzatore sono complessivamente venti (più i tre stadi sudamericani di Buenos Aires, Asuncion e Montevideo): sei in Marocco (Agadir, Casablanca, Fez, Marrakesh, Rabat e Tangeri), tre in Portogallo (Lisbona Da Luz e Alvalade più Porto) e undici in Spagna (Barcellona Camp Nou e RCDE, Bilbao, Las Palmas, Madrid Bernabeu e Metropolitano, San Sebastian, Siviglia, Valencia, Vigo e Saragozza).
Non è ancora chiaro chi ospiterà la finale. Il Marocco spera che la scelta possa ricadere sul nuovo avveniristico stadio Hassan II in costruzione a Casablanca, un "mostro" da 115.000 posti. Il Portogallo confida nella storia e nella tradizione del Da Luz di Lisbona, che può ospitare 68.100 spettatori. La Spagna ha due jolly da giocare: il Bernabeu di Madrid, uno degli stadi più iconici al mondo coi suoi 83.186 posti e i suoi dettagli extra-glamour, e il rinnovato Camp Nou di Barcellona, capace di ospitare 105.000 persone.
Un altro nodo da sciogliere è legato alle squadre partecipanti: nel 2025 la CONMEBOL, confederazione sudamericana, aveva proposto un'edizione speciale a 64 squadre proprio per onorare il centenario della manifestazione. Ipotesi che di recente è stata rilanciata dallo stesso presidente FIFA Gianni Infantino e che potrebbe diventare addirittura permanente.
In tal caso la fase eliminatoria prevederebbe sedici gironi da quattro squadre, con qualificazione ai sedicesimi delle prime due di ciascun gruppo. Il numero di partite complessive? 128, 24 in più dell'edizione del 2026. Numeri da record, per un torneo davvero senza limiti.