Da Maradona a Sivori, da Zanetti a Batistuta, passando per Dybala e Milito. Ecco i migliori argentini di sempre ad aver giocato in Serie A.
Gli immigrati italiani in Argentina hanno creato le basi sociali e culturali del paese che oggi conosciamo come Argentina.
Gli argentini amano la pasta e la pizza; nonostante parlino spagnolo, usano quotidianamente parole italiane come naso, panza, laburo, birra e tantissime altre. Ovviamente, il calcio, vissuto in entrambi i paesi con grande trasporto e senso d’identità, ha contribuito a legare ancor di più il rapporto, già molto stretto, tra queste due nazioni.
Già a partire dagli albori della storia del calcio professionistico, ci sono stati numerosi oriundi che si sono rivelati decisivi anche per la conquista di trofei importanti come la Coppa del Mondo. Tra tutti spicca il nome di Luis Monti, che giocò e perse la finale di Coppa del Mondo nel 1930 con l’Argentina, ma poi fu titolare e vincitore in quella del 1934 con l’Italia. In Italia, con la Juventus, il mediano si è aggiudicato 4 campionati e una Coppa Italia. Iconico anche il nome di Renato Cesarini, che dà il nome alla famosissima “Zona Cesarini”. Nato a Senigallia ma emigrato in Argentina dopo pochi mesi di vita, tornò in Italia e fece le fortune della Juventus e, in parte, anche della nazionale italiana.
D’obbligo la menzione anche di Raimundo Orsi (anche lui campione del mondo con l’Italia nel 1934) e Pedro Manfredini, detto “Piedone”, leggenda della Roma. Autori rispettivamente di 74 e 81 reti in Serie A.
Stilare una classifica e menzionare tutti i giocatori argentini che hanno avuto un grande impatto nel nostro campionato sarebbe impossibile. Proviamo comunque a nominarne dieci che sono rimasti nel cuore dei tifosi.
El Pibe de Oro non ha bisogno di presentazioni. Probabilmente il calciatore più forte di sempre, che non solo ha cambiato la storia della Serie A, ma del calcio sul piano internazionale. Parlare del palmarès di Maradona non renderebbe giustizia al “diez”. Nonostante i due iconici scudetti e una Coppa UEFA, il legame di Maradona con Napoli e il calcio va oltre confini non solo calcistici, ma quasi mistici.
El Cabezon viene dalla provincia di Buenos Aires. Ma il papà era ligure e la mamma abruzzese. Così, dopo aver fatto faville con il River Plate, venne acquistato dalla Juventus per una cifra record. Sivori in Italia dimostra tutto il suo talento e si sente più apprezzato che mai. Decide di ottenere la cittadinanza italiana e disputare le competizioni internazionali con gli Azzurri. Nel 1961 si è convertito nel primo “italiano” a vincere il Pallone d’Oro. Viene ricordato come uno dei fantasisti più forti della storia del gioco.
Batigol o Re Leone è diventato una leggenda della Fiorentina a suon di gol da centravanti puro. Ricordato ancora oggi con affetto per la potenza del suo tiro, che risultava semplicemente imparabile per i malcapitati portieri avversari. Il 9 è stato idolatrato anche dai tifosi della Roma per lo storico scudetto conquistato nel 2001. Con 183 gol segnati, è l’argentino con il maggior numero di reti di sempre in Serie A.
“El Pupi” è senza dubbio una delle più grandi leggende non solo dell’Inter, ma della storia della Serie A. Rimarrà nei libri di storia l’immagine di lui che alza la UEFA Champions League al Santiago Bernabeu, che sancisce il triplete nerazzurro nel 2010. Terzino intelligente tatticamente, con un buon piede, ma soprattutto tanti polmoni.
El Pipita, insieme a Ciro Immobile, rimane il giocatore ad aver segnato il maggior numero di gol in un singolo campionato. Con le 36 reti messe a segno nella stagione 2015/2016 con la maglia del Napoli, è entrato di diritto nella storia della Serie A. Ha vestito anche le casacche di Juventus e Milan.
La sua avventura italiana inizia al Palermo. Il suo piede fatato, la sua fantasia, il passo cadenzato sul pallone e quel magnetismo all’interno del gioco hanno fatto innamorare sia il Barbera che la Juventus, che ha deciso di puntare forte su di lui. A Torino vincerà 5 scudetti e riceverà il premio come MVP della stagione 2019/2020. Oggi la Joya è il simbolo della Roma.
L’esempio perfetto di centrocampista box to box. Veron abbinava la qualità alla quantità in modo costante. Ha militato nella Samp, nel Parma, nella Lazio e nell’Inter.
Capitano e calciatore più iconico dell’Inter. Il Toro è arrivato a Milano in punta di piedi dopo aver fatto benissimo al Racing, ma in poco tempo si è conquistato prima il posto da titolare, poi la fascia da capitano e infine il cuore di tutti i tifosi nerazzurri.
153 firme per Vladanito in Serie A. Ha vestito le maglie di Parma, Inter, Lazio, Milan e Genoa e in ogni squadra ha sempre lasciato il suo inconfondibile marchio.
“El Principe che nella notte di Madrid diventa re!”. Iconica la frase di Massimo Marianella quando Diego Milito segna la doppietta che regala all’Inter la sua terza Champions League. L’attaccante è rimasto nel cuore sia dei tifosi del Genoa che, ovviamente, in quello dei nerazzurri.
Come accennato in precedenza, gli argentini che in Serie A si sono sentiti come a casa sono tantissimi. Basta pensare a Tevez, che ha fatto benissimo alla Juve, le geometrie di Cambiasso, i gol di Icardi, la leadership di Passarella, le reti di Balbo, la grinta di Simeone, la creatività del "pocho" Lavezzi e gli interventi di Burdisso e Walter Samuel. Indimenticabili anche gli undici argentini del Catania guidati dal Cholo nel 2010-2011. Pensando a quella squadra il pensiero va inevitabilmente al Papu Gomez che poi scriverà la storia dell'Atalanta. Un altro argetino che ha fatto benissimo a Bergamo è il "tanque" German Denis. E questi sono solamente alcuni dei numerosissimi esempi perchè citarli tutti sarebbe impossibile.
In conclusione, il legame tra Italia e Argentina si riflette non solo nei successi calcistici, ma anche nelle emozioni che questi straordinari calciatori hanno saputo trasmettere. Ogni dribbling, ogni gol, ogni vittoria ha unito due culture, creando una sinfonia di passione e orgoglio che continuerà a risuonare nei cuori di milioni di tifosi. La storia di questi campioni è un inno all’amore per il calcio, un linguaggio universale in grado di superare anche l'oceano che divide i due paesi.