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  1. CALCIO

I cinque migliori derby italiani in Europa

In attesa del doppio confronto tra Milan e Napoli, ripercorriamo le sfide più emozionanti oltre confine tra le squadre del Belpaese.

Da quando le mani di Patrick Kluivert hanno estratto dall’urna di Nyon le palline di Milan e Napoli l’Italia del calcio non parla d’altro. Le date dei confronti tra rossoneri e azzurri sono segnate in rosso sul calendario. Da un lato la curiosità di capire se le gerarchie del campionato saranno rispettate anche oltre confine, dall’altro un velo di malinconia per un pezzo di Stivale che giocoforza dovrà abbandonare la competizione. 

Un derby in Europa è sempre qualcosa di altamente spettacolare e quello al quale assisteremo nel mese di aprile non è certamente il primo. Altri in passato, anche in tornei diversi, hanno suscitato emozioni pari se non superiori a seconda dell’importanza dell’evento. Proviamo quindi a raccontarvi i cinque derby più belli della storia laddove l’aggettivo non ha soltanto un valore estetico ma va necessariamente associato anche all’attesa che essi hanno suscitato. 

Complessivamente i derby italiani in Europa sono stati ventisei tra i quali cinque hanno assegnato un titolo. La più coinvolta è stata la Juventus con tredici confronti e un bilancio composto da quattro vittorie, quattro pareggi e cinque sconfitte. Inter e Fiorentina completano poi il podio con rispettivamente undici e sei partite. 

Juventus-Milan, finale di Champions 2002/2003

Di quella partita ciò che è rimasto maggiormente impresso negli occhi dello spettatore è lo sguardo di Andriy Shevchenko nel momento prima di calciare l’ultimo rigore della partita. Una fugace occhiata all’arbitro nell’attesa del via ma la consapevolezza, da parte dell’ucraino, che quella palla sarebbe andata a finire dentro la porta. Nell’arco dei centoventi minuti il match era stato anche piuttosto noioso, con poche emozioni da una parte e dall’altra. 

Un confronto tattico ai limiti dell’esasperazione tra la Juventus di Marcello Lippi e il Milan di Carlo Ancelotti, ex dal dente avvelenato che sognava la vendetta nei confronti di Madama anche per scrollarsi di dosso l’etichetta di perdente affibbiatagli proprio ai tempi di Torino. Dov’è che i rossoneri riuscirono però a mettere le mani sulla desiderata coppa dalle grandi orecchie, la sesta nella propria storia, fu alla lotteria dei penalty nei quali capitalizzarono al massimo gli errori di Trezeguet, Zalayeta e Montero. Per i bianconeri rimase il rimpianto dell’occasione sprecata, ingigantito dall’assenza di Nedved per squalifica, al quale fu poi assegnato il Pallone d’Oro l’anno seguente. 

Inter-Milan, semifinale di Champions 2002/2003

L’edizione della Champions League 2002/2003 fu a forti tinte tricolore. Prima di battere la Juventus, infatti, il Milan aveva dovuto vincere un altro derby nel turno precedente. I rossoneri avevano sfidato l’Inter in un doppio confronto, naturalmente sempre al Giuseppe Meazza di San Siro, in semifinale. Anche queste due gare non furono segnate da uno spettacolo memorabile, tant’è che fu soltanto la differenza reti a far propendere la bilancia verso il Diavolo. 

All’andata il Milan ebbe il merito di provarci un po’ di più ma dovette accontentarsi dello 0-0 che in casa, con il regolamento del gol in trasferta ancora in vigore, fu comunque un discreto punto di partenza in vista del ritorno. Così al ritorno bastò il gol Andriy Shevchenko per spingere i futuri campioni verso la finale tricolore. A nulla valse per l’Inter di Hector Cuper il pareggio di Obafemi Martins. Il profumo d’Europa portava evidentemente bene alla squadra guidata da Ancelotti, brava e fortunata. 

Lazio-Inter, finale di Coppa Uefa 1997/1998

Cambiamo decennio e pure competizione trasferendoci nell’allora Coppa Uefa, oggi Europa League, per la stagione 1997/1998. Di fronte c’erano l’Inter di Gigi Simoni, reduce dalla finale persa nella precedente edizione, e la Lazio di Sven Goran Eriksson. In questo caso la fase di studio, che aveva caratterizzato le altre due partite descritte, viene completamente azzerata dal cileno Zamorano che impiega appena cinque minuti per portare avanti i nerazzurri. La reazione biancoceleste non è efficace, anzi sono proprio i nerazzurri ad andare più volte vicini alla seconda rete che arriva soltanto dopo l’ora di gioco con Javier Zanetti. A chiudere i giochi ci pensò poi Ronaldo il Fenomeno.

Parma-Juventus, finale di Coppa Uefa 1994/1995

La Coppa Uefa era giunta alla sua ventiquattresima edizione. Stavolta toccava a Parma e Juventus contendersi il titolo, dopo averlo fatto anche nel campionato italiano. Se tra i confini nazionali, però, i bianconeri erano riusciti a vincere il duello, diverso fu il discorso in territorio europeo. A condannare la Vecchia Signora alla sconfitta, nel doppio confronto contro gli emiliani, fu proprio un ex da pochi mesi ceduto agli avversari come Dino Baggio, in rete sia nel match d’andata che in quello di ritorno. Pensare che il Parma, all’epoca guidato da Nevio Scala, non aveva mai preso parte alla competizione. E riuscì ad uscirne con la coppa in mano.

Juventus-Napoli, quarti di finale Coppa Uefa 1988/1989

Altro passo indietro. In quell’anno il Napoli riuscì a vincere il primo titolo fuori dai confini nazionali passando anche attraverso l’acerrima nemica. Dopo il 2 a 0 dell’andata in favore della Juventus, i partenopei ribaltarono completamente il risultato allo stadio San Paolo con le reti di Maradona, Carnevale e Renica allo scadere del secondo tempo supplementare mandando in tripudio il pubblico di fede azzurra. 

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