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Gravina, le dimissioni seguite dal report per salvare il calcio italiano: i 10 punti

L’ormai ex presidente della FIGC Gabriele Gravina, dopo le dimissioni ha voluto lasciare un report su come risollevare il calcio italiano. Andiamo a vederlo punto per punto.

Gabriele Gravina, ex presidente FIGC dimissionario dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali 2026, ha pubblicato un report esplosivo sullo stato del calcio italiano.

Preparato per un'audizione alla Camera poi saltata, il documento denuncia crisi strutturali e propone soluzioni radicali.

Crisi strutturali emerse

Il calcio professionistico italiano perde oltre 730 milioni di euro annui, con 194 società escluse dai campionati dal 1986/87 per problemi finanziari. I giovani sono quasi assenti e i talenti dei vivai faticano a emergere, aggravando la crisi tecnica della Nazionale.

I 10 punti del report

Gravina elenca proposte concrete per un intervento radicale, con unità tra federazione, governo e Parlamento.

  • Quota proventi scommesse al calcio: Destinare una percentuale del betting a infrastrutture, vivai e contrasto alla ludopatia.

  • Credito d’imposta per club: Incentivi fiscali per investimenti su under 23 e stadi.

  • Sostegno nuovi stadi: Ammodernamento impianti in vista di Euro 2032.

  • Riforma settore arbitrale: Revisione per maggiore efficienza e trasparenza.

  • Riforma campionati: Ripensamento strutturale, ostacolato da mancanza di accordi tra componenti.

  • Maggiore presenza italiani in campo: Quote per favorire talenti nazionali.

  • Sviluppo vivai: Investimenti per sbocchi concreti ai giovani.

  • Riduzione debiti e conti in rosso: Misure per risanare i bilanci dei club.

  • Regolamentazione scommesse: Controlli stringenti contro il gioco illegale.

  • Unità di intenti: Appello a superare egoismi per il bene comune.

Prospettive future

Il report sposta l'attenzione dai nomi ai problemi sistemici, in attesa delle elezioni FIGC del 22 giugno con candidature come Malagò e Abete o anche Paolo Maldini e Gianni Rivera. Gravina insiste: senza riforme radicali, il rilancio è impossibile.

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