Vai al contenuto
Hillside (New Media Malta) Plc
Giro d'Italia 2026
  1. CICLISMO
  2. GIRO D'ITALIA

Giro d'Italia: quanto costa ospitare una tappa?

Scopriamo quali sono i costi che città e regioni devono sostenere per ospitare una tappa del Giro d'Italia 2026 e qual è l'impatto economico e turistico generato dall'evento ciclistico.

Organizzare una tappa del Giro d'Italia ha un costo. Le città e le regioni che desiderano vedere il gruppo attraversare le proprie strade devono raggiungere un accordo con la società organizzatrice della corsa. I prezzi, tuttavia, variano notevolmente a seconda del tipo di coinvolgimento richiesto: ospitare una semplice partenza o un arrivo non è la stessa cosa che diventare la sede della Grande Partenza.

Il costo per una partenza o un arrivo di tappa

Le città che ambiscono a ospitare una tappa del Giro versano all'organizzazione una cifra che si aggira in media tra i 70.000 e i 100.000 euro per una partenza, e circa 200.000 euro per un arrivo, a seconda delle dimensioni e dell'importanza della frazione. Questa forbice di prezzo rende la presenza della Corsa Rosa un investimento accessibile per molti comuni italiani, che lo considerano un'opportunità di visibilità turistica ed economica.

Oltre al canone versato agli organizzatori, le città devono farsi carico di spese aggiuntive legate alla sicurezza, alla logistica e all'allestimento urbano.

Spese accessorie

Il costo reale per ospitare una tappa non si esaurisce con il pagamento dovuto all'organizzazione del Giro. I comuni e le regioni devono infatti finanziare una serie di altre voci di spesa:

  • Sicurezza e viabilità: Impiego di polizia locale e protezione civile, chiusura delle strade, segnaletica temporanea e piani di emergenza.

  • Infrastrutture e decoro urbano: Riparazione del manto stradale e asfaltatura, installazione di transenne, pulizia straordinaria e allestimento delle aree tecniche.

  • Ospitalità e promozione: Accoglienza di squadre e stampa, gestione degli alloggi, campagne promozionali, eventi collaterali e attività turistiche.

Il caso della Grande Partenza

L'investimento aumenta esponenzialmente quando si tratta della Grande Partenza, ovvero le prime tappe che si disputano fuori dall'Italia. Per il 2026 è stata scelta la Bulgaria, con un costo stimato per il paese di circa 12,5 milioni di euro da versare agli organizzatori, che può tradursi in investimenti fino a 15 milioni di euro in infrastrutture locali.

Nel caso dell'Albania, sede della partenza del Giro 2025, il paese ha dovuto contribuire con circa sette milioni di euro, provenienti da fondi governativi e sponsor locali.

Impatto economico e turistico

Nonostante l'esborso economico, la motivazione principale risiede nel ritorno mediatico e turistico. Il Giro è trasmesso in centinaia di paesi, raggiungendo un pubblico di milioni di persone e attirando numerosi visitatori che soggiornano nelle città ospitanti, generando un significativo impatto economico.

Sul sito ufficiale della corsa, una sezione dedicata alle Regioni attira un grande numero di click, con oltre 65 milioni di visualizzazioni sul portale del Giro, 48 milioni sui social media, più di 2.000 giornalisti e fotografi accreditati e una community social di 3 milioni di persone.

Le tre settimane di gara lasciano un impatto economico diretto sul territorio nazionale di circa 620 milioni di euro. Il ritorno economico complessivo per le aree attraversate dalla corsa è stimato intorno ai 2 miliardi di euro, considerando anche l'impatto differito di circa 1,4 miliardi, generato dai turisti che, dopo aver seguito il Giro, decidono di visitare nei successivi 12-18 mesi i luoghi della competizione.

Articoli collegati

bet365 utilizza cookie

Usiamo cookie per garantire un servizio migliore e più personalizzato. Per ulteriori informazioni, consulta la nostra Informativa sui Cookie