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Gianfranco Zola: The Magic Box che studiò da Maradona

L'ex fantasista sardo è ancora oggi beniamino dei tifosi del Napoli, del Parma, del Cagliari e del Chelsea: colpi da giocoliere e una carriera da top.

Le punizioni, uno dei suoi marchi di fabbrica, ha imparato a calciarle dal più grande di tutti. Alla fine degli allenamenti, al Centro Paradiso di Soccavo, si intratteneva qualche minuto per chiedere consigli e fare qualche prova. Il consulente speciale? Diego Armando Maradona. Sarà per questo che Gianfranco Zola è diventato uno dei massimi realizzatori su punizione della serie A, quinto nella speciale classifica all time con venti gol totali.

Ma l'ex fantasista sardo è stato anche molto altro. Dribbling, assist, finte e tiri al fulmicotone nel suo repertorio da stella del calcio. I tifosi del Chelsea, non a caso, l'hanno soprannominato 'Magic Box', la scatola magica capace di tirare fuori qualche colpo a sensazione in ogni momento della partita.

Gianfranco Zola, gli esordi nella sua Sardegna

Nato il 5 luglio 1966 a Oliena, in provincia di Nuoro, Zola ha iniziato a giocare in una piccola squadretta locale, la Corrasi, per poi passare alla Nuorese. Nel 1986 si è trasferito alla Torres, in serie C, e proprio qui è stato notato dal direttore generale del Napoli, Luciano Moggi, alla ricerca di valide riserve per Diego Armando Maradona. Il giovane Zola, 23 anni, era praticamente perfetto. Alto 168 centimetri, sembrava la fotocopia dell'argentino anche a livello fisico. Unica differenza? Preferiva giocare col destro. E con il suo piede magico, in quella stagione 1988-89 guidò la Torres a un passo dalla promozione in serie B, con 11 reti in 34 partite.

Gli anni di Napoli: Zola erede di Maradona

Nel primo anno sotto il Vesuvio Zola finì subito sotto l'ala protettiva di Diego, che lo individuò come suo erede. Oltre a rubarne qualche segreto, il fantasista sardo sostituì egregiamente Maradona in diverse occasioni, mettendo anche a segno gol decisivi per la conquista del secondo scudetto del Napoli, come quello a tempo scaduto contro il Genoa, alla 27ma giornata. Nella stagione successiva, quella dell'addio dell'argentino, Zola diventò stabilmente titolare. Nei due anni successivi salterà una sola partita di campionato, conquistando anche la convocazione nella nazionale italiana di Arrigo Sacchi.

L'esperienza al Parma: Zola stella internazionale

Passato al Parma nell'estate 1993, Zola è diventato uno dei trascinatori della formazione emiliana di Nevio Scala, con cui ha vinto una Supercoppa Europea e una Coppa Uefa. Alle grandi soddisfazioni a livello europeo non hanno fatto seguito soddisfazioni in Italia: il Parma sfiorò soltanto lo scudetto, soprattutto nella stagione 1994/95 chiusa al secondo posto. Anche le esperienze in nazionale si rivelarono agrodolci. Durante il mondiale 1994 fu espulso agli ottavi contro la Nigeria, ad Euro 96 sbagliò un rigore contro la Germania, decisivo per la mancata qualificazione ai quarti del torneo.

Zola re di Wembley e di Stamford Brigde

Con l'approdo di Carlo Ancelotti sulla panchina del Parma, per Zola si chiusero spazi nello scacchiere tattico della formazione ducale. Il nuovo tecnico lo vedeva esterno sinistro, ruolo in cui il funambolico trequartista non riusciva a esprimere il meglio del suo potenziale. Passò allora al Chelsea, dove sarebbe rimasto fino al 2003. Dei tifosi Blues Zola diventò presto un idolo, sia per le sue grandi giocate, sia per l'esemplare correttezza in campo. A Londra Zola ha vinto tutto o quasi: due Coppa d'Inghilterra, una Coppa di Lega, una Coppa della Coppe, una Supercoppa Europea e un titolo di baronetto. E proprio a Londra, nel febbraio 1997, segnò uno dei suoi gol più belli, un destro al volo che regalò all'Italia la vittoria a Wembley sull'Inghilterra dopo ben 24 anni.

Zola, il ritorno a Cagliari e l'ultima gioia da giocatore

A 37 anni, nell'estate 2003, Zola coronò il sogno coltivato di fatto da ogni calciatore sardo: giocare nel Cagliari. Con 13 reti in 43 presenze trascinò la formazione rossoblu alla promozione in A, riportando in massima serie la squadra più rappresentativa dell'isola. Categoria difesa l'anno successivo grazie alle sue nove reti, decisive per la permanenza nella categoria. Dopo quella salvezza, a 39 anni, Magic Box ha deciso di chiudere col calcio giocato: sarebbe diventato allenatore.

La nuova vita di Zola: allenatore e commentatore tv

Diventato allenatore, Zola ha guidato per due stagioni il West Ham (nono posto nel 2009, da subentrato), quindi il Watford, il Cagliari, l'Al Arabi e il Birmingham City. Nel 2018/19 è stato anche allenatore in seconda del Chelsea, insieme a Maurizio Sarri. È inoltre un apprezzato opinionista e commentatore tv. Del resto, uno come lui, capace di dare del tu al pallone e di dialogare da vicino coi migliori di tutti i tempi, qualcosa di calcio ne capisce sul serio.

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