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Antonio Raimondo: dal debutto con Mihajlovic alla rinascita a Frosinone

Dai primi passi con Mihajlovic alla rinascita a Frosinone: scopri la storia di Antonio Raimondo, il talento che sta trascinando i ciociari a suon di gol.

Quattro gol in cinque partite. A vederlo oggi, Antonio Raimondo sembra essere rinato. Ma, in fondo, forse è sempre stato un predestinato. E qualcuno se ne era accorto sin da subito.

Sinisa Mihajlovic è sempre stato un uomo controcorrente. In un calcio abituato a puntare sull’usato sicuro e sulla prudenza esasperata, Sinisa aveva la sensibilità e l’audacia di vedere oltre, di affidarsi al talento senza guardare la carta d’identità. Se un ragazzo aveva stoffa, doveva giocare. E così, un giorno, un sedicenne di nome Donnarumma si ritrovò titolare a San Siro; con un altro allenatore in panchina, forse l'attuale portiere del Manchester City avrebbe dovuto affrontare la solita, infinita gavetta a cui il nostro calcio ci ha abituati. Perché mentre in Spagna, Inghilterra, Francia e Germania i giovani decidono partite e campionati, in Italia spesso sono costretti a sbattere contro contesti tattici pensati per non prenderle, piuttosto che per esaltare le doti offensive.

Ma per Sinisa non era così. Ed è per questo che, a soli 17 anni, decise di lanciare in prima squadra Antonio Raimondo, gioiello del vivaio del Bologna. Poi, purtroppo, Sinisa se n’è andato, portando via con sé anche quell’idea, ancora troppo rivoluzionaria per i nostri confini, che concede sempre spazio al coraggio e al talento.

Toccare il fondo per risalire

Raimondo, come tanti ragazzi di talento, ha dovuto sporcarsi le mani in Serie B. Ha ritrovato la Serie A con il Venezia, è vero, ma senza quella continuità di fiducia necessaria a un giovane per esplodere, finendo inevitabilmente per fare un passo indietro nella cadetteria. Fallimenti apparenti che possono incrinare le certezze e generare una frustrazione difficile da smaltire. Eppure, il classe 2004 non sa cosa significhi arrendersi. Forse perché nel suo DNA c’è quella stessa forza di volontà di chi ha creduto in lui per primo.

Oggi, trascinato dalla stessa grinta che gli ha trasmesso Mihajlovic, Raimondo è uno degli attaccanti più brillanti e seguiti del campionato. In cinque giornate sono arrivati quattro gol e un pallone scacciato in rete ma ingiustamente annullato contro il Como. Raimondo adesso sente la totale fiducia di un allenatore come Alvini che, come lui, ha dovuto sudarsi ogni singolo traguardo partendo dal basso. I ciociari giocano un calcio bellissimo e lui ne è il finalizzatore perfetto. Non si sa dove possa arrivare questo Frosinone, ma Antonio Raimondo non ha alcuna intenzione di smettere di lavorare, né tantomeno di smettere di sognare. Come ha sempre fatto. Con la stessa identica luce negli occhi di quel giorno in cui, a diciassette anni, Sinisa ebbe il coraggio di credere in lui.

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