Un vero e proprio terremoto si è scatenato tra i corridoi di AIA e Lega Serie A. Ipotesi di commissariamento per la Federazione, e le minacce UEFA spaventano.
Il mondo arbitrale italiano è stato travolto dal caos nei scorsi giorni. Come se non bastasse il terzo Mondiale mancato consecutivo, con le conseguenti dimissioni del presidente della FIGC Gabriele Gravina, è scoppiato un nuovo caso.
Il designatore di Serie A e B, Gianluca Rocchi, è indagato per frode sportiva dalla Procura generale della Repubblica. Insieme a lui, anche il supervisore VAR, Andrea Gervasoni.
Un’accusa pesante che arriva a qualche mese di distanza dall’archiviazione del caso da parte del procuratore della FIGC, Giuseppe Chiné. Andiamo in ordine e analizziamo i fatti.
Nella scorsa stagione è arrivata una denuncia da un ex arbitro, Domenico Rocca, dimessosi proprio perché non d’accordo con un sistema che già appariva come scorretto. Una denuncia che passò dall’ormai ex presidente degli arbitri, Antonio Zappi, alla procura della FIGC.
Giuseppe Chiné però ritenne che fossero troppo pochi gli elementi per proseguire con l’indagine, terminando per archiviarla con l’avallo della Procura generale dello Sport del CONI e dunque del suo presidente Ugo Taucer.
Al momento sembrano essere diversi gli episodi sotto indagine da parte della Procura della Repubblica di Milano; si parla della gara Udinese-Parma, Bologna-Inter, la semifinale di ritorno di Coppa Italia Inter-Milan e Salernitana-Modena di Serie B.
Tutte gare della scorsa stagione finite sotto la lente d’ingrandimento per motivi diversi; andiamo a vedere quali.
In Udinese-Parma, secondo le prime ricostruzioni, il designatore Gianluca Rocchi avrebbe influito sull’assegnazione di un rigore a favore dell’Udinese, ‘bussando’ alla sala VAR e facendo cambiare idea ai varisti che stavano optando per la non assegnazione del penalty.
In Bologna-Inter e nella semifinale di Coppa Italia Inter-Milan, sempre secondo quanto trapela in queste ore, Rocchi avrebbe optato per la scelta di arbitri ‘favorevoli’ all’Inter.
Sotto indagine anche la gara Inter-Verona, dove ci fu il tanto discusso episodio della gomitata di Bastoni a Duda, sul quale il VAR non intervenne. Gara finita sotto indagine a causa di una denuncia da parte dell’avvocato Michele Croce, che presentò la denuncia al Tribunale di Milano per reato di frode sportiva.
Secondo la definizione della legge, la definizione del reato di frode sportiva è la seguente:
“Chiunque offra denaro, vantaggi o compia atti fraudolenti per alterare il risultato di una competizione sportiva. È un reato di "pericolo" consumato non appena avviene l'offerta, indipendentemente dall'effettiva alterazione del risultato.”
In questo momento, secondo i fascicoli della Procura della Repubblica, gli iscritti al registro degli indagati risultano solamente il designatore CAN, Gianluca Rocchi, e il supervisore VAR, Andrea Gervasoni.
Dopo il caos esploso nel mondo arbitrale con la conseguente autosospensione del designatore Rocchi e del supervisore Gervasoni, da parte del Governo si è paventata l’opzione del commissariamento della FIGC.
L’ipotesi di mettere una persona di fiducia del governo sta prendendo piede, ma al momento non c’è alcuna conferma. La UEFA però non ci sta e pare abbia informato la Lega Serie A e quindi il presidente Ezio Simonelli che, così facendo, l’Italia rischia di veder revocata l’assegnazione degli Europei 2032 e che le squadre italiane siano escluse dalle coppe europee.