Dopo una pausa prolungata di cinque settimane, dovuta alla cancellazione delle gare in Bahrain e Arabia Saudita, la Formula 1 torna in pista per il Gran Premio di Miami. Il 2026 ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo per la F1, con una radicale revisione dei regolamenti tecnici.
Sebbene le nuove specifiche delle monoposto abbiano portato a un leggero aumento dei sorpassi, la gestione dell'energia richiesta dalle nuove power unit ha suscitato aspre critiche da parte dei piloti. Inoltre, sono emerse preoccupazioni per la sicurezza dopo il Gran Premio del Giappone, in seguito al violento incidente di Oliver Bearman a Suzuka, che gli ha causato una contusione al ginocchio destro.
Lunedì, durante una riunione tra i vertici della F1, la FIA e i team principal, sono state approvate modifiche ai regolamenti sui motori. La maggior parte di queste entrerà in vigore già a Miami, quarto appuntamento della stagione.
"Durante una riunione online tra la FIA, i Team Principal, gli amministratori delegati dei produttori di Power Unit e la FOM, sono stati concordati alcuni perfezionamenti ai regolamenti del Campionato del Mondo di Formula 1 FIA 2026", si legge in un comunicato della FIA.
"Le proposte finali presentate oggi sono il risultato di una serie di consultazioni avvenute nelle ultime settimane tra la FIA, i rappresentanti tecnici e un ampio contributo dei piloti di F1. Le discussioni su potenziali aggiustamenti si sono basate sui dati raccolti nei primi tre eventi della stagione 2026".
Le qualifiche sono sempre state il momento in cui un pilota spinge la propria vettura al limite. Quest'anno, tuttavia, diversi piloti sono stati costretti ad alzare il piede dall'acceleratore e a "veleggiare" in curva durante il giro lanciato per risparmiare batteria, evitando così di compromettere la prestazione nel settore finale.
Per contrastare questo problema, la ricarica massima consentita per giro è stata ridotta da 8 a 7 megajoule (MJ). Un limite inferiore dovrebbe garantire che le batterie si ricarichino più facilmente, senza richiedere eccessive tecniche di risparmio energetico.
Inoltre, la potenza recuperabile tramite "superclipping" (quando il pilota è a pieno gas ma non eroga potenza dalla batteria) è stata aumentata da 250 a 350 kilowatt. La FIA spera che queste modifiche riducano il tempo massimo trascorso in superclipping durante un giro di qualifica a soli 2-4 secondi, permettendo ai piloti di completare il giro in modo più naturale, spingendo al massimo anziché recuperando energia.
Le partenze sono state un tema caldo nelle prime tre gare, con alcuni piloti che hanno avuto difficoltà a scattare dalla griglia a causa delle configurazioni del motore. A Miami verranno testate modifiche alla procedura per ridurre il rischio di tamponamenti ai danni di chi parte lentamente.
Verrà introdotto un nuovo sistema di bordo che rileva se un pilota ha avuto una partenza lenta, attivando automaticamente l'MGU-K per "garantire un livello minimo di accelerazione e mitigare i rischi legati alla partenza, senza introdurre alcun vantaggio sportivo". È stato aggiunto anche un sistema di allarme visivo per avvisare i piloti della presenza di vetture più lente davanti.
Infine, le modifiche ai limiti energetici dovrebbero impedire alle auto di arrivare in griglia con la batteria scarica, minimizzando i problemi allo spegnimento dei semafori.
L'incidente di Bearman a Suzuka ha fornito una prova cruciale dei pericoli che i piloti corrono quando si verificano improvvise differenze di velocità. Mentre Franco Colapinto era in fase di superclipping con la sua Alpine, Bearman stava utilizzando la massima potenza della batteria. Nonostante entrambi fossero a pieno gas, la differenza di velocità ha costretto il pilota britannico a una manovra evasiva, finendo contro le barriere.
Per evitare il ripetersi di scenari simili, la potenza massima del "boost" è stata limitata a 150 kW, o al livello di erogazione esistente della vettura, a seconda di quale sia il valore più alto. Sono state inoltre introdotte limitazioni sull'uso della piena potenza in base alla posizione sul tracciato: i piloti avranno a disposizione tutti i 350 kW in uscita di curva, ma saranno limitati a 250 kW in altre sezioni della pista. L'obiettivo è ridurre le eccessive differenze di velocità in rettilineo, mantenendo al contempo le opportunità di sorpasso.
La natura dei nuovi motori aveva sollevato preoccupazioni anche sul comportamento delle vetture in condizioni di bagnato. Sebbene la F1 non abbia ancora affrontato la pioggia in questa stagione, sono state apportate modifiche per migliorare la sicurezza. I team potranno aumentare la temperatura delle termocoperte per migliorare l'aderenza sul bagnato, mentre i livelli massimi di erogazione elettrica saranno ridotti per favorire il controllo della vettura.
Le reazioni dei piloti alle nuove regole sono state variegate, ma la maggior parte ha accolto con favore gli sforzi per migliorare la sicurezza e la guidabilità delle monoposto. Molti sperano che questi aggiustamenti rendano le gare più combattute e meno dipendenti dalla gestione strategica dell'energia.
Le nuove normative in Formula 1 hanno suscitato malcontento tra molti piloti, incluso il quattro volte campione del mondo Max Verstappen, che non ha nascosto le sue critiche verso la nuova generazione di monoposto.
Per rispondere alle frustrazioni espresse dai protagonisti del circus, sono state introdotte delle modifiche. Oscar Piastri, pilota della McLaren, si mostra cautamente ottimista, sperando che questi aggiustamenti possano tradursi in una migliore esperienza di guida.
«I due aspetti principali che noi piloti volevamo affrontare erano ripristinare la sfida in qualifica, rendendola più naturale, e ridurre le differenze di velocità in gara in punti inaspettati», ha dichiarato Piastri.
«Sia la FIA che la F1 hanno preso la questione molto sul serio, e credo che questo si rifletta in alcuni dei cambiamenti apportati. Il dialogo è stato eccellente», ha continuato l'australiano. «Dovremo vedere se saranno necessarie ulteriori modifiche. Avevamo altre idee, ma non si tratta di cose che si possono cambiare da un weekend all'altro; richiedono interventi annuali o addirittura a più lungo termine».
«Penso che la FIA abbia fatto un ottimo lavoro nel riconoscere le nostre preoccupazioni e nell'agire nel modo che è sembrato più appropriato», ha concluso Piastri.