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Coppa Libertadores 2018: al Bernabeu trionfa il River Plate

L’incredibile finalissima giocata a Madrid dopo i fatti di Buenos Aires. Ecco il 3-1 in terra spagnola nel segno degli ex italiani Pratto e Quintero.

Una finale di Coppa Libertadores in Europa, per giunta in uno stadio senza tempo come il Santiago Bernabeu di Madrid. Questo l’insolito epilogo dell’edizione 2018 della massima competizione del calcio sudamericano, che mette a tu per tu le regine argentine Boca Juniors e River Plate. Così, la squadra più forte del Fútbol la decide il Superclásico, una gara e una rivalità che non hanno bisogno di presentazioni. 

Una finale in Spagna, insolita e certamente non programmata. Ma andiamo per ordine. Dobbiamo riavvolgere il nastro e tornare al periodo in cui si gioca ancora nell'ambito delle due gare: quella di andata si disputa regolarmente alla Bombonera, casa del Boca, e il match finisce 2-2 con le reti di Abila e Benedetto da una parte e Prato e autogol di Izquierdoz dall'altra. Grande spettacolo, come addetti ai lavori e appassionati si immaginavano. 

Ora, per il secondo round, tutti si aspettano il ritorno al Monumental. Che non ci sarà per i noti fatti avvenuti all’esterno dello stadio il giorno stesso della gara, con conseguente rifiuto del Boca di giocare al Monumental e le (lecite) valutazioni della CONMEBOL che si orienta su un’altra sede. Si decide così di giocare in Spagna e in Argentina molti storcono il naso, con qualcuno che parla addirittura di scippo dei…conquistadores. Questi gli aspetti meno gratificanti di quella edizione, ma per fortuna quando a parlare è il campo tutto il resto passa in secondo piano.

La finale del Bernabeu: ecco l’orgoglio del River

Le due squadre sono cariche a mille e non sorprende che nei primi minuti il gioco sia dominato da scorrettezze e risulti fin troppo spezzettato. Nel primo tempo è il Boca a farsi più pericoloso, due volte con capitan Pablo Perez: prima il suo colpo di testa viene intercettato dall'estremo difensore Armani, poi la sua conclusione a colpo sicuro viene deviata in scivolata dal preziosissimo Milton Casco. Nel finale della prima frazione, la pressione degli Xeneizes viene premiata: passaggio stupendo di Nahitan Nandez (futuro protagonista nel Cagliari) e per il solito Dario Benedetto è un gioco da ragazzi superare l'incolpevole Armani. Boca avanti con merito, River poca cosa e forse ancora condizionato dalle tante polemiche dei giorni precedenti.

Guai, però, a dare i Millionarios per spacciati. Nella ripresa il River sembra un'altra squadra: il piglio è diverso già nelle primissime battute, poi sono i cambi a fare la differenza. Incredibilmente i gemelli Schelotto richiamano in panchina lo scatenato Benedetto (mossa onestamente incomprensibile), mentre Gallardo - squalificato e sostituito in panchina da Bujan - butta nella mischia l'ex Pescara Juan Fernando Quintero. Una mossa che cambia la gara: a nove minuti dal suo ingresso in campo, il trequartista colombiano inventa per l'ex genoano Lucas Pratto, che con un destro pregevole buca il portiere Andrada. Il River Plate gioca meglio, ma la gara si fa nuovamente nervosa e si arriva così ai tempi supplementari, alla luce di una regola dei gol fuori casa che ovviamente non vale.

Il River mantiene i nervi saldi, il Boca no: a certificarlo l'espulsione di Barrios, protagonista di una brutta entrata ai danni di Palacios a pochi secondi dall'inizio degli extra time. Nel secondo tempo l'incredibile gol dell'uomo della provvidenza Quintero, che batte Andrada con un gioiello dalla distanza che finisce all'incrocio. Nel finale il Boca prova il tutto per tutto, schierando anche il mitico Carlitos Tevez: il tiro di Jara, però, termina la sua corsa sul palo, mentre a tempo ormai scaduto è Gonzalo Martinez a realizzare la rete del definitivo 3-1 entrando indisturbato in porta.

Al Bernabeu - davanti a Messi, Simeone e altri big, in un’atmosfera che ricorda i Superbowl americani - esulta il River Plate, che conquista così la quarta Coppa Libertadores della sua storia, dando seguito al successo del 2015 (successo contro il Tigres UANL con reti di Alario e Funes Mori). Grande delusione per il Boca, che non raggiunge l'Independiente a quota 7 vittorie e vive un'altra giornata no dopo quella del 2012, quando si arrese al cospetto del Corinthians di Emerson Sheik.

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