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Amorim al Milan? La mossa che può cambiare il futuro rossonero

Tramontata la pista Glasner, che sarebbe stato il prescelto da Rangnick, aumentano le possibilità di approdo in rossonero dell'ex tecnico portoghese del Manchester United.

Possibile svolta nella corsa alla panchina del Milan. Le ultime indiscrezioni collocano in pole position per l'approdo a Milanello il portoghese Ruben Amorim, il tecnico che ha rilanciato lo Sporting e che ha però sostanzialmente fallito nella sua esperienza alla guida del Manchester United.

Un tecnico di respiro internazionale, che non ha mai allenato in Serie A ma che vanta buone esperienze in Europa, prima da calciatore e poi in panchina.

Milan, colpo di scena: Amorim supera Glasner

Sembra definitivamente tramontata, ormai, la pista che porta a Oliver Glasner, tecnico austriaco in uscita dal Crystal Palace che sarebbe stato il prescelto da Ralf Rangnick in caso di avvento alla direzione tecnica del club. Ipotesi ormai tramontata. Amorim è il nome nuovo (ma in realtà seguito con interesse da tempo) che ha sopravanzato anche l'altro candidato, il giovane Matthias Jaissle, impegnato nel campionato dell'Arabia Saudita.

Amorim è libero: esonerato a inizio gennaio dai Red Devils quando era sesto in classifica, ha una voglia matta di rimettersi in discussione. A Ibrahimovic e al management rossonero piace per la sua proposta di calcio intensa e aggressiva, in linea coi dettami del calcio moderno. Anche se, in caso di approdo a Milanello, dovrà convincere i tifosi soprattutto coi risultati, che da troppe stagioni mancano al Milan.

Ruben Amorim, nuovo profeta del calcio portoghese

Dopo una buona carriera da calciatore vissuta tra Belenenses, Benfica e per due stagioni in prestito al Braga e Al-Wakrah, con 14 presenze nella Selecao portoghese, Ruben Amorim - ex centrocampista dai piedi buoni e dai sette polmoni - ha iniziato la sua carriera da allenatore nel Casa Pia, nella terza divisione portoghese. Poi è passato alla seconda squadra del Braga, diventando tecnico della prima formazione a dicembre 2019, vincendo subito la Coppa di Lega e inanellando un filotto di otto vittorie e un pareggio in campionato.

Lo Sporting lo ha preso in corsa e i buoni risultati sono proseguiti alla guida dei biancoverdi di Lisbona. Nel 2020/21 il primo titolo da allenatore, seguito nel 2023/24 dal secondo. In bacheca anche due Coppe di Lega e una Supercoppa di Portogallo, oltre ai quarti di Europa League centrati nel 2022/23 (eliminazione a opera della Juventus).

A novembre 2024, quando era in testa al campionato con lo Sporting con 11 vittorie su 11, il controverso passaggio al Manchester United. Dopo un buon inizio, i Red Devils hanno chiuso male la stagione, col 15esimo posto e la sconfitta in finale di Europa League contro il Tottenham. Le cose non sono migliorate di molto nella stagione successiva, nonostante un mercato faraonico: Amorim esonerato a gennaio dopo 20 partite di Premier League, col Manchester United sesto.

Milan, tanti nodi al pettine: e Ibra negli USA non aiuta

Se la trattativa con Amorim procede spedita e a breve potrebbe essere coronata dalla fumata bianca, ci sono altre questioni importanti da risolvere in casa Milan. Dopo il “lunedì nero” successivo alla deludente conclusione del campionato, in cui il presidente Cardinale ha licenziato in tronco Allegri, Furlani e Tare, mancano anzitutto figure dirigenziali in grado di occuparsi delle questioni pratiche: la stessa iscrizione al campionato è stata completata in extremis.

Non aiuta, in questo senso, la lontananza del deus ex machina rossonero, Zlatan Ibrahimovic, impegnato ai Mondiali come commentatore per una celebre emittente sportiva. È lui, di fatto, che sta orientando le decisioni. Proprio dai Mondiali Rangnick, a lungo in procinto di passare in rossonero, ha motivato così la sua decisione di restare all'Austria e di non accettare le avance del Milan: “Non c'era la necessaria chiarezza”. Una frase piuttosto indicativa.

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