Vai al contenuto
Hillside (New Media Malta) Plc
Rally
  1. MOTORI

Tutti gli Italiani ad aver vinto la Dakar

Dalle imprese di Orioli e Meoni in ambito motociclistico, agli exploit nella categoria camion di Vismara e Perlini, tutti gli Italiani ad aver vinto la Dakar. Per le quattro ruote, da citare il mitico Miki Biasion.

La Dakar è una delle grandi istituzioni del mondo dei motori. Nella storia di questo rally raid leggendario, l'Italia ha scritto pagine memorabili, specialmente nelle categorie motociclistiche e nei camion, dove tecnica e coraggio tricolore hanno spesso dettato legge. Sebbene il titolo assoluto nelle auto sia rimasto un tabù per i nostri piloti, l'albo d'oro è ricco di nomi che hanno fatto la storia.

Dakar, vincitori italiani: i re delle due ruote Orioli e Meoni

Quando si parla di Italia alla Dakar, il pensiero corre immediatamente alle moto. Sono due i nomi scolpiti nella leggenda che hanno portato il tricolore sul gradino più alto del podio in classifica generale.

Il primo, e il più vincente di sempre tra gli italiani, è Edi Orioli. Il rider friulano è stato un maestro di tattica e velocità, capace di vincere quattro edizioni con due marchi diversi, segnando l'epoca d'oro degli anni '90:

  • 1988: prima vittoria storica su Honda NXR800V.

  • 1990: il bis con la Cagiva Elefant 900, una vittoria iconica per il marchio italiano.

  • 1994: il tris, ancora su Cagiva Elefant.

  • 1996: il poker, questa volta in sella alla Yamaha YZE 850T.

Dopo l'era Orioli, il testimone è passato al compianto Fabrizio Meoni. Il gigante toscano, noto per la sua forza fisica e la capacità di domare le bicilindriche più pesanti, ha regalato alla KTM le sue prime storiche vittorie, aprendo un ciclo ventennale per la casa austriaca:

  • 2001: vittoria su KTM LC4 660R.

  • 2002: bis immediato con la mostruosa KTM LC8 950R.

I giganti del deserto: i successi nei camion

Se le auto sono state avare di soddisfazioni assolute, l'Italia ha dominato tra i "bisonti" del deserto, grazie a mezzi eccezionali e piloti impavidi.

La prima vittoria arrivò nel 1986 con Giacomo Vismara. Alla guida di un Mercedes-Benz Unimog, Vismara - navigato da Giulio Minelli - conquistò la vetta con grande merito.

Negli anni '90, l'ingegneria italiana toccò l'apice con i camion Perlini, mezzi costruiti appositamente per le competizioni che sbaragliarono la concorrenza dei marchi industriali. Francesco Perlini portò il "camion rosso" alla vittoria per due anni consecutivi:

1992: vittoria nella Parigi-Città del Capo su Perlini 105F.

1993: bis nella Parigi-Dakar, sempre su Perlini 105F, confermando la superiorità tecnica del mezzo italiano in quel periodo storico.

I cacciatori di tappe: le moto

Oltre ai vincitori assoluti, molti italiani hanno lasciato il segno vincendo singole tappe, dimostrando velocità pura anche senza conquistare il titolo generale.

Il recordman italiano assoluto di vittorie di tappa in moto è Alessandro "Ciro" De Petri. Pur non avendo mai vinto la generale (spesso tradito dalla foga o dalla meccanica), De Petri ha collezionato ben 19 vittorie di tappa, un numero che lo pone nell'olimpo dei velocisti puri della Dakar.

Dietro di lui troviamo i vincitori della generale, che hanno saputo unire costanza e velocità:

Edi Orioli: 17 vittorie di tappa.

Fabrizio Meoni: 14 vittorie di tappa.

Tra le menzioni d'onore recenti, spicca l'impresa di Danilo Petrucci. Nel 2022, l'ex pilota di MotoGP è entrato nella storia diventando il primo pilota italiano proveniente dalla pista a vincere una tappa alla Dakar (la quinta, a Riyadh), un exploit che ha ridato lustro al movimento motociclistico italiano nel rally.

Vittorie di tappa su quattro e più ruote

Nella categoria Auto, nonostante la mancanza di un titolo assoluto piloti, gli italiani si sono distinti come navigatori o in singole frazioni.

È doveroso citare Miki Biasion, due volte campione del mondo rally, che pur non vincendo la Dakar in auto, ha regalato spettacolo e vittorie di tappa nella categoria Camion con l'Iveco nel 2012, vincendo 3 speciali e chiudendo 6° assoluto.

Un capitolo a parte merita la Fiat PanDAKAR: nel 2007 la piccola utilitaria torinese, guidata da leggende come Biasion e Bruno Saby, tentò l'impresa. Sebbene non abbia portato vittorie significative, rimane uno degli esempi più coraggiosi di ingegneria italiana applicata alla gara più dura del mondo.

Per quanto riguarda i navigatori, l'Italia vanta grandi professionisti come Fabrizia Pons (storica navigatrice di Michèle Mouton e Ari Vatanen, e poi di Jutta Kleinschmidt, con cui ha sfiorato la vittoria) e altri co-piloti che hanno supportato team ufficiali, contribuendo a successi di tappa parziali.

In sintesi, l'Italia alla Dakar è una storia di eccellenze individuali e meccaniche: dalle moto Cagiva e i camion Perlini, fino alle leggende di Orioli e Meoni, il tricolore ha sempre sventolato alto sulle dune, anche quando la vittoria finale è sfuggita.

Articoli collegati

bet365 utilizza cookie

Usiamo cookie per garantire un servizio migliore e più personalizzato. Per ulteriori informazioni, consulta la nostra Informativa sui Cookie