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Serie B: come funzionano i play-off

La Serie A si può raggiungere direttamente dal campionato ottenendo una delle prime due posizioni oppure tramite i play-off. La classifica della regular season conta ma non sono mancate le sorprese…

Il campionato di Serie B è la seconda divisione professionistica del campionato italiano di calcio. Il torneo è stato istituito nel 1929/1930. Attualmente le partecipanti sono venti che si affrontano con match di andata e ritorno nel tentativo di conquistare la massima categoria. Obiettivo raggiungibile in due modi: le prime due classificate vengono automaticamente promosse in Serie A; le altre che si sono piazzate dal terzo all’ottavo posto, invece, devono passare attraverso un supplemento di fatica rappresentato dai play-off. 

Prima di entrare nel dettaglio sul funzionamento dei play-off, raccontiamo di come la competizione dal 2006/2007 ha deciso di introdurre una cerimonia di premiazione per la prima classificata con tanto di consegna del trofeo. Fino alla stagione 2019/2020 veniva consegnata la Coppa Ali della Vittoria, poi, dopo un breve fase di transizione, si è passati alla Coppa Nexus. A tal proposito una versione ridotta viene data anche alla seconda in classifica e alla vincitrice dei già citati play-off. Insomma a tutte quelle che riescono a centrare il traguardo più importante.

Il funzionamento dei play-off

Questa appendice del campionato prevede un mini-torneo tra le squadre che si sono piazzate dalla terza all’ottava posizione. Esiste tuttavia una possibilità che esclude l’attuazione dei play-off: quella in cui il divario tra la terza e la quarta in classifica sia superiore ai quattordici punti. In quel caso la terza viene automaticamente promossa in Serie A al pari delle prime due della classe. Tale circostanza è avvenuta in una sola occasione: era il 2006/2007 e nel torneo cadetto c’era la presenza contemporanea di tre squadre importanti come Juventus, Napoli e Genoa che non lasciarono scampo alle inseguitrici. 

Nella maggior parte delle volte, però, i play-off si giocano eccome. E prevedono una fase preliminare nella quale la quinta si scontra con l'ottava e la sesta si scontra con la settima. Da regolamento è prevista una sola partita in casa della squadra meglio classificata al termine del campionato e in caso di parità alla fine della gara, si disputano i tempi supplementari. Qualora l’equilibrio permanga anche al termine dei 120 minuti va in semifinale la squadra meglio piazzata in campionato. Le due che si qualificano nella fase preliminare incontrano in semifinale la terza e la quarta classificata. 

Funziona così: la terza si scontra con la vincitrice dell'incontro fra la sesta e la settima del turno preliminare. Alle semifinali si disputano partite di andata e ritorno e, in caso di parità al 90' della gara di ritorno, accede in finale la squadra meglio classificata nella regular season. Anche la finale prevede gare di andata e ritorno. Stavolta però in caso di equilibrio per stabilire l’ultima promossa si guarda alla classifica. Nel caso le due finaliste abbiano concluso il campionato a pari punti si disputano tempi supplementari e calci di rigore. Non esiste la regola dei gol in trasferta.

La storia dei play-off

I play-off sono stati introdotti per la prima volta in Serie B nella stagione 2004/2005. Originariamente la formula prevedeva confronti tra i team che si erano piazzati dal terzo al sesto posto con semifinali e finale. Il mini torneo non sarebbe andato in scena in caso di divario di almeno 9 lunghezze tra la terza e la quarta. Dal 2012/2013 c’è stata poi l’eliminazione degli eventuali tempi supplementari in finale in caso di parità dopo i 180 minuti. L’anno successivo la modifica sostanziale del regolamento ha riguardato l’allargamento delle contendenti dalle quattro alle sei squadre (confermate pure attualmente).

Insomma, sono quasi vent’anni che i play-off arricchiscono la categoria cadetta regalandole un finale con maggiore suspence. Spesso e volentieri, però, è capitato che sia stata proprio la terza classificata a fare il salto di categoria sebbene non siano mancate le eccezioni. Un caso particolare, ad esempio, fu quello della Sampdoria del 2012 che centrò la promozione partendo dal sesto posto. Analoghe le esperienze di altre outsider come il Benevento (2017), il Verona (2019) e il Venezia (2021) che partivano dalla quinta piazza. Non dobbiamo dimenticarti neppure della scorsa stagione, nella quale Claudio Ranieri col Cagliari portò a compimento una straordinaria rimonta beffando il Bari terzo in finale. 

Insomma, la classifica finale della stagione regolare ha una sua importanza insindacabile, che le regole cercano di avvalorare offrendo un vantaggio significativo che non sempre, come abbiamo visto, può essere sufficiente. Un dato da considerare però c’è: ad oggi mai nessuna settima oppure ottava classificata è riuscita a ribaltare del tutto le gerarchie indicate dal torneo. 

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