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Romario contro Ancelotti: "Non può rimanere allenatore del Brasile", suggestione Italia?

L’eliminazione del Brasile al Mondiale fa particolarmente male e Romario attacca Ancelotti, chiedendo che sia mandato via.

L’eliminazione del Brasile al Mondiale fa particolarmente male e Romario attacca Ancelotti, chiedendo che sia mandato via.

Il Brasile non è al momento paragonabile alla squadra fatta di star mondiali come quella ammirata nel lontano 2002, ma non è di certo inferiore alla Norvegia. In un Mondiale, però, tutto può succedere, e ciò di cui avevano paura i tifosi verdeoro si è avverato: Brasile eliminato dalla Norvegia e il sogno della sesta stella sparito.

Le colpe, quando si perde, sono da dividere equamente tra tutti i protagonisti, ma c’è chi in Brasile non la pensa così. Romario pensa che le colpe siano esclusivamente delle scelte fatte da Ancelotti e che il tecnico italiano debba essere esonerato.

Le parole di Romario

Non può rimanere allenatore del Brasile, non c'è possibilità. Fossi stato in federazione sarei entrato negli spogliatoi, lo avrei mandato all'inferno e gli avrei stracciato il contratto immediatamente. La partita con la Norvegia è stata una vergogna, lo porterei anche in tribunale. Poi vediamo cosa succede, ma non può rimanere”.

Parole dure, forti e cariche di delusione per una campagna mondiale che, secondo il Baixinho, sarebbe dovuta andare diversamente. Le critiche, però, sono tutte per Ancelotti, per le scelte ritenute sbagliate, e per la Federazione:

“E non ho nemmeno capito cosa pensasse di fare in campo: togli Bruno Guimarães per mettere Ederson in fascia? E lo fai perché non hai convocato altri terzini. Si fa male un terzino e tu convochi un centrale? Capisco che non ce ne siano tanti, ma ci sarà qualcuno meglio di Ederson in quel ruolo?”.

“Abbiamo avuto Dunga, ha perso e se n'è andato. Abbiamo avuto Felipe Scolari, che ha vinto la Coppa e lui è rimasto. Abbiamo avuto Tite, che ha perso, lui è rimasto e ha perso di nuovo. Ora abbiamo questo dannato Ancelotti, che ha perso e lui continuerà a farlo. Ha commesso molti errori in questo Mondiale e voi della stampa non dite nulla. Se fosse stato un allenatore brasiliano, lo avreste già fatto a pezzi. Ma siccome è straniero, nessuno dice niente!”.

Ancelotti – Idea per la nazionale italiana?

Le tensioni, le dure parole e una panchina traballante fanno sorgere una domanda spontanea a tutti gli italiani appassionati di calcio: perché non tentare di portare Carlo Ancelotti sulla panchina dell’Italia?

Una domanda lecita, soprattutto se inquadrata nel periodo storico che sta vivendo il calcio italiano in questo momento, orfano di una partecipazione a un Mondiale da ormai 12 anni. Ciò che serve alla nazionale italiana, ma in generale al movimento calcistico italiano, è un nuovo progetto, guidato da gente di calcio e che, possibilmente, non sia stato parte dei fallimenti degli ultimi anni.

E allora perché non provarci? Soprattutto se il nuovo direttore tecnico dovesse essere Paolo Maldini, che conosce Carlo Ancelotti da una vita (calcistica): due volti che hanno portato il Milan in cima al mondo.

I punti chiave di questa suggestione:

  • Necessità di un nuovo progetto: Il movimento calcistico italiano ha bisogno di una guida esperta e lontana dai fallimenti recenti.

  • Il fattore Maldini: L'eventuale arrivo di Paolo Maldini come direttore tecnico potrebbe facilitare il ricongiungimento con Ancelotti, rievocando i successi del Milan.

Il dualismo Maldini-Ancelotti ha funzionato per anni a livello di club, perché non provare a rilanciare la Nazionale con due leggende del calcio italiano?

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