Che modello di scarpa hanno utilizzato Sabastian Sawe e Yomif Kejelcha per completare la gara in meno di due ore?
La Maratona di Londra del 2026 è entrata nella storia con un traguardo senza precedenti: il keniota Sabastian Sawe ha completato i 42 km in 1h59min30s, diventando il primo atleta a infrangere ufficialmente la barriera delle due ore. Anche l'etiope Yomif Kejelcha ha concluso la prova in meno di due ore.
Oltre alla prestazione sportiva, uno degli elementi di maggior spicco è stata la scarpa indossata dagli atleti: la Adidas Adizero Adios Pro Evo 3, la nuova "super scarpa" del marchio tedesco.
Il modello si distingue per il suo peso estremamente ridotto, inferiore ai 100 grammi, un fattore che diminuisce il dispendio energetico durante la gara e si rivela decisivo in una maratona. Si tratta della prima scarpa da competizione con un peso inferiore ai 100 grammi mai utilizzata in una gara ufficiale.
Un altro punto cruciale è la nuova schiuma impiegata, sviluppata per offrire un elevato livello di ammortizzazione con il massimo ritorno di energia. In pratica, la scarpa assorbe l'impatto e restituisce parte di questa forza al corridore, favorendo la propulsione a ogni passo. Inoltre, l'intersuola alta, vicina al limite consentito dal regolamento, amplifica questo effetto e migliora l'efficienza lungo i 42 km.
La vera innovazione strutturale, tuttavia, risiede nel sistema ENERGYRIM, che sostituisce i tradizionali elementi interni con una costruzione esterna che migliora la stabilità e ridistribuisce le forze generate durante la corsa.
Per un corridore amatoriale, la differenza principale sta nello sforzo che il corpo deve compiere per mantenere un certo ritmo. Una scarpa come la Adidas Adizero Adios Pro Evo 3 aiuta a "risparmiare energia" a ogni falcata. È più leggera, ammortizza meglio l'impatto con il suolo e restituisce parte di quella forza in avanti, quasi come se fornisse una piccola spinta extra.
Ciò si traduce in un minor affaticamento muscolare nel corso della gara e in una maggiore facilità nel sostenere velocità elevate. Non è la scarpa a correre da sola, ma permette all'atleta di consumare meno energia per mantenere lo stesso ritmo, un vantaggio che nelle prove di lunga distanza può fare un'enorme differenza sul tempo finale.
È importante sottolineare che, nonostante la tecnologia avanzata, la Adidas Adizero Adios Pro Evo 3 non è necessariamente la scelta ideale per i corridori amatoriali. Per raggiungere un peso così ridotto, il modello sacrifica la durabilità, usurandosi più rapidamente e risultando poco adatto per gli allenamenti frequenti.
Inoltre, la sua struttura rigida e l'intersuola alta, progettate per la massima performance, possono compromettere il comfort e la stabilità di chi non possiede una tecnica di corsa raffinata, aumentando il rischio di fastidi o persino di infortuni. In sintesi, è una scarpa creata su misura per l'élite e per la competizione, ma non sempre la scelta migliore per l'uso quotidiano.